31.5.09

Berlusconi a Villa Certosa o Raffaele Lombardo in Sicilia?



Il Corriere della Sera è in testa alla classifica dei quotidiani italiani per diffusione.
Molto seguita è anche la sua versione on line.
All’interno è possibile leggere un’altra classifica: quella degli articoli più letti.
Alle 11.22 di oggi, 31 maggio 2009, l’hit parade è la seguente:

1 Topolanek nudo nel giardino della Villa e nei viali bionde e brune mozzafiato
2 «Chiedo scusa a Noemi e al presidente»
3 E Berlusconi scrive al Garante «Bloccate le foto di Villa Certosa»
4 Non ci resta che ridere
5 Orrico, ex tecnico dell' Inter anni '90, trova il figlio impiccato in casa
6 Briatore: Silvio da anni è come un single
7 Bossi: «Tornano i vecchi Dc. Bisogna prenderli a legnate»
8 «Inesatta la ricostruzione del Cavaliere Se ci sono scatti vietati non sono miei»
9 In arrivo piogge e temporali al Centro
10 «Gelati, pizze gratis e tante ragazze ma minorenni non ne ho mai viste»

Le prime 3 notizie riguardano Berlo e la vicenda minorenni, Noemi e foto di Villa Certosa.
Ben 6 su 10 sono relative a questo argomento.
Le 4 notizie che non sono legate a Berlo si occupano di Bossi che vuole ‘prendere a legnate i vecchi Dc’, delle previsioni del tempo, del drammatico suicidio del figlio di Orrico e di un attuale aforisma di Flaiano.

Io non credo alle teorie del complotto.
Penso però che più o meno consapevolmente il sistema tenda ad avere una linea che non è mai frutto del caso, poiché tutte le componenti che lo tengono insieme, soprattutto quelle più in alto in una scala di potere, sono inclini a proteggere in maniera trasversale il seguente interesse: il mantenimento dello status quo.
È un fatto naturale, non c’è alcuna mente diabolica dietro tutto ciò, è umano.
Ecco perché la notizia più importante di questi giorni, quella che riguarda ciò che sta accadendo in Sicilia si ‘merita’ solo un trafiletto in prima.
Ed ecco perché sulla prima pagina del sito dell’Ansa la vicenda Lombardo la trovate solo in basso, tra le ‘altre notizie’, dopo l’arrivo delle balene in Patagonia e la difficile collocazione della tenda di Gheddafi

30.5.09

Le foto di Berlusconi a Villa Certosa: cosa ne avreste fatto voi?

Leggo la notizia del sequestro delle foto di villa Certosa e come al solito rimango profondamente deluso.
Sono anni che tutto ciò che in questo paese tenta in qualche modo di dare il seppur minimo fastidio all’impero di Berlo, perfino in maniera criminale come l’estorsione – peraltro in questo caso ancora da appurare… - provoca in me solo un’enorme delusione.
Ci avviciniamo alle elezioni europee e mi sono ripromesso di scrivere a ridosso di queste ultime un pezzo nel quale riassumere prima di tutto a me stesso qual è il mio punto di vista sulla questione Berlo e anti Berlo.
Ma una cosa mi sento di anticipare qui, oggi.
A mio modesto parere, da quando l’ex marito di Veronica Lario è sceso in campo, la stragrande maggioranza di coloro che in qualche modo hanno cercato di contrastarlo hanno tralasciato l’aspetto principale.
La forza di Berlo in questo paese non è mai stata basata sulle televisioni, le sue industrie, il suo ingente patrimonio. Sì, indubbiamente lo hanno aiutato e lo aiutano ancora oggi.
Ma i soldi sono e saranno sempre solo un mezzo.
Il potere di papi si basa su ciò che rappresenta. Quello e solo quello gli fa ottenere così tanti voti.
Ed è per questo che se effettivamente il fotografo ha cercato di vendere le immagini scattate a Panorama si è dimostrato una persona incredibilmente ingenua, alla stregua della maggior parte di coloro che si definiscono anti berlusconiani.
La seguente clip, secondo me, lo spiega molto meglio del sottoscritto:



Dice Joker: “A voi importa solo dei soldi. Questa città merita un criminale di maggior classe…”
Parafrasando criminale con opposizione, il concetto è lo stesso…
Questo paese merita un’opposizione di maggior classe e che soprattutto capisca una volta per tutte che non si tratta di soldi, si tratta di mandare un messaggio

Votalo come post dell'anno
_________________________________________________________
"It's not about money. It's about sending a message..."

29.5.09

Un panzone scrive a Brunetta



Storie e Notizie N. 43


La Storia:

Caro ministro Brunetta,

chi le scrive è uno dei tanti poliziotti panzoni che ci sono in Italia.
Le sue parole, cito testualmente: ‘non si può mandare in strada il poliziotto-panzone’, non mi hanno offeso.
E questo per un semplice motivo: sono fiero della mia pancia, ovvero panza, se preferisce.
Sì, lo ammetto, amo la buona cucina.
Ho da poco passato i quaranta e un grave infortunio al ginocchio non mi permette di essere sempre in forma come quando ne avevo venti o anche trenta.
Dopo il lavoro la mia vita si è fatta più sedentaria (grazie anche ai vostri tagli alla polizia...), i soldi non bastano mai e così, l’unico svago che mi è rimasto ormai è quello in cui si usa la forchetta.
Mia moglie è brava in cucina ma anch’io me la cavo alla grande.
Anzi, quello bravo sono io ed è per questo che da noi si mangia bene, più che bene.
Lo dicono tutti, anche mia suocera e dio solo sa se non è un miracolo strapparle un complimento…
Perciò non le sto scrivendo perché ferito dal suo discorso, piuttosto per darle una mano perché con ciò che ha detto lei dimostra di non conoscere i capolavori della letteratura.
E un ministro che ostenta tale mancanza è sì una vergogna.
‘Non si può mandare in strada il poliziotto panzone’ lei dice. ‘La sicurezza deve essere fatta da chi la sa fare’, ha aggiunto poi.
Se ciò che dice fosse vero, allora Agatha Christie avrebbe inventato un investigatore inaffidabile quando raccontò per la prima volta le gesta di Hercule Poirot.
Lei non offende me, piuttosto insulta Poirot, un detective dotato di una notevole calma e di una sorprendente capacità di riflessione. Un uomo incredibilmente preciso e perspicace, con un fiuto eccezionale, arma vincente contro i casi più intricati.
Tuttavia, è alto poco più di un metro e mezzo, anziano e piuttosto grasso.
Ebbene sì, Poirot è un panzone.
Ma non finisco mica qui.
Lei ha detto anche che ‘non si può mandare in strada il poliziotto panzone che non ha fatto altro che il passacarte’.
Se la sua affermazione fosse giusta, be’, allora anche Nero Wolfe sarebbe solo un bluff.
L’investigatore nato dalla penna di Rex Stout risolve i delitti più misteriosi rimanendo placidamente seduto a riflettere sulla comoda poltrona del suo studio. Difatti Wolfe non esce quasi mai dal proprio appartamento, dividendosi tra appunto lo studio, la serra e la cucina. Ebbene sì, la cucina, perché si da il caso che egli pesi intorno ai 150 chili e che sia un vero buongustaio.
Come vede, anche Nero Wolfe è un panzone.
The last but not the least al quale lei manca di rispetto è il commissario Maigret, celebre personaggio dei romanzi di Simenon.
Maigret è assillato da sempre da colleghi e non per il suo infallibile metodo investigativo, che lui non definisce nemmeno come tale. Il detective si immerge letteralmente nel luogo del delitto di turno e grazie al suo incredibile istinto e la sua straordinaria capacità di immedesimazione esamina la psicologia e soprattutto l'umanità del suo prossimo, scoprendo alla fine le vere cause di ogni crimine, quelle nascoste nel profondo dell’anima.
A quanto pare, però, Nero Wolfe è un uomo corpulento e dalle spalle larghe, fisico dovuto sicuramente all’origine contadina, ma soprattutto è un fervido amante della buona cucina.
Eh già, anche lui è un panzone.
Mi fermo qui, caro ministro, non voglio infierire oltre.
Concludo con un consiglio: prima di fare il suo prossimo intervento sulla pubblica piazza, faccia un salto in libreria…

Un panzone


La Notizia:

Brunetta: no ad agenti panzoni
ROMA, 28 MAG - Il ministro Brunetta si scusa con i poliziotti dopo aver detto in un'intervista che ''non si può mandare in strada il poliziotto-panzone''. ''Non si può - aveva detto il ministro suscitando le reazioni dei sindacati di categoria Siulp, Anfp e Siap, oltre che del Pd e del Pri - non si può mandare in strada il poliziotto 'panzone' che non ha fatto altro che il passacarte, perchè lì se li mangiano. Bisogna cambiare il concetto stesso di sicurezza, deve essere fatta da chi la sa fare''.

Sulla rubrica Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

28.5.09

Marina Berlusconi risponde a Franceschini



Dal sito ufficiale di Business Week, autorevole settimanale di economia:

Marina Elvira Berlusconi è presidente del gruppo editoriale italiano Arnoldo Mondadori Editore SpA e Vice Presidente del gruppo Fininvest. E' membro del consiglio di amministrazione di Mondadori e in quelli di Mediaset SpA, Medusa e 21 Investimenti.
E' anche direttore e membro del Comitato esecutivo della Arnoldo Mondadori Editore SpA. E' stata in passato direttore di Mediolanum SpA.
Se poi si vuole leggere la biografia completa cliccate su Read Full Background e appare:
La signora Berlusconi è la figlia del Primo Ministro Silvio Berlusconi.

Dopo questa premessa, e in seguito all’attacco di Franceschini al premier di ieri, faccio alcune spontanee osservazioni, banali direi:

Marina è orgogliosa di avere Silvio come padre.

In qualità di presidente di Mondadori soffre per quanto sta capitando a Silvio Berlusconi.

