30.9.11

Minzolini tg1 indagato attacca magistrati: conflitto di…?

Storie e Notizie N. 434

La Storia:

Due amici si incontrano al bar:

“Oh, hai visto l’intervento di Minzolini, ieri al tg1?”
“Chi?”
“Minzolini, Augusto Minzolini…”
“E chi è?”
“Minzolini! Il direttore del tg1…”
“Ah, vuoi dire quello pelato, che sta con Berlusconi?”
“Sì, sì. L’hai sentito cos’ha detto?”
“No… cioè sì, non mi ricordo. Sai, la memoria…”
“Eh, dimmelo a me. Per questo te lo chiedo…”
“Mica vorrai che ti racconti cosa ha detto questo Manzo… che?”
Minzolini, però non voglio sapere cos’ha detto. Se ho capito bene, è accusato di qualche cosa, adesso non rammento, e ha parlato al tg1 per attaccare i magistrati che lo indagano.”
“E allora?”
“No, niente… è che non mi ricordo come si dice quando uno fa qualcosa del genere…”
“In che senso?”
“Dai, non ti ricordi?”
“Scusa, se non ti ricordi tu, mica puoi pretendere che mi ricordi io…”
“Su, quando uno usa una cosa di tutti solo per i cazzi suoi, scusa la parola, come si diceva? Conflitto di...?”
“Di attribuzione?”
“No… non di attribuzione. Non so neppure cosa voglia dire…”
“Neanche io, se è per questo…”
“Guarda ti faccio un esempio: se uno, che so, guida l’autobus e invece di seguire le fermate e far salire e scendere i viaggiatori se ne va in giro dove gli pare, si dice conflitto di…?”
“Di competenza?”
“Ma no… che le dici a caso?”
“Scusa…”
“Aiutami, mettiamo che un allenatore di una squadra sia anche arbitro, questi non potrebbe arbitrare le sue stesse partite, altrimenti sarebbe in conflitto di…?”
“Di arbitraggio?”
“Ecco, adesso te le inventi pure?!”
“Non ti arrabbiare… ho capito cosa vuoi dire. E’ che non mi ricordo. Tu intendi se uno… uno va a scuola e si mette i voti da solo.”
“Esatto! Vuol dire che è in conflitto di…?”
“Perdonami… non mi ricordo. Una cosa la so, però.”
“Cosa?”
“Che è un gran paraculo…”

La Notizia (La Repubblica): Caso Ferrario, Minzolini indagato. Editoriale al Tg1: "Esagerazioni contro di me"

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.



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29.9.11

Bce lettera Italia testo italiano e inglese: Berlusconi dimettiti

Storie e Notizie N. 433

In esclusiva per il blog la lettera segreta del 5 agosto inviata dalla Bce all’Italia…







La Storia:

Originale in Inglese:

Frankfurt/Rome, 5 August 2011

Dear Prime Minister,

resign and bring yourself to justice.


Mario Draghi, Jean-Claude Trichet


Traduzione in Italiano:

Francoforte/Roma, 5 Agosto 2011

Caro Primo Ministro,

dimettiti e consegnati alla giustizia.


Mario Draghi, Jean-Claude Trichet

La Notizia (Corriere della sera): La lettera segreta della Bce all’Italia.

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.



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28.9.11

Arabia Saudita donne: sì al voto ma frustate se guidano

Storie e Notizie N. 432

La Storia:

Dal discorso ufficiale del re dell’Arabia Saudita 'Abd Allāh bin ʿAbd al-ʿAzīz Al Saʿūd:

