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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2020

Io avrei un sogno

Storie e Notizie N. 1901 Un sogno per la Giornata Internazionale dei migranti … Io avrei un sogno. Non dico ho , perché non oso fino a tanto. Ma, essendo un sogno, all’interno di quest’ultimo posso sperare in incredibili meraviglie e perseguire gioia assoluta. Sapete che c’è? Non posso, bensì devo . Lo dobbiamo tutti, più che mai in questi giorni. Indi per cui, io vorrei. Non scrivo voglio , perché non c’è mai stata arroganza nelle mie intenzioni, malgrado le farneticanti allusioni di alcuni. Solo, semplice necessità. Perché io vorrei essere il vaccino che state aspettando. Questo è il mio sogno. Vorrei essere la risposta migliore al morbo che ha avvelenato il corpo e il tempo, la mente e soprattutto il cuore. Vorrei essere la soluzione di ogni vostro problema, a esser sincero, ma mi basterebbe vestirmi da farmaco miracoloso anche solo per un istante, uno di quelli che salvano persone e le proteggono nei giorni a venire. Affinché la gente non dimentichi l’importanza della mia presenza

Tra il grilletto e il foro di una rivoltella

Storie e Notizie N. 1900 Ecco a voi un’ennesima storia plausibile per tentare di raccontare il bizzarro mondo in cui oggi viviamo. Nell’apparenza di una seppur rapida successione di clic sul cellulare ci sentiamo talvolta vicini , perché connessi alla rete. Insieme , giacché concentrati sul medesimo pugno di bit, malgrado per pochi istanti. Eppure, al contempo, siamo altrettanto divisi . E, come nel caso di ciò che si nasconde all’interno dei mirabolanti dispositivi tecnologici da cui siamo oramai posseduti, il cui funzionamento per i più è paragonabile a qualche misteriosa magia, ho la netta impressione che ciò che effettivamente distingua e distanzi le umani genti sia ulteriormente ignoto. Considera per esempio non i confini, neppure le differenze culturali o finanche di carnagione, men che meno la diversità di credo, ma bensì una rivoltella . Già, la nota pistola a tamburo , che magari avrai visto detonare per finta un’infinità di volte in un film. Sparando a salve , come si dice ne

Negru in rumeno è offensivo? Lettera spiegazione all'uomo bianco

Storie e Notizie N. 1899 Sulla partita di calcio sospesa tra PSG e Basaksehir : Caro uomo bianco, Ovvero, alb in rumeno – già che ci siamo – cerco di spiegarti con le parole più chiare possibili perché taluni uomini in alcune occasioni possano comprensibilmente arrabbiarsi se ti rivolgi a loro definendoli black , neri e anche negrii in rumeno. Da molti secoli sino a oggi gli uomini bianchi – ma non tu, eh? Tu sei un fervente antirazzista, lo so bene – tramite ogni tipo di rappresentazione, comunicazione e narrazione, che sia storica, educativa, informativa, politica, culturale e pure sociale, si sono prodigati quotidianamente nell’associare l’aggettivo nero , black e anche negru , guarda un po’, riferendosi a un essere umano per indicare in ordine sparso una persona sporca , cattiva , criminale , illegale , ostile , intrusa , sbagliata e qualsivoglia accezione negativa si possa pensare o anche inventare sul momento. Se trovi difficoltà a comprendere tale, a mio modesto parere, sempl

C’è del marcio in Ungheria e non solo

Storie e Notizie N. 1898 C’era una volta il marcio. Ma sì, lo so, non è la prima, di volta, e non sarà di certo l’ultima. Perché la fiaba non cambia nella trama e nell' immorale finale, malgrado venga raccontata da figuri, tu sai chi, loro pure, che imbrogliano e fingono, berciano irosi qualora l’ipocrita uditorio lo richieda, farneticando idiozie di ideali famiglie e integerrimi codici morali a seconda della tornata elettorale. Sì, lo so. József Szájer , eurodeputato dell’ Unione Civica Ungherese , in arte Fidesz , il destrorso partito del governo di Viktor Orbàn, ha partecipato di recente a un’orgia a Bruxelles che è stata definita “gay” da tutti i media del mondo. Un governo che ha fatto della guerra al movimento LGBT un fondamento imprescindibile del suo programma. Ma non devi sorprenderti, su. È notizia nuova quanto storia vecchia, e non è un’eccezione come proveranno a raccontare, spiegare e più che mai insabbiare. È questa la sola sinossi credibile di tale monotono racco