Come vice presidente del gruppo Fininvest è indignata e furiosa se qualcuno infanga pubblicamente il padre da cui un giorno erediterà ben 9,4 miliardi.

Essendo nel consiglio di amministrazione di Mondadori, Mediaset, Medusa, ecc. sostiene che insultare Silvio Berlusconi significa insultare anche lei.

Grazie ai suddetti ruoli in Mondadori, Fininvest, Medusa, ecc. la rivista Fortune la indica come l'ottava donna più potente del mondo.

E' grazie a Silvio Berlusconi che oggi può dire di essere una donna contenta, soddisfatta e fiera della sua vita.

Se non facesse tutto ciò, sarebbe proprio un'incredibile ingrata...

27.5.09

La Saras ignora le tre morti sul web: sito più cinico dell’anno

Storie e Notizie n. 42:


La Storia:

Buongiorno a tutti e benvenuti al premio più ambito della rete: il Cinico Web Site, riconoscimento al sito più cinico dell’anno.
Anche nel 2009 non è stato facile operare una scelta.
Il cinismo è ormai un valore in cima ad ogni trend in tutti i campi del mondo.
Non poteva non invadere anche internet.
I giurati hanno trascorso ore incandescenti cercando di trovare un accordo comune sulla scelta da fare e ci tengono particolarmente ad assicurare che tutti i siti in corsa per l’ambito premio erano al pari meritevoli di salire sul podio.
La ricerca in rete del vincitore si è protratta fino a quando i giudici hanno appreso la notizia della morte dei tre operai in Sardegna, nella raffineria dell’azienda Saras.
Come tutti voi ben sapete il cinico non guarda in faccia a nessuno, ovvero per dirla come Oscar Wilde è uno che conosce il prezzo di tutto e il valore di nulla.
Di nulla, compresa la morte.
E chi riesce ad ignorare quest’ultima, addirittura quando lo riguarda personalmente, soprattutto nel momento in cui ne è, sotto gli occhi di tutti, il primo responsabile dimostra un cinismo, come dire, encomiabile.
Ecco a voi la prima pagina del sito della Saras, Saras.it (ore 10.17):



I giurati hanno iniziato subito a sgranare gli occhi verificando che non vi fosse alcuna menzione degli operai morti il giorno prima in uno degli stabilimenti della società.
Ma la cosa che li ha fatti letteralmente cascare dalla sedia è stata leggere il messaggio di auto promozione, nel mezzo della pagina:

Progredire sempre nel rispetto di ambiente e sicurezza

A quel punto gli esaminatori non hanno avuto più dubbi.
La Saras merita ampiamente il Cinico Web Site 2009, premio per il sito più cinico dell’anno.
Se poi si pensa che contemporaneamente Massimo Moratti, il proprietario della società in questione, mentre operai delle sue fabbriche muoiono per scarsa sicurezza, continua ad investire montagne di denaro per l’Inter, l’allenatore Mourinho e i suoi calciatori, la nostra scelta diviene ancora più giusta…

Aggiornamento: Mi dicono che adesso (ore 13.55) è magicamente apparso il seguente messaggio Grande dolore di tutto il Gruppo Saras per il tragico evento che ha coinvolto i tre dipendenti della COMESA dove prima c'era solo un generico comunicato stampa. Meglio tardi che mai...


La Notizia:

Saras, l'orrore del sopravvissuto: "Ho cercato di salvare Bruno"
CAGLIARI - Seduto su un letto del reparto di medicina generale dell'ospedale civile San Giovanni di Dio, Gianluca Fazio è una sagoma immobile con gli occhi pieni di sangue, fissi nel vuoto. Magro, i capelli corvini, indossa ancora i pantaloni blu e le scarpe da lavoro, una canottiera nera. Gianluca ha visto morire i suoi compagni di "squadra" Pierluigi Solinas, Bruno Muntoni, Daniele Melis. A trentuno anni quanti ne ha, Gianluca è un sopravvissuto. Agganciato al carrello della flebo, scuote la testa. Dice di non voler parlare. Indica un uomo anziano seduto di fronte a lui. Si chiama Salvatore Fazio. È suo zio. Siciliano come lui. È lui che ha fondato la "Comesa", cooperativa sociale di 160 dipendenti, che nella raffineria lavorava a contratto per la manutenzione degli impianti. È lui che, due mesi fa, ha chiamato Gianluca a lavorare per 900 euro al mese a Sarroch. Perché a Siracusa, dove ha lasciato moglie e due figli piccoli, lavoro per Gianluca non ce n'era. È a lui che Gianluca ha raccontato. Ed è lui, dunque, Salvatore, che torna a raccontare cosa è successo in quella cisterna.

Sulla rubrica Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

26.5.09

Per condannare i test nucleari della Corea del Nord ci vuole coerenza…


Nella figura: Test nucleari nel mondo dal 1945 al 1998.

13 fatti:

Ieri, lunedì 25 maggio 2009:
1. La Corea del Nord ha effettuato un test nucleare.
2. Un Test nucleare è un'esplosione nucleare condotta principalmente a scopi militari, per verificare la potenza di un ordigno in fase di progettazione o per verificare l'efficienza di un ordigno presente in un arsenale.
3. Come risposta i membri del Consiglio di Sicurezza dell'Onu hanno chiesto una riunione urgente.
4. Ecco alcune reazioni:
- Il presidente degli Stati Uniti Barak Obama ha condannato i test e ha chiesto una risposta comune da parte della comunità internazionale.
- Il responsabile della Politica estera dell'Ue, Javier Solana, dichiara che le azioni nordcoreane meritano una "risposta ferma".
- Il premier britannico Gordon Brown ha definito la Corea del Nord "un pericolo per il mondo".
- La Russia ha detto che l'azione di Pyongyang equivale al lancio della bomba atomica su Nagasaki da parte degli Stati Uniti nel 1945, e ha aggiunto - come si legge in un comunicato del ministero degli Esteri - che il test rappresenta un "duro colpo" agli sforzi per la non-proliferazione nucleare e aggrava le tensioni nella regione.
- Il governo tedesco ha condannato il test nucleare "con la maggiore forza possibile".
5. I membri del Consiglio dell'Onu hanno espresso la loro forte opposizione e la loro condanna del test nucleare effettuato dalla Corea del Nord, il quale costituisce una chiara violazione della risoluzione 1718 del Consiglio e hanno deciso di iniziare immediatamente a lavorare su una risoluzione.

Oggi, martedì 26 maggio 2009:
6. La Corea del Nord ha lanciato oggi due missili a corto raggio dalla costa orientale: lo ha scritto l'agenzia di stampa Yonhap citando una fonte del governo sudcoreano.
7. Con una mossa che probabilmente farà alzare la tensione nella regione, la Corea del Sud ha annunciato che intende partecipare a un'operazione guidata dagli Usa per intercettare le navi sospettate di trasportare armi di distruzione di massa.
8. La Corea del Nord ha già avvertito che considererebbe una simile iniziativa come una dichiarazione di guerra.

Tuttavia, per comprendere al meglio i fatti di oggi, occorre dare come minimo un'occhiata non solo a quelli di ieri, ma anche l'altro ieri e quello prima ancora:
9. Gli undici Stati che fino ad oggi hanno condotto esperimenti nucleari sono Stati Uniti d'America, Russia, Regno Unito, Francia, Cina, India, Israele, Sudafrica, Taiwan, Pakistan e Corea del Nord.
10. Il primo test nucleare della storia è il Trinity test, avvenuto nel poligono di Alamogordo nel deserto di Jornada del Muerto nel Nuovo Messico, USA, il 16 luglio 1945 alle ore 5:29:45 nell'ambito del Progetto Manhattan.
11. Dopo le esplosioni di Hiroshima e Nagasaki, mano a mano che nuovi Stati si aggiungevano a quello che sarebbe poi stato chiamato il club nucleare e la guerra fredda spingeva verso l'alto il numero delle armi nucleari in una escalation dominata da USA e URSS, le esplosioni atomiche o nucleari di test si sono moltiplicate.
Ed ecco il fatto, a mio modesto parere, più rilevante:
12. Dopo vari accordi internazionali per il bando dei test nucleari, risale al 24 settembre 1996 un nuovo trattato, il CTBT (Comprehensive Test Ban Treaty, Trattato complessivo sulla messa al bando dei test nucleari). Ques'ultimo proibisce i test nucleari in qualsiasi ambiente, mentre il bando parziale del 1962 aveva permesso che i test continuassero nel sottosuolo.
13. A tutt'oggi non è ancora entrato in vigore.

Volete sapete perché? Presto detto. E' sufficiente andare nel sito ufficiale del trattato e scoprire che tutti i paesi che ad esso hanno aderito devono sottoscriverlo e, in particolare, alcuni devono anche ratificarlo, altrimenti non è valido.
E quali sono le nazioni che non ancora adempiuto a questo impegno?
Eccole in ordine alfabetico:
Cina
Corea del Nord
Egitto
India
Indonesia
Iran
Israele
Pakistan
Stati Uniti


Cosa? Stati Uniti?! Ebbene sì, a quanto sembra, gli americani hanno sottoscritto il trattato ma non lo hanno ancora ratificato e sono responsabili insieme agli altri suddetti paesi della sua non entrata in vigore...
Come tutti sanno, la storia ci insegna che i trattati internazionali, se sottoscritti e ratificati, divengono uno strumento fondamentale per imporre ai paesi membri di mantenere gli impegni presi.
Come vedete, avendo più fatti a disposizione, non fermandosi solo a quello che viene urlato, venduto e messo in scena oggi, le cose appaiono molto più chiare e semplici.
Per chi si dichiara contro la guerra, i test nucleari e ancor prima le armi nucleari devono essere bandite ovunque, altrimenti diviene impossibile perseguire la pace nel mondo.
Immaginatevi tre bambini che giocano in strada. Uno prende dei sassi e se li mette in tasca. Quindi inizia a tirarli. Il secondo lo imita e anch'egli comincia a lanciare pietre. Il terzo fa lo stesso e gli altri due gli dicono che non si può fare, perché è pericoloso e potrebbe fare male a qualcuno...