“Care suddite, mi rivolgo a tutte voi, ora. Sono qui ad annunciarvi che il momento del cambiamento che tanto stavate aspettando è finalmente giunto. D’altronde, sono da sempre un fervente sostenitore dei vostri diritti. Altrimenti, non si spiega perché gli amici Stati Uniti – come dicono in Italia la più grande democrazia del mondo – siano i nostri più fedeli alleati.
Parafrasando Mark Twain: che cosa sarebbe l'umanità, caro Allah, senza la donna? Sarebbe scarsa, Allah, terribilmente scarsa.
Che cosa sarei io stesso, il vostro re, privato della vostra preziosa presenza?
È più ragionevole sacrificare la propria vita alle donne piuttosto che ai francobolli, come dice Proust.
Sono perfettamente a conoscenza delle vostre difficoltà, soprattutto per colpa nostra, lo ammetto.
Ha ragione, infatti, Joseph Conrad quando dice che essere donna è un compito terribilmente difficile, visto che consiste principalmente nell'avere a che fare con uomini.
Uomini come me, non mi nascondo dietro un dito.
Checché ne dicano quei facinorosi che starnazzano in giro per il mondo sulla vostra mancanza di diritti nel mio regno, sono qui per far mio il motto di Oscar Wilde: fornite alle donne occasioni adeguate e le donne potranno fare di tutto.
Per questa ragione, a voi che popolate l’altra metà del cielo arabico, dico che l’occasione adeguata è oggi.
Ecco, non proprio oggi… diciamo domani. Tra qualche giorno, va’.
Difatti abbiamo deciso, dopo consultazioni con i nostri consiglieri religiosi e con altri, di inserire le donne nella Shura come membri a partire dalla prossima sessione.
Insomma, tra quattro anni potrete votare!
Sì, lo so che le elezioni ci sono il 29 settembre, ma dateci tempo, no?
Come per Roma, l’eguaglianza dei diritti non si è fatta in un giorno.
Non sono mica fiaschi che si abboffano, come dice Totò.
Ci sono commenti?”
Una donna, rispettosamente velata, alza la mano.
“Prego, cara. Dicci pure.”
“Maestà, volevo dirle che sono molto felice di poter votare. Non vedo l’ora di prendere la macchina e recarmi al seggio…”
“C-Cosa ha detto questa femmina?!” fa il re ad un consigliere.
“Che è felice di poter votare…”
“No! Dopo…”
“Ah… che non vede l’ora di prendere la macchina e…”
“La macchina?!” salta su il sovrano. “Frustatela!”
Come si dice, parola di re

La Notizia (Arab News): Ieri un tribunale di Gedda ha condannato a 10 frustate una donna saudita che ha violato il divieto di circolazione.

Aggiornamento ore 15 29.9.11: per onor di cronaca, buona notizia, pare che oggi il re abbia deciso di annullare la condanna. Speriamo che non sia solo un'eccezione.

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27.9.11

Bagnasco Berlusconi: non parlava di lui? Nuovo discorso pronto

Storie e Notizie N. 431

Nonostante sembri che il premier abbia commentato le parole del presidente della cei dicendo: “E’ un attacco che non meritavo”, i suoi fidi alleati, da Sacconi a Rotondi, da Giovanardi a Bondi passando per Giuliano Ferrara, hanno dichiarato in coro e a caldo che, nella sua condanna dei comportamenti licenziosi e delle relazioni improprie, Bagnasco non ce l’aveva con Berlusconi.
Così, pare che il cardinale abbia già pronto un nuovo intervento.
Ecco il testo in anteprima:

La Storia:

Venerati e cari Confratelli, perdonate, tuttavia mi trovo costretto ad inviarvi un’inequivocabile postilla alla mia precedente riflessione intorno al clima che appare emergente, ossia il senso di insicurezza diffuso nel corpo sociale, rafforzato da un attonito sbigottimento a livello culturale e morale.
A questo proposito nella mia ultima missiva ho detto, auto citandomi testualmente: i comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno socialeAmmorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune. La collettività guarda con sgomento gli attori della scena pubblica e l’immagine del Paese all’esterno ne viene pericolosamente fiaccata.
Amati fratelli e tutti voi, cari discepoli, è chiaro a chi mi riferivo, no?
No?! Ho anche detto che mortifica soprattutto dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui.
Pure questo non vi ricorda nulla?
Eh che ca… caspiterina! Ma l’avete letto il discorso?!
Ho detto o non ho detto che chiunque sceglie la militanza politica, deve essere consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell'onore che comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda?!
Di chi sto parlando, secondo voi? Mi sembra evidente, no? Ancora no?!
Oh cri… cribbio!
Vi è forse sfuggito quando ho spiegato che si rincorrono, con mesta sollecitudine, racconti che, se comprovati, a livelli diversi rilevano stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica?
No, dico, è evidente a chi mi riferisco! Per non capirlo bisogna essere proprio co… coperti da una spessa nebbia che offuschi la cervice.
Basta poi soffermarsi su ciò che affermo in conclusione: quando le congiunture si rivelano oggettivamente gravi… ognuno è chiamato a comportamenti responsabili e nobili.
Mi sembra manifesto chi sia il bersaglio del mio discorso, non è così?
Ah, no? Ma por… porgetemi totale attenzione per un secondo: se non di Silvio Berlusconi, di chi sto parlando?! Di mia no…? Ehm, di mia... no! Casomai di sua... cio di lui, solo di lui. E coloro che lo negano sono destinati all’inferno.
Tanto ormai non ci servono più…