Fonti: Wikipedia, Corriere della sera, Reuters (1 e 2)

25.5.09

Ecco la telefonata tra Berlusconi, Noemi e il fidanzato



Storie e Notizie n. 41:

La Storia:

Casa di Noemi. La ragazza è in camera con il fidanzato Gino e ad un tratto squilla il suo cellulare:
Noemi: “Pronto?”
Mr. B.: “Ciao, sono io…”
Noemi: “Pronto?! Si sente male… Chi parla?”
Mr. B.: “Sono io… mi senti?!”
Gino: “Chi è?”
Noemi: “Non ho capito… Pronto? Chi parla?”
Mr. B.: “Sono io!”
Noemi: “Oddio, sei proprio tu? Ma questo non è il solito numero… Hai cambiato cellulare?”
Mr. B.: “No… ad ogni modo, stammi a sentire, devo dirti una cosa importante.”
Gino: “Ma insomma: chi è?”
Noemi: “Shh! È lui…”
Gino: “Oh…”
Mr. B.: “Chi c’è lì con te?”
Noemi: “Nessuno! È la tv…”
Mr. B: “Bene. Stammi a sentire attentamente: riguardo alla nostra… frequentazione, devi negare tutto, anche il bacio. Devi dire che mi avevi detto che avevi 18 anni e che alle amiche avevi raccontato quelle cose solo per vantarti…”
Noemi: “Quali amiche? Io non ho raccontato niente a nessuno!”
Mr. B: “Non dire bugie che lo so che hai chiacchierato…”
Noemi: “Non è vero. E non darmi della bugiarda proprio tu…”
Mr. B: “E questo cosa vuol dire?!”
Noemi: “Ma dai, che un giorno dici una cosa e quello dopo vai in tutti i tg e te la rimangi…”
Mr. B: “In tutti i tg? Ma che stai dicendo?! Non sono così popolare…”
Noemi: “Adesso fai pure il modesto? Ma se ormai possiedi tutti i maggiori canali nazionali…”
Silenzio perplesso.
Noemi: “Pronto…? Ci sei ancora?”
Mr. B.: “Mi scusi… forse ho sbagliato numero…”
Silenzio confuso.
Noemi: “Ma non sei... lui?”
Mr. B, alias Billy Ballo, alias Nick Malanno, nella realtà Alessio Saro: “No, magari lo fossi… A quest’ora avrei già spostato l’attenzione da me con qualche sparata ad effetto…”
Clic.


Le Notizie
:

Gino Flaminio, ex fidanzato di Noemi Letizia, sostiene che fu il Cavaliere a chiamare la sua ex ragazza.
E adesso spunta l'ex fidanzato. Dopo i genitori, i vicini di casa, i parenti, i partecipanti alla festa di compleanno a Casoria, le amiche e i compagni di scuola, l'ultima puntata (solo per ordine cronologico) della soap opera "Noemi" vede come protagonista Gino Flaminio. Un ragazzo di 22 anni di Portici, operaio in una fabbrica, ma soprattutto fidanzato per sedici mesi (dal 28 agosto 2007 al 10 gennaio 2009) di Noemi Letizia. In una lunga intervista al quotidiano Repubblica, Gino decide di raccontare «tutta la verità» sul rapporto tra la sua ex e Silvio Berlusconi. Due intere pagine di racconto, di ricordi, di telefonate, persino di lettere tra ex fidanzatini. In sostanza, il ragazzo spiega che nel rapporto tra il premier e Noemi «i genitori di lei non c'entrano niente»: il legame «era proprio con lei...il rapporto comincia più o meno intorno all'ottobre 2008».

Sesso con una bimba, comico arrestato
«Devi negare tutto, anche il bacio. Devi dire che mi avevi detto che avevi 18 anni e che alle amiche avevi raccontato quelle cose solo per vantarti...». Sono gli ultimi giorni di aprile e a parlare al telefono, senza sapere che la polizia lo sta ascoltando, è un comico che spopola più sul web che in tv: Billy Ballo, ovvero Alessio Saro, 33 anni, volto di trasmissioni come «Mai dire Grande Fratello» o «Intralci», personaggio surreale, dalla comicità demenziale, amato dai giovani. All’altro capo del telefono c’è una ragazza di 13 anni, poco più di una bambina che si è invaghita dell’attore donandogli la verginità. Solo che si tratta di un rapporto punito dalla legge.

Sulla rubrica Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

PS: Un precedente post di Storie Notizie, nella sua versione inglese, è stato pubblicato dall'autorevole sito americano Axisoflogic, nella rubrica Satira politica.

24.5.09

Fini, D’Alema e la paura della diversità



Consueta rassegna stampa mattutina, prima di vivere un’altra bella domenica in famiglia, sebbene fatto di antistaminici.
Tra le notizie ne ho scelte tre.
Da Il Giornale di oggi:
Quel patto a sorpresa tra Fini e D’Alema: "Mai stati così vicini"
E a un certo punto Gianfranco Fini viene assalito da un atroce dubbio: «Mi sto accorgendo che condivido sempre di più quello che dice D’Alema. Qualcuno, come al solito, commenterà che sto diventando di sinistra. Ma non sarà il contrario, che è lui che si sta spostando a destra?». Ride il presidente della Camera, sghignazza pure Max, anche lui alle prese con problemi «esistenziali» e di schieramento. «Dite che ho una seconda anima, per giunta di destra... »

Da La Repubblica di ieri:
Pd a Udc e Idv: "Incontriamoci"
Di fronte alle affermazioni del presidente del Consiglio sul Parlamento "pletorico e controproducente" (Osservazione di Fini… N.d.R.) serve una reazione unitaria dell'opposizione. In quest'ottica il Pd chiede un incontro a Udc e Idv un incontro per coordinare una "risposta adeguata".

Prima di postare la terza riconfermo qui, in questo blog, il mio convincimento che il nostro paese ha un patologico problema con la diversità.
Destra, centro e sinistra, ugualmente colpevoli, hanno in questi ultimi trent’anni promosso un’idea di uguaglianza come valore quanto mai ipocrita.
Basta conoscere gli stipendi dei parlamentari, per rendersene conto, i loro privilegi, caste varie, Lodi Alfani e così via.
Sono proprio loro a dimostrare tutti i giorni che non siamo tutti uguali…
Non lo siamo di fronte alla legge, per dirne una.
Sono i nostri diritti e doveri che dovrebbero godere del principio di uguaglianza.
Il nostro diritto a venire rispettati come esseri umani, per dirne uno.
Il nostro dovere di possedere una coscienza sociale adulta, una volta raggiunta la maggiore età, per dirne un altro.
Ed ecco la terza notizia:

Da La Stampa di ieri:
Roma, raid razzista contro i Bengalesi
Raid di stampo razzista la scorsa notte a Roma, a villa Gordiani, sulla via Prenestina: un gruppo di circa venti persone ha aggredito con mazze e spranghe alcuni cittadini del Bangladesh, intenti a preparare stand per il capodanno bengalese. Diverse strutture sono andate distrutte, c’è stata anche una colluttazione e qualche immigrato ha riportato lievi lesioni.

Diceva Pasolini in tempi non sospetti:
“L'ansia del consumo è un'ansia di obbedienza a un ordine non pronunciato. Ognuno in Italia sente l'ansia, degradante, di essere uguale agli altri nel consumare, nell'essere felice, nell'essere libero: perché questo è l'ordine che egli inconsciamente ha ricevuto, e a cui deve obbedire, a patto di sentirsi ‘diverso’. Mai la diversità è stata una colpa così spaventosa come in questo periodo di tolleranza. L'uguaglianza non è stata infatti conquistata, ma è una falsa uguaglianza ricevuta in regalo.”

Non credo si possa dirlo meglio…

23.5.09

Risolto l’omicidio di Mauro Rostagno (1988): nel 2013 toccherà a Falcone e Borsellino…



È notizia di oggi dell’avvenuta identificazione dei mandanti dell’omicidio del giornalista e sociologo Mauro Rostagno.
Ad esser precisi questa è la notizia che diffondono i giornali e la tv.
A mio modesto parere la notizia, cioè il fatto rilevante, è un’altra: Rostagno è stato assassinato nel 1988 e solo 21 anni dopo vengono trovati i veri responsabili, cioè i mandanti…
Tale è secondo me l’informazione più importante.
Con questo non voglio fare il solito disfattista e mi impongo di essere ottimista, come suggerisce Berlo. Anch’io desidero vedere il lato positivo, che poi, così si vive anche meglio.
Ventuno anni è meglio di niente ed è con un rinnovato spirito di fiducia che auspico le seguenti buone novelle:
Nel 2010 conosceremo le persone che hanno ucciso a Villa Literno Jerry Masslo (Agosto 1989).
Nel 2011 verrà reso noto l’assassino di Simonetta Cesaroni (Agosto 1990).
Nel 2012 sarà pubblicato su tutti i giornali il responsabile dell’omicidio della contessa Alberica Filo della Torre, famoso come il Delitto dell’Olgiata (Luglio 1991).
Il 2013 verrà ricordato nella storia della nostra repubblica come un anno fondamentale, poiché finalmente avremo i nomi degli assassini, esecutori e mandanti, di Salvo Lima e soprattutto di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (Marzo, Maggio e Luglio 1992).
Nel 2015 il delitto di un uomo di chiesa impegnato contro la camorra verrà risolto, poiché saranno arrestati gli assassini di don Giuseppe Diana (Marzo 1994).
Ci vuole un po’ di pazienza.
In Italia l’ottimismo è il profumo della vita, ma anche della morte…

22.5.09

Il Papa mi ha censurato

Nel post precedente, nella mia consueta rubrica Storie e Notizie, mi sono occupato della recente iscrizione del Papa a Facebook, con una pagina a lui dedicata.
L’ho visitata e sono rimasto colpito dal messaggio di benvenuto in bacheca.
Ho copiato l’immagine della home e a riprova di ciò che affermo la riposto qui:



Ricordo il messaggio:

Il Papa non è un divo....che firma autografi. Il Papa è già con noi, è già in mezzo a noi...il Papa dialoga già con noi. Questo strumento, ci offre le immagini e gli scritti del Papa, affinchè ci stimolino a diffondere la fede nel mondo di internet...questo è dialogo... Un dialogo ecclesiale, tra il nostro Pastore ed il Popolo di Dio....un dialogo che ci fa accogliere i suggerimenti del Papa e ci stimola a viverli.

Della serie, dialogo = comunicazione tra due o più individui, “dialogo ecclesiale” = monologo…

Ore 16 ed ecco che cosa succede:
Primo, gli amministratori della pagina hanno messo nella lista nera il mio account e quindi non posso più accedere alla pagina.
Secondo, i signori di cui sopra hanno pensato bene di cancellare quel pittoresco saluto in bacheca, riconoscendo indirettamente che era incoerente...

Alla faccia del dialogo…

Il Papa è su Facebook con Pope2you: Dio gli chiede l’amicizia e lui…



Storie e Notizie n. 40

La Storia:

Questo è il comunicato che ha inviato San Pietro, l’addetto stampa del Signore:

Il Signore con la S maiuscola - altrimenti possono accadere imbarazzanti equivoci… - ha appreso questa mattina con estremo piacere la notizia che il Papa si è iscritto a Facebook.
Il Signore con la S maiuscola frequenta assiduamente il web 2.0 ed è approdato sul celebre Network sociale tempo fa, ma finora era riuscito ad avere appena due contatti:
San Pietro (il sottoscritto)
Lucifero (ma gli manda un sacco di virus…)
Così, quando ha appreso la lieta notizia, il Signore con la S maiuscola è andato subito su Facebook per chiedere l’amicizia a Papa Ratzinger e ha trovato questa pagina:



Inutile dire che il Signore con la S maiuscola ci è rimasto molto male.
Prima di tutto non è possibile chiedere l’amicizia al Papa.
Il mio principale ci contava molto, perché così avrebbe importato le numerose amicizie del pontefice nel suo spazio. Come dire, sarebbe stato anche coerente, un fatto che gli spetta di diritto, insomma.
Niente, nessun modo di essere amico del Papa.
“Ma allora perché è su Facebook se non è possibile diventargli amico?” si è chiesto il Signore con la S maiuscola.
E così ha letto il messaggio di benvenuto che è sulla pagina in questione:

Il Papa non è un divo....che firma autografi. Il Papa è già con noi, è già in mezzo a noi...il Papa dialoga già con noi. Questo strumento, ci offre le immagini e gli scritti del Papa, affinchè ci stimolino a diffondere la fede nel mondo di internet...questo è dialogo... Un dialogo ecclesiale, tra il nostro Pastore ed il Popolo di Dio....un dialogo che ci fa accogliere i suggerimenti del Papa e ci stimola a viverli.

Abbiamo sentito le Sue grida in tutto il paradiso. Il Signore con la S maiuscola era fuori di sé.
Per quale motivo?
Primo, ma perché parla in terza persona?! Il Papa di qua, il Papa di là… Cosa ci vuole? Io, Ratzinger, sono qui, su Facebook, è così difficile?
“Sembra quel Berlusconi”, ha aggiunto il Creatore, “per colpa del quale devo specificare che sono quello con la S maiuscola! Quando va da Porta a Porta dice il Presidente del consiglio di qua, il Presidente del consiglio di là… Oh, ma sei tu! Sembra che parli di uno che non c’è, che non esiste…”
Tuttavia, la cosa che Lo ha fatto imbestialire di più è stata questa menata del dialogo.
Dialogo ecclesiale, viene lì definito.
“Ma cosa vuol dire?!” ha esclamato il Signore con la S maiuscola. “Dopo guerra umanitaria e discriminazione transitoria positiva, ora ci mancava il Dialogo ecclesiale!”
Il motivo dell’indignazione di Dio è comprensibile, in effetti.
Per esserci un Dialogo si deve poter parlare ameno in due, altrimenti si chiama Monologo. Nel testo di presentazione viene pure spiegato, a dir la verità: un dialogo che ci fa accogliere i suggerimenti del Papa. D’accordo, il Papa dà i suoi consigli e il Popolo di Dio – quindi del Signore con la S maiuscola, i contatti quindi sono i nostri… - li riceve.
“E’ un monologo”, ha concluso Dio, “va bene, come quello dalla finestra a San Pietro, come tutti. Ditelo allora! Noi dobbiamo essere quelli chiari, onesti. Dialogo ecclesiale…”
Insomma, il Signore con la S maiuscola ci è rimasto male.
Se Papa Ratzinger potesse almeno fare una pagina fan su di Lui, sarebbe almeno un modo per recuperare un vero dialogo…

Aggiornamento: Censura!

La Notizia:

Ratzinger si pente e va su Facebook. Dietrofront dopo la bocciatura di Cei e Osservatore.
Benedetto XVI apre la web-finestra e si affaccia sulla piazza virtuale. Il Pontefice, smarcandosi dagli altolà vaticani ai «social networks», ha lanciato ieri il suo profilo su «Facebook», la comunità telematica che raduna in una rete planetaria 200 milioni di persone. L’approdo di papa Ratzinger nel cyberspazio è l’esito di «Pope2You» (Pope to you), il piano del dicastero vaticano delle Comunicazioni sociali per avvicinare la Chiesa al linguaggio dei giovani grazie ai «new media». Un progetto «di frontiera» che apre il pontificato, oltreché a «Facebook», ad altri mondi digitali come i-Phone (è stata creata una specifica applicazione per vedere il Papa sulla piattaforma iPhone e iPod touch), YouTube e Wikipedia.
«Da qui la Chiesa porterà la parola di Cristo ai giovani di tutto il pianeta, comunicando in amicizia con loro - spiega l’arcivescovo Claudio Maria Celli, ministro vaticano della Comunicazione -.Saranno disponibili notizie in tempo reale, in cinque lingue, sull’attività di Benedetto XVI, da leggere anche sul telefonino». Ed è proprio attraverso il portale «Pope2You» che da ieri si può accedere al profilo di Joseph Ratzinger su «Facebook» e sono già migliaia le richieste di amicizia. «Per ora il Pontefice non scriverà personalmente i suoi messaggi - puntualizzano in Curia -.Il suo profilo è da considerarsi piuttosto una piazza virtuale in cui trovare foto e parole del Papa e da cui inviare cartoline. Insomma un nuovo luogo, finora inesplorato per il Pontefice, dove incontrarsi, dialogare e sentirsi più vicini al suo pensiero».
Eppure le resistenze allo sbarco su «Facebook» non sono mancate. Pochi mesi fa «Second life» e i social networks furono duramente criticati sull’«Osservatore romano» dal cardinale Ennio Antonelli, ministro vaticano della Famiglia, che alla «crescita vertiginosa delle realtà in cui si propone una vita virtuale in un ambiente» attribuisce la «mercificazione delle relazioni familiari». Mette in guardia anche la Cei secondo cui la «questione dell’amicizia si gioca intorno al rapporto tra connettività e riconoscimento dell’identità». E i social network «non producono amicizia in automatico, offrono semplicemente occasioni, ma il rischio è che l’essenziale del volto venga eliminato o ridotto a inoffensivo spettacolo». Di qui il monito dei vescovi italiani a «guardarsi dalle facili scorciatoie delle false intimità esasperate nelle relazioni virtuali, e a rispettare i tempi e le forme reali dell’amicizia».


Sulla rubrica Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

PS: Un precedente post di Storie Notizie, nella sua versione inglese, è stato pubblicato dall'autorevole sito americano Axisoflogic, nella rubrica Satira politica.

21.5.09

Mills, Berlusconi e la tragica storia dell’Italia



Leggo che Berlusconi non verrà più a riferire in Parlamento.
Mi dispiace molto, ciò smentisce il mio “attendibilissimo” precedente racconto di Storie e Notizie
Tuttavia, oggi sono preso da altro.
Rivedendo su Wikipedia il riepilogo dei fatti che riguardano l’avvocato David Mills, non so bene perché, ma messi insieme mi sembrano perfetti per una tragedia di Shakespeare.
Così, individuando i personaggi principali e ricostruendo la trama, ho provato a fare un’analogia con l’Amleto, ovvero, "La tragica storia di Amleto, Principe di Danimarca", traduzione del titolo originale inglese.
I personaggi principali sono i seguenti:
1) Amleto
2) Il fantasma del papà di Amleto
3) Il re Claudio, fratello del padre, nonché assassino di quest’ultimo e usurpatore del suo trono
4) La regina Gertrude, madre di Amleto ed ora al fianco dell’uccisore del precedente sovrano
5) Ofelia, figlia del ciambellano Polonio, innamorata perdutamente di Amleto
E altri.
La celeberrima opera del grande bardo ha inizio quando a Elsinore, capitale di Danimarca, si scorge lo spettro del re defunto. Esso ritorna ogni notte per chiedere al figlio Amleto vendetta, poiché è stato assassinato dalla moglie Gertrude e dal fratello Claudio, che ora regnano sulla Danimarca. Amleto, rimasto turbato dall'incontro con lo spettro, confida ciò che ha visto e sentito al suo amico Orazio, e decide di attuare un piano per accertare la veridicità delle rivelazioni di quest'ultimo; in seguito poi avrebbe vendicato il padre. Il re e la regina intanto vorrebbero scoprire qual è la motivazione che ha reso Amleto triste e silenzioso; a questa domanda risponde Polonio, ciambellano di corte e padre di Ofelia, dicendo che Amleto è intristito dalla lontananza con l'amata Ofelia, avvisata dal fratello Laerte e dal padre stesso, dell' impossibile legame con il principe. A questo punto Amleto e Ofelia si incontrano e lui, ancora traumatizzato dalle recenti scoperte, maltratta Ofelia, e le consiglia di farsi suora, perché il suo amore non è ricambiato. Amleto può finalmente attuare il suo piano, e per farlo chiama alcuni attori che recitino il suo dramma, riproduzione del reale tradimento della regina e di Claudio e dell'omicidio del re. La reazione di Claudio è immediata, e lo spettacolo viene fermato, Amleto ha la prova innegabile della colpevolezza della madre e dello zio; Amleto poi ha un colloquio con sua madre durante il quale uccide Polonio. In seguito a quest'assassinio, Ofelia impazzisce e muore, cadendo in un fiume. Amleto viene quindi incolpato da Laerte per aver portato Ofelia alla pazzia, e per questo i due si sfidano a duello, su consiglio del re. Re Claudio e Laerte desiderano che Amleto rimanga ucciso durante questo duello a tutti i costi, quindi avvelenano la punta della spada di Laerte e la coppa da cui avrebbe bevuto il principe. Tuttavia il duello si svolge diversamente da com'era stato previsto: durante lo scontro Amleto viene colpito dalla spada di Laerte, e in seguito avviene uno scambio delle due armi quindi anche Laerte viene colpito. Intanto la regina beve dalla coppa di Amleto e quindi muore tra le braccia del figlio; Laerte prima di morire confessa all'amico il suo tradimento e i progetti sul duello fatti da lui e dal re. Amleto, ormai morente, costringe il re a bere dalla stessa coppa da cui la madre Gertrude aveva bevuto.
Amleto muore affidando ad Orazio la Danimarca (da questa ben sintetizzata trama).