La Notizia (Il Messaggero): Bagnasco, la rabbia del premier: «E' un attacco che non meritavo»

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26.9.11

Caffè Platti Torino: il suicidio è un incidente

“Se ci fosse stato un omicidio avrei chiuso, ma è stato un incidente come un altro, come se qualcuno fosse morto per un malore. Aspettavo per pranzo 100 turisti in arrivo da Milano con due autobus, ed il locale era pieno di gente. Io devo pensare al bar, a pagare i dipendenti, e poi forse la signora avrebbe preferito questa riservatezza…”
Pierina Giani, titolare del bar.

Storie e Notizie N. 430

La Storia:

Mi chiamo Christine, ho 66 anni e sono morta esattamente ieri mattina a Torino.
Precisamente nel bagno del bar Caffè Platti.
Avete presente?
Su, quell’elegante locale nel capoluogo piemontese, in Corso Vittorio Emanuele II.
Non lo conoscete?!
Dai, quel ricercato ritrovo della Torino bene.
Come qui racconta in viva voce la proprietaria, perfino Chiambretti ci viene!
Ecco… a dir la verità, soprattutto ieri mattina, la sottoscritta ci è sempre entrata fregandosene se allo stesso bancone avrebbe potuto prendere il caffè con il vip di turno.
Sottolineo di turno e non solo al bancone, perché si sa com'è la fama.
Tutto ad un tratto si trasforma in fame e il personaggio noto per qualche merito diviene capace di tutto pur di continuare a cibare il proprio ego.
Ma questo ora non conta.
Almeno per me, tutto questo… schifo, sì, schifo di società che i gonzi perseverano a foraggiare, non ha più alcun valore.
Non l’aveva prima figuriamoci adesso.
Per la cronaca, sono passata a miglior vita privandomi in prima di persona di quest’ultima.
In favore dei fanatici del dettaglio, vi comunico pure che ho usato una Smith and Wesson 38 special, appartenuta al mio defunto marito.
Ebbene sì, ero vedova e sola, avendo visto morire prematuramente anche mia figlia.
Lo so, dico una banalità, ma una genitore non dovrebbe mai sopravvivere ai propri figli, più che mai in un paese in cui le prove che costoro possono solo far meglio di chi li ha preceduti sono sotto gli occhi di tutti.
Così, con l’arma nella borsetta sono entrata nell’elegante Caffè, mi sono diretta al bagno e ho messo la parola fine a questa storia.
La mia.
Come vedete, non vi ho parlato dei motivi che mi hanno spinto a tanto.
Immagino che ognuno di voi si renda conto che se una persona decide di suicidarsi deve aver dentro un livello di sofferenza non indifferente.
C’è solo un post scriptum che, vista la suddetta dichiarazione della proprietaria del bar, tengo ad aggiungere: se lo avessi saputo che per lei il mio gesto è solo un incidente come un altro… be’, avrei di sicuro scelto un luogo un tantino meno infame per andarmene...


La Notizia (La Stampa): Parla la titolare di Platti: "Aspettavo 100 clienti. Non ho chiuso per rispetto a loro"

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23.9.11

Satellite Nord Italia regalo di Dio

Storie e Notizie N. 429

La Storia:

Caro Dio,
lo so, sono un appassionato agnostico, non ho alcun diritto di inviarti questa lettera.
Ho peccato, sì, ma tanto tu lo sai.
Ultimamente ho imprecato spesso, sempre contro le stesse persone, ma anche questo tu lo sai.
Tu sai chi, mi verrebbe da dire.
Inutile che te lo dica, poi, che ho talvolta calcato la mano sugli scandali che di recente hanno macchiato le vesti dei tuoi rappresentanti in terra.
Ma tu lo sai già, perché se non ti hanno fischiato le orecchie neppure in questi ultimi anni vuol dire sul serio che non esisti.
Oppure sei sordo.
Tuttavia, una cosa me la devi riconoscere: finora sono stato coerente.
Non ti ho mai chiesto nulla.
Me la sono presa con te, è vero, pur non essendo tra i tuoi, diciamo, supporters.
Non te la sei legata al dito, spero.
Non credo che sia stato l’unico, nel mio paese.
E non penso neppure che sia il solo, oggi, a farti questa preghiera.
Ebbene sì, malgrado questo mi renda incoerente per la premessa di cui sopra