L’altra storia, che ci riguarda più da vicino in tempi e luoghi, presenta questi personaggi principali:
1) David Mills, avvocato
2) Bob Drennan, commercialista di Mills
3) Silvio Berlusconi, imprenditore e premier italiano
4) Carlo Bernasconi, dirigente Fininvest
5) Diego Attanasio, armatore
E altri.

Ecco la trama:
David Mills scrive una lettera al suo commercialista, Bob Drennan, dove dichiara che Silvio Berlusconi ha versato in nero sul suo conto in Svizzera, tramite il suo dirigente Carlo Bernasconi, 600.000 dollari. Il versamento era dovuto alle testimonianze reticenti rese dinanzi al tribunale di Milano, nel quale, nel processo per corruzione alla Guardia di Finanza e nel processo dei fondi neri di All Iberian, Mills non disse tutto quello che sapeva, ma svicolò abilmente fra le domande dei magistrati per tenere indenne "Mr B.". Dice testualmente Mills al suo commercialista "Ho tenuto fuori Mr B. da un mare di guai”.
A Londra, il commercialista Drennan, letta quella lettera, denuncia il suo cliente al fisco inglese per corruzione ed evasione fiscale. Questa confessione dell'ex-consulente della Fininvest innesca il processo.
Il 20 gennaio 2009 Mills scrive un memoriale nel quale porge “profondissime scuse” a Silvio Berlusconi in quanto “vittima dei miei errori”. “Ho fatto degli errori, ho condotto male i miei affari e ho causato molti fastidi a delle persone che non hanno in nessun modo meritato un tale guaio. Ma non sono mai stato corrotto da nessuno”, scrive Mills nel suo memoriale.
Mills ha poi ritrattato quanto aveva confessato in precedenza, dicendo che in realtà i soldi venivano dall’armatore napoletano Diego Attanasio.
Il 17 febbraio 2009 David Mills è stato condannato dal tribunale di Milano a 4 anni e 6 mesi per aver ricevuto 600.000 dollari versati sul suo conto da Silvio Berlusconi, attraverso il manager Carlo Bernasconi, per testimoniare due volte il falso nell'ambito di due processi in cui era imputato Silvio Berlusconi. Il legale è stato inoltre interdetto per 5 anni dall'esercizio dei pubblici uffici e condannato a risarcire 250 mila euro alla presidenza del consiglio, costituita parte civile.
Il 19 Maggio 2009 sono state depositate le motivazioni della sentenza dove si legge che Mills agì da falso testimone per consentire a Silvio Berlusconi e alla Fininvest l'impunità dalle accuse, o almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati.

Quali sono le analogie, direte voi? Presto detto. Ho trovato almeno due modi in cui fondere le rispettive trame.
Nella prima Silvio Berlusconi è banalmente il re Claudio, colpevole impunito.
Per le sue azioni è David Mills a pagarne le conseguenze, come Amleto subisce l’inganno di suo zio, il quale occupa il trono che gli spetta.
Bob Drennan è Ofelia. Quest’ultima impazzisce e si suicida di fronte all’improvviso cambiamento nei suoi confronti da parte di Amleto; tuttavia il commercialista compie anch’egli un gesto clamoroso, quasi folle al giorno d’oggi: si comporta onestamente e denuncia Mills per la sua inaspettata quanto scottante lettera.
Diego Attanasio è Gertrude. Mentre la madre di Amleto è complice indiretta delle turpi azioni di Claudio, anch’egli si trova volente o nolente a fare da supporto alla tesi che tiene in piedi la dubbia innocenza del nostro premier.
Carlo Bernasconi è ovviamente il fantasma del padre di Amleto. Il dirigente della Fininvest è recentemente defunto e anche da morto vede il suo nome infangato al posto di quello del vero colpevole.
Nella seconda Silvio Berlusconi è sempre Claudio, il sovrano ingannatore.
Bob Drennan è invece Amleto, poiché come il principe cerca di portare alla luce la verità dietro la finzione.
David Mills è Ofelia. Alla stregua di quest’ultima, anch’egli viene sacrificato per sostenere le menzogne a corte.
Diego Attanasio è stavolta lo spettro del padre di Amleto, il fantasma che appare nel momento più opportuno come un deus ex macchina a servire la trama.
Infine Carlo Bernasconi è la regina Gertrude. Come la madre di Amleto, anche lui è costretto a subire passivamente il dramma dal quale ha ben poco da guadagnare.
Tuttavia, se permettete, c’è n’è una terza che mi sembra la più realistica:
Silvio Berlusconi è ancora Claudio, il re che non merita di esser tale.
Incrociate David Mills, Bob Drennan, Carlo Bernasconi e Diego Attanasio con chi volete, tra Ofelia, Gertrude, il fantasma del padre del principe e anche Orazio, Polonio e tutti gli altri.
Ciò che conta è che Amleto è l’Italia.
Amleto siamo noi tutti.
Noi siamo le sole ed uniche vere vittime di questa infame tragedia…

Votalo come post dell'anno

20.5.09

Berlusconi riferirà in Parlamento: ecco il testo in anteprima



Storie e Notizie N. 39


La Storia:

Signor presidente della Camera, colleghe e colleghi deputati, come vi avevo preventivato oggi sono qui per riferire riguardo agli ultimi avvenimenti che mi hanno toccato da vicino.
In questi anni, da quando sono sceso in campo, si è parlato tanto di me, forse troppo.
Numerosi sono stati finora i procedimenti penali a mio carico, nessuno dei quali si è però concluso con una condanna.
Esco quindi da queste vicende giudiziarie con la fedina pulita.
È la nostra legge ad essere stata fino ad oggi dalla mia parte.
Per avvenuta prescrizione non sono stato condannato per le accuse di corruzione semplice nel processo Lodo Mondatori, finanziamento illecito ai partiti per il caso All Iberian 1 e falso in bilancio per il processo Lentini.
Per intervenuta amnistia non stato condannato ancora per falso in bilancio nel processo relativo all’acquisto dei terreni di Macherio e per falsa testimonianza nel caso sul presunto contributo in denaro corrisposto dal sottoscritto a Licio Gelli per entrare nella P2.
Sono stato assolto dall’accusa di falso in bilancio nel processo All Iberian 2 perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato in seguito alle riforme del mio secondo governo.
Sono stato assolto dall’accusa di corruzione giudiziaria nel processo SME.
Sono stato assolto per insussistenza del fatto dall’accusa di aver corrisposto tangenti alla Guardia di Finanza.
Sono stato assolto dall’accusa di falso in bilancio per il processo su Medusa cinematografica, in quanto per la mia ricchezza potrei non essere stato al corrente dei fatti contestati.
Sono stato assolto per insussistenza del fatto dall’accusa di corruzione giudiziaria nei confronti di Renato Squillante nel processo Sme-Ariosto 1.
Sono stato assolto dall’accusa di falso in bilancio nel processo Sme-Ariosto 2 perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato in seguito ad altre riforme del mio secondo Governo.
Sono stato assolto per l’accusa di appropriazione indebita, frode fiscale, falso in bilancio nel processo sull’acquisto dei terreni di Macherio (secondo capo di imputazione).
Sono stato assolto per insussistenza del fatto dall’accusa di frode fiscale nel processo su Telecinco.
Sono stati archiviati vari procedimenti a mio carico tra i quali riguardanti accuse di spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest, traffico di droga, tangenti fiscali Pay-tv, stragi del 1992-1993, concorso in strage, concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco, imputato assieme a Marcello Dell'Utri.
Rimangono ancora in corso i processi riguardo all’accusa di diffamazione aggravata dall'uso del mezzo televisivo e quella di aver corrisposto mazzette all'avvocato David Mills, pietra dello scandalo che mi ha costretto ad essere oggi qui.
Come voi ben sapete non v’è stata ancora sentenza sul sottoscritto poiché essa è vincolata all'esito del vaglio costituzionale del Lodo Alfano.
Per questo e per quanto da me elencato, fino a prova contraria, di fronte alla legge io sono innocente.
Tuttavia, l’Italia non è abitata da leggi ma da cittadini, uomini e donne, vecchi e bambini e di fronte a loro io sono colpevole.
Sì, avete compreso perfettamente.
Io sono colpevole.
Io sono colpevole perché da quando sono sceso in campo ho convinto molti miei concittadini che per fare politica sia sufficiente essere ricco.
Lo sono perché grazie a me molte persone in Italia credono che ognuno possa mentire come desidera e un momento dopo rimangiarsi tutto.
Io sono colpevole perché a causa mia i giovani iniziano a pensare che essere furbi sia molto meglio che colti e intelligenti.
Lo sono perché ho dimostrato ad un’intera nazione che si possa offendere chiunque e qualunque cosa e continuare a sorridere.
Io sono colpevole perché anche quando non ci sarò più, ci vorrà un altro secolo per scacciare via con me l’immagine che gli Italiani si sono fatti di loro stessi.
Lo sono e per questo mi dimetto.
Perché tanto, so che nessuno di voi farà mai veramente qualcosa per costringermi a farlo…

Silvio Berlusconi


La Notizia:

Caso Mills, Berlusconi: "Motivazioni scandalose"
“Saluto il presidente Barroso e torno”. Quando Berlusconi pronuncia queste parole è appena terminata la conferenza stampa con il presidente della Commissione europea. Il premier invita i cronisti a non uscire dalla sala stampa, perché è "disponibile ad altre domande". È evidente da subito il suo obiettivo: commentare il fatto del giorno, la notizia rimbalzata dal tribunale milanese su tutto il Paese, e cioè la sentenza Mills. Berlusconi vuole parlare. Vuole dire agli italiani quello che pensa di una "giustizia ad orologeria", che colpisce «in modo programmato», guarda caso a due settimane da voto. Il Cavaliere vuole, in sostanza, rompere il silenzio una volta per tutte sulle tante vicende personali che, nelle ultime settimane, hanno riempito intere pagine di giornali. Ecco perché, quando rientra nella sala della scuola della Guardia di finanza, Berlusconi è un fiume in piena. Comincia a parlare e non si ferma più. Sulla sentenza Mills innanzitutto conferma quanto detto in mattinata da Milano e cioè che, presto, andrà a riferire in Parlamento.

Sulla rubrica Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

PS: Il precedente post di Storie Notizie, nella sua versione inglese, è stato pubblicato dall'autorevole sito americano Axisoflogic, nella rubrica Satira politica.

19.5.09

Aung San Suu Kyi non è l’unica

Martedì 19 maggio 2009, ore 10.20.
E’ da poco cominciato a Rangoon, nel Myanmar (ex Birmania) il processo ad Aung San Suu Kyi.
Questa meravigliosa donna ha 63 anni e degli ultimi diciannove, tredici li ha trascorsi agli arresti domiciliari.
Per chi non lo sapesse Aung San Suu Kyi è un'attivista impegnata da molto tempo nella difesa dei diritti umani. Ha iniziato da giovane ad imporsi sulla scena nazionale dell’allora Birmania, paese ancora oggi soffocato da una assurda dittatura militare.
La sua dedizione al lavoro per il bene comune le ha fatto meritare, tra gli altri, il premio Nobel per la pace nel 1991.
Anche grazie a questo riconoscimento, l’attenzione internazionale è su di lei, soprattutto oggi.
Governi, organizzazioni, intellettuali e artisti di fama mondiale hanno compiuto azioni pubbliche a suo sostegno.
Lo dico sinceramente.
E’ bello vedere che il mondo non dimentica le persone che, sebbene vivano lontano, dedicano la loro vita per migliorare quella di tutti.
Su google, cercando Aung San Suu Kyi, ho trovato quasi 2 milioni di presenze. Su google in italiano almeno 131000.
Wikipedia Italia gli dedica una pagina personale, così come la versione anglosassone.
Persone come lei sono un esempio e hanno bisogno del nostro aiuto soprattutto quando il sistema che le circonda le perseguita ingiustamente.
Sono come dei baluardi a difesa dei diritti.
Amnesty International dedica il proprio lavoro, tra gli altri, ai cosiddetti difensori dei diritti umani.
Dal sito di Amnesty: Sono individui che da soli o insieme ad altri si impegnano al fine di garantire la promozione e la tutela dei diritti umani per tutti.
La cosa importante non è chi sono, ma ciò che fanno. Essi utilizzano l'azione pacifica e credono che tutti abbiano pari diritti.
Nell’approfondimento ho trovato alcuni nomi che non conoscevo:

Adonis Polanco: È un esperto sulla cura dell'HIV / AIDS della Repubblica Dominicana che si batte per l'accesso ad un adeguato trattamento da parte delle persone affette dal virus. Dopo essere risultato positivo al test HIV nel 2004, Adonis ha iniziato a ricevere le cure necessarie solo dopo aver raccontato la sua storia ai media. Da allora è bersaglio di minacce e intimidazioni.
Tuttavia su google ho trovato appena 70 links, la maggior parte del sito di amnesty stesso…
Su google in italiano non v’è traccia…
Il suo nome non c'è su wikipedia Italia e nemmeno su quella anglosassone.

Bhawani Rana: vive in Nepalgunj, in Nepal, dove ha fondato l'organizzazione Saathi Banke. Rana aiuta le donne attraverso la formazione, la micro-finanza, la consulenza psico-sociale e la divulgazione di informazioni per sostenerle nella loro emancipazione.
Su google le presenze non arrivano a 60…
Nulla su google in italiano.
Anche il suo nome è assente su wikipedia Italia e su quello anglosassone.

Gurbandurdy Durdykuliyev: ha inviato una lettera alle autorità in Turkmenistan esortandoli a consentire una pacifica manifestazione di due giorni. Alcuni giorni dopo è stato prelevato dalla sua casa e forzatamente rinchiuso in un ospedale psichiatrico.
Su google neanche 40 links…
Su google in italiano, evviva: ecco almeno un blog che lo cita. I miei sinceri complimenti ad Alex.
È l’unica presenza…
Zero su wikipedia Italia ed altrettanto su quella anglosassone.

Luan Srisongpong: è un agricoltore tailandese che ha viaggiato per 450 chilometri fino Bangkok come esponente dell'Assemblea dei poveri, per richiedere l'azione del governo per il sostenimento di progetti di sviluppo a favore dei poveri e degli svantaggiati.
Non ho trovato una foto...
Su google solo 6 links…
Nulla su google in italiano
Niente su wikipedia Italia ed altrettanto su quella anglosassone.

Lohana Berkins: è un’attivista transgender di Buenos Aires, in Argentina, che aiuta le operatrici del sesso a proteggersi contro la minaccia di violenza o di arresti arbitrari.
È più "fortunata" degli altri, su google è abbastanza presente. Su google Italia neanche 10 links, tra i quali cito questo blog.
Invisibile per wikipedia Italia. Su quella anglosassone un paio di marginali citazioni ma nessuna pagina significativa.

Be’, per adesso sono ricordati anche qui.

18.5.09

Dio querela il Times: scambiato per Berlusconi



Storie e Notizie n. 38

La Storia:

Alla Procura britannica, presso il tribunale di Londra, atto di denuncia – querela:

Il sottoscritto, legale rappresentante di:
Dio, ovvero il Signore, essere supremo, eterno e infinito, Creatore dell’universo, il quale – tengo a precisare – non ha mai unto nessuno negli ultimi duemila anni.
Espone quanto segue:
1) Il Mio assistito non ha bisogno di ulteriori presentazioni oltre alla suddetta.
2) Il Times in data 16 maggio ha pubblicato un’intervista a tale Anna Palumbo nella quale il mio assistito è stato confuso con il capo di governo italiano, come da rettifica del giorno seguente.
Rif.: Anna Palumbo: “Spero che Berlusconi possa fare per mia figlia ciò che non ha potuto fare per me” (prima versione)
“Spero che il Signore possa fare per mia figlia ciò che non ha potuto fare per me” (versione con rettifica)
3) Tale Silvio Berlusconi, come da nostra verifica, risulterebbe essere un personaggio dalla moralità discutibile - per usare un eufemismo - e l’accostamento al solo e unico Signore non è accettabile per quest’ultimo.
Quindi, in base al settimo comandamento, come dal libro dell’Esodo:
Non pronunzierai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano.
E per quanto sopra esposto, si propone querela nei confronti del Times.
Tuttavia, essendo il giornale in questione responsabile di un mero errore di trascrizione e ritenendo il premier italiano, vero colpevole della violazione, avendo concentrato su di sé l’attenzione internazionale per le sue scappatelle extraconiugali; visto che secondo l’Ocse, il paese di cui Berlusconi è il presidente del consiglio era a fine 2008 al 23esimo posto per i salari sulla lista dei 30 paesi che fanno parte del l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico; dato che lo stesso Times ha pubblicato sabato scorso una ricerca che segnala gli eurodeputati italiani come i più pagati d’Europa e più assenteisti, si suggerisce a titolo di risarcimento tale soluzione:
Ai candidati eletti in Italia per rappresentare il paese in Europa si decurti lo stipendio del cinquanta per cento a favore delle persone meno abbienti e contemporaneamente gli si corrisponda la somma restante in base all’effettivo numero di presenze alle sedute previste.

Eden, 18 maggio 2009

Lucifero (Il legale rappresentante)

PS: Se lui si fa difendere da Ghedini


La Notizia:

Noemi: e il Times confuse il Cavaliere con Dio...
Clamorosa gaffe del Times di Londra, costretto a rettificare l'intervista alla madre di Noemi, Anna Palumbo. Il quotidiano precisa nell'edizione online il passaggio più delicato sui rapporti tra la signora e Silvio Berlusconi. Anna Palumbo affermava che sperava che il "signore" potesse fare per sua figlia quello che non era riuscito a fare per lei. Chiedendo scusa per l'imbarazzo creato, il quotidiano chiarisce che "il signore" non si riferiva al premier ma al "Signore", cioè Dio. "L'articolo soprastante originariamente citava Anna Palumbo, la madre di Noemi Letizia, dicendo che lei sperava che Silvio Berlusconi potesse fare per sua figlia quello che non era riuscito a fare per lei, lasciando intendere che (la signora) conoscesse Berlusconi negli anni '80, durante la sua giovanile carriera in tv. Questa affermazione, di fatto - precisa il quotidiano britannico - è stata data a un giornalista italiano ed è stata tradotta male nel nostro servizio. La signora Palumbo non si riferiva a Berlusconi, quando diceva 'il signore', ma a "Il Signore", intendendo Dio. Il che dunque non implica che lei conoscesse Berlusconi negli anni '80. Chiediamo scusa per l'imbarazzo creato".

Sulla rubrica Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

17.5.09

Berlusconi e Obama a confronto




Stamani, prima di passare una lieta domenica con la mia famiglia, stavo facendo la mia quotidiana rassegna stampa quando ho letto tra i giornali stranieri che il triangolo Berlusconi, Veronica, Noemi è ancora l’argomento più trattato, se non altro tra le notizie che riguardano l’Italia.
La cosa non è affatto un bel ritorno d’immagine per il nostro paese, ma questo concetto l’ho già affrontato alcuni post fa.
Tuttavia, come corollario, ho voluto fare il seguente esperimento. Tramite Google Insights ho fatto due ricerche, rispettivamente su Berlusconi e Obama, rilevando quali sono i dieci termini relativi ai due presidenti più richiesti in rete nell’ultimo mese.
Risultano queste due classifiche:
Per Obama:
1. Barack
2. Michelle
3. President
4. Speech (Discorso)
5. News
6. Deception (Inganno)
7. Chavez
8. Barak
9. Youtube
10. White House

Come vedete, a parte il nome della first lady, sono tutti termini che hanno a che fare con la sua attività di leader di governo, motivo per il quale è stato eletto dal popolo, svolgendo il lavoro per il quale è pagato dagli stessi cittadini.
Sì, perché non dobbiamo mai dimenticare che quelle persone che consideriamo gli uomini di potere, sono in realtà nostri dipendenti.

Per Berlusconi:
1. Silvio
2. Veronica
3. Veronica
4. Noemi
5. Noemi
6. Lario
7. Lario
8. Veronica Lario
9. Veronica Lario
10. Foto

Ecco, credo che la lista relativa a Berlo si commenti da sola…

16.5.09

Brunetta e la rivoluzione della derivata seconda

Il nostro Prodotto interno lordo, il valore complessivo dei beni e servizi prodotti all'interno di un paese in un certo intervallo di tempo, ha vissuto il peggior trimestre dal 1980...
Ma non disperiamo: c'è Brunetta e la rivoluzione della derivata seconda!



???
Ma che cavolo è 'sta derivata seconda?
Ah, ci sono!
Derivata, nel senso di andata alla deriva, come può essere una nave in balìa della corrente.
La crisi appena passata è stata solo la prima derivata, la seconda deve ancora arrivare.
Solo non ho capito cosa ci sia da ridere...

15.5.09

Storie di razzismo: la cittadinanza all'egiziano


Storie e Notizie N. 37

La Storia:

La sala del Comune di Caravaggio è quasi deserta. Lo straniero, l’extracomunitario, il clandestino, tra poco non più tale, è accompagnato dalla moglie e qualche amico di famiglia. Pochi ma buoni.
Il sindaco Giuseppe Prevedini attende sullo sfondo con un posticcio sorriso sul volto. Non è solo, con lui c’è l’immancabile consigliere, assistente, fido collaboratore, tutti nello stesso piccolo omino.
“Ma tu guarda questo...” mormora il primo cittadino a favore di quest’ultimo. “Si è cuccato pure una delle nostre donne…”
“È una vergogna.”
Il consigliere si esprime sempre così. Lui sottolinea, rimarca, offre sostegno alle parole del sindaco, qualsiasi esse siano.
Quasi sempre.
“Buongiorno”, fa il futuro italiano, con la mano destra stretta in quella della moglie. La voce è un po’ tremula. L’uomo è evidentemente emozionato. Si spiegano gli occhiali scuri per rassicurare lo sguardo e la camminata incerta, supportata dall’appoggio della donna che è con lui.
“Buongiorno a lei”, risponde Prevedini, allargando ulteriormente il presunto sorriso stampato in faccia. “Se per voi va bene, io comincerei subito. Stamani ho tanti impegni…”
“Certo!” esclama l’uomo prontamente. È inevitabile, non vede l’ora di passare nella terra del diritto, soprattutto dopo l’ultimo ddl sicurezza.
“Consigliere”, fa il sindaco con palese fretta nella voce, “porga al signore il testo del giuramento.”
L’assistente obbedisce e l’uomo si ritrova davanti la formula.
Poche righe e sarà salvo, libero, una persona finalmente integrata.
Improvvisamente il tempo si ferma. La donna che lo accompagna fissa preoccupata la fronte di suo marito. È convulsamente aggrottata e corpose gocce di sudore iniziano ad affiorare sulla pelle.
“Scusi…” fa lei, spostando il suo sguardo tra Prevedini e il suo collaboratore. “Ma come fa?”
“Cosa succede?” domanda spazientito il sindaco, che nel frattempo si è messo a controllare le chiamate sul cellulare.
“Il foglio…” risponde la donna. “Mio marito non può leggerlo…”
“Ah sì?” fa il primo cittadino trasformando il finto sorriso in un vero ghigno. “Ecco il prodotto della sinistra. Vengono qui a fare i loro comodi e neanche si prendono la briga di imparare la lingua. Fuori di qui!” aggiunge rivolgendosi direttamente all’uomo e strappandogli di mano il foglio del giuramento. “Torni quando sa leggere.”
“Ma no”, insiste la moglie dell'uomo, il quale non riesce a parlare per la rabbia mista a dolore, “lei non ha capito. Mio marito…”
“Sindaco…” fa inaspettatamente il consigliere. È la prima volta da quando è in comune che si rivolge a Prevedini senza essere interpellato. Il fatto è che lui invece ha capito…
“Fuori di qui, ho detto!” ripete il sindaco infondendo ulteriore collera nella sua voce. “Per diventare Italiani occorre almeno saper leggere.”
“Ma mio marito…” continua inutilmente la donna, con il volto arrossato dall’indignazione, mentre il compagno è pietrificato e non riesce a spiccicare una parola.
“Sindaco…” riprova l’assistente, senza fortuna. Non è abituato a prendere l’iniziativa e si vede, ha la voce flebile e insignificante.
“Uscite, insomma!” grida Prevedini. “Non fatemi chiamare la sicurezza…”
La donna sta per parlare di nuovo ma l’uomo finalmente si muove. Prende la mano di sua moglie nella sua, contatto che era stato temporaneamente interrotto, e la invita ad andarsene.
“Ma caro…” fa lei con le lacrime agli occhi.
“Andiamo”, esclama lui, “imparerò a leggere…”
“Ma come farai?!”
“So come fare… Fidati di me.”
I due escono e per l’ennesima volta il consigliere prova a farsi ascoltare: “Sindaco…”
“Cosa c’è?!” chiede Prevedini, irritato ma soddisfatto.
“Signor sindaco, l’uomo non è che non sapeva leggere, è che non può…”
“E perché? È cieco forse?!”
“Sì…”
Un imbarazzante silenzio segue lo scambio di battute che chiude la scena. L’inquadratura si stringe sui due e si allontana, allo stesso modo dello straniero e sua moglie, dell’extracomunitario e la sua compagna, del clandestino e il suo amore italiano.
L'uomo ce la farà. Sa come riuscirà a leggere il giuramento. Lo imparerà a memoria. Anzi farà di più: studierà l'intera Costituzione e così sarà al pari dei suoi nuovi concittadini, che la conoscono bene...


La Notizia:

Non sa leggere l'italiano, sindaco leghista nega cittadinanza. Egiziano non riesce a leggere giuramento a Costituzione.
Un immigrato egiziano non sa leggere l'italiano e il sindaco leghista di Caravaggio (Bergamo) non gli concede la cittadinanza. Ieri quando il sindaco, Giuseppe Prevedini, gli ha consegnato la formula del giuramento alla Costituzione italiana, lui - che da tempo vive a Caravaggio ed è sposato con una donna bergamasca - ha ammesso di non saper leggere la nostra lingua. Anche se la legge non prevede la conoscenza della lingua, Prevedini è stato irremovibile: dovrà ripresentarsi.

PS: Secondo i dati pubblicati nel 2005 da una ricerca dell'Università di Castel Sant'Angelo dell'UNLA (Unione Nazionale per la Lotta contro l'Analfabetismo), quasi sei milioni di italiani sono totalmente analfabeti. Rappresentano il 12% della popolazione contro il 7,5% dei laureati. L'Italia è fanalino di coda fra i 30 Paesi più istruiti. Solo il Portogallo e il Messico hanno un tasso più elevato…



Aggiornamento: mi è giunta questa interessante osservazione da parte di Vittoria Mancini dell'Associazione Italia Cina, che molto volentieri pubblico:
Il fatto di non saper leggere giustifica molte persone contrarie alla integrazione e danno ragione al Sindaco. I movimenti democratici, le organizzazioni religiose e le associazioni che si occupano delle varie nazionalità culturali dovrebbero essere messe in grado di assistere o insegnare la lingua italiana per risolvere questi problemi. Spesso l’immigrato lavora ma non comunica in italiano perché non c’è nessuno che favorisce e stimola l’apprendimento, stimola e chiedono solo il lavoro.
Per un futuro migliore per la convivenza civile in Italia
.

Vittoria Mancini

Sulla rubrica Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.

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14.5.09

Il procuratore Gerunda beve la soda caustica


La dott.sa Margherita Gerunda è il Procuratore della Repubblica di Frosinone dal marzo 2004. Si è occupata di fatti di omicidio, sequestri di persona, terrorismo, spaccio internazionale di droghe e del coordinamento di indagini svolte in campo internazionale. Ieri mattina entra in un bar a Frosinone, cosa che fa abitualmente, per bere un caffé. Chiede al cameriere un bicchiere d’acqua per ingerire una pasticca, altro gesto quotidiano. Subito dopo aver bevuto, la donna si accascia sul bancone e sulla sua bocca fuoriescono schiuma e sangue. Nel bicchiere non c’era acqua, bensì soda caustica. A detta dei proprietari del bar, la sostanza era conservata in una bottiglia di plastica di una normale marca di acqua minerale e che è stata servita per errore alla donna. Margherita Gerunda è ricoverata in prognosi riservata al policlinico Gemelli di Roma. La soda caustica le ha provocato lesioni all'esofago che, però, non risulterebbe perforato. I medici dell'ospedale capitolino sono ottimisti e non disperano di poterla salvare.
Lo spero anch’io.

13.5.09

Storie e Notizie N. 36: Marco Carta, Berlusconi, Ancelotti e la Ferrari servono solo a ripararmi dal freddo



La Storia:

Mi chiamano Bugia e sono un suonatore ambulante.
In verità io mi ritengo un musicista…
Non ho una gran voce, ma suono la chitarra fin da bambino. Non ho bisogno di amplificatori, pennette di pregiata fattura e nemmeno di un pubblico adorante.
Semplicemente prendo la mia chitarra classica e la suono. Ovvero la suonavo.
Ho sempre pensato che fare musica fosse questo. Non ho mai creduto di poter avere successo, ma ho sempre avuto chiaro che per mangiare avrei dovuto darmi da fare, perché nessuno lo avrebbe fatto per me.
È con questa idea in testa che sono entrato per la prima volta in una pizzeria.
Non è stato facile, credetemi. Prima di quel momento avevo sempre suonato per il sottoscritto e basta. Sono timido, tremendamente timido e non mi sono mai figurato davanti ad un pubblico, nemmeno in un attimo di cedimento alla vanità. Non sono mai stato vanitoso, sono troppo brutto per arrivare a tanto e non mi è mai piaciuto illudermi.
Tuttavia, come vi ho detto, quando il riempire la pancia non aspetta altri che il padrone di quest’ultima, non c’è tempo per ulteriori dubbi.
La fame è una domanda che esige un’unica risposta, mi disse un giorno mio padre, una delle rare sere in cui era sobrio.
Lui voleva dire la sete, secondo me, ma io le sue parole le ho apprezzate lo stesso.
Così mi sono dato una spinta da solo e senza guardare nessuno in faccia ho iniziato a far correre le mani sulle corde tese. Mentre le note fuggivano via da esse ho sentito dentro un sentimento che non avevo mai provato prima di quel momento, qualcosa che sapeva di un’inaspettata vergogna.
Il fatto è che per me suonare ha sempre significato l’affermazione del mio diritto più personale, quello a far sentire la mia voce nell’unico modo che conoscevo.
Niente di più lontano da ciò che provai quella sera in quel locale del centro di Roma.
La realtà è che le persone che erano lì, sedute ai tavoli, non erano un vero pubblico e io lo sapevo bene.
Mentre sono entrato con la mia fida compagna a tracolla, c’era chi ingoiava un boccone di capricciosa e chi mandava giù un sorso di birra, chi chiedeva al cameriere dove fosse la toilette e chi raccontava barzellette agli amici. Non erano lì per me e io li stavo disturbando, sebbene con la musica, la mia.
E poi è accaduto l’inaspettato.
Ho finito il mio pezzo e lentamente, tremando come una foglia, ho cominciato a girare tra di loro con il mio cappello di paglia.
Non potete immaginare la gioia che ho sentito crescere dentro vedendo quella pioggia di monete e banconote cadere nel mezzo del mio copricapo.
E non sto qui per parlare di soldi, credetemi sulla parola. In quell’istante io ho amato come non mai quella gente, poiché in quel modo è come si avessero detto che non davo fastidio, che suonare per loro non era stato spiacevole, che magari sarei potuto tornare, che non ero poi così male, come chitarrista.
È stato bello e ricordo ancora come se fosse oggi il volto di ognuna di quelle persone, nonostante siano trascorsi quasi trent’anni.
Ora non suono più, ho l’artrite deformante e mi fanno male le mani se provo a fletterle troppo velocemente. Come potrei quindi lanciarle libere sulla chitarra? La musica ha bisogno di velocità, perché le note non sono mai due volte nello stesso posto.
Ho qui davanti a me i giornali che raccatto per coprirmi, a cui do una letta prima di affrontare la notte. Fortunatamente l’inverno è passato, l’ho attraversato quasi indenne e non ho bisogno di tanta carta, per coprirmi.
A proposito di carta…
Ho letto di questo Marco Carta, il cui concerto è stato sospeso perché c’era troppa gente, più delle 2200 previste.
Non ci potevo credere. L’articolo dice che nel posto non c’entravano tutti e che il cantante non ha potuto esibirsi. La forza mia, dice. Ma quale forza? Dov’è il brivido? Marco, ma come si fa? Quella gente non era lì per te ma il contrario. Dovevi uscire fuori dal palazzetto, chitarra alla mano e suonare comunque almeno una canzone per loro, soprattutto per quelli che non erano riusciti ad entrare.
Se sai suonare, ovviamente…
Io sono nato a Roma, vivo a Roma ma tifo per il Milan. Il motivo è semplice. Mia madre era milanese. Non l’ho mai conosciuta e le poche foto che ho di lei la ritraggono sempre nella città lombarda.
Ho letto anch’io quindi che Berlusconi ha detto che se il Milan non ha vinto quest’anno è colpa di Ancelotti. Nessuno l’ha difeso come meritava, nemmeno Galliani. Non è giusto, non è affatto giusto. Quando una nave non arriva a destinazione in tempo, o al peggio affonda, la colpa è di tutti, dal capitano all’ultimo mozzo.
È una questione d’onore, è una questione di stile, è una questione di onestà.
È troppo comodo dare sempre la colpa a qualcun altro, per le proprie azioni.
È come dire che mia moglie Veronica, la madre dei miei figli, mi lascia perché ha letto un giornale di sinistra…
Ma le brutte notizie non erano finite.
Quelli della Ferrari hanno detto che se Mosley non scende a patti con loro potrebbero dire addio alla formula uno.
Io non so guidare nemmeno un’utilitaria, figuriamoci la nuova 599. Per me le macchine sono un sogno e la ferrari è quello più grande. Non toglietemi anche questo…
Ecco, per questa ragione cerco sempre di non leggere i giornali prima di addormentarmi.
Brutte notizie, trovo solo brutte notizie.
Ora basta parlare, è ora di dormire.
Con i giornali è meglio che mi copro, leggerli non mi fa bene.
Forse dovrei scriverci io.
Ho così tante cose da raccontare…

PS: Ah, perché mi chiamano Bugia? Perché non c’è nulla di vero in quello che ho appena scritto…


Le Notizie:

Marco Carta: Troppa gente al concerto e i vigili lo bloccano
Quando il successo arriva improvviso e fulminante è sempre di difficile gestione. Non soltanto per la nuova «star» che si trova a sostenerlo sulle proprie incerte spalle. Ma anche per gli addetti ai lavori che, al contrario, dovrebbero avere più fiuto e una vista lunga. Per non incorrere in spiacevoli incidenti come quello occorso l’altra sera ai tanti fan di Marco Carta, nuovo idolo del pop nostrano, fresco vincitore di Sanremo e della trasmissione televisiva «Amici».
Il concerto in programma lunedì sera all’Atlantico (ex Palacisalfa) è stato infatti sospeso dopo che il giovane interprete aveva concluso di proporre il primo medley di canzoni.
Il motivo della sospensione, decisa dai vigili del fuoco presenti, è che il locale conteneva troppe persone. Ben più delle 2.200 previste…

La Ferrari: «Addio F1 se Mosley non tratta I tifosi capiranno...»
In mezzo a questo festival di sgarbi politici e minacce e riunioni c’è una sola certezza: il punto di non ritorno è stato raggiunto. La Ferrari è pronta al gesto estremo: lasciare la F1. Per gli scettici convinti che si tratti del solito, periodico, gioco delle parti, una sola notazione: prima erano parole, stavolta è stato tutto messo nero su bianco. Gli uomini della Rossa, presidente Montezemolo in testa, si sono persino scusati con i fan, confidando che i tanti tifosi nel mondo comprendano «come questa dolorosa scelta sia coerente con il comportamento che la scuderia ha sempre tenuto nel difendere i valori sportivi e tecnici». La gravità del momento è dimostrata dall’intervento del presidente del Coni, Gianni Petrucci: «A nome dello sport italiano rivolgo un appello affinché prevalga il buon senso... siamo a fianco della Ferrari e dei suoi dirigenti in questa vicenda condizionata da scelte irrazionali e contraddittorie...». E l’irrazionale e contraddittorio è lui, mister Max Mosley, capo della Fia, il governo mondiale dell’auto…

Berlusconi scarica Ancelotti: è stata tutta colpa sua
E sempre su questioni scottanti, allontanamenti in vista che si stanno per verificare. Stavolta niente Bulgaria né Santoro: c'è l'Egitto, la meravigliosa Sharm el Sheik, e allora il presidente Belusconi parla di calcio, più nello specifico di Milan. Del suo Milan, presente e futuro. Quello che ormai, è quasi certo, non prevede Ancelotti in panchina. Già più che tentato in prima persona dal Chelsea di Abramovich, che sentite le ultime, reiterate smentite ha mandato degli emissari a Milano per tastare il polso della situazione, adesso viene in pratica scaricato dal premier, che l'ha additato come responsabile unico per lo scudetto perso, in quanto «con gli uomini che ha il Milan – ha sottolineato Berlusconi -, noi potevamo tranquillamente tenere testa all'Inter». E invece niente. Galliani cerca in tutti i modi di smorzare la forza della dichiarazione…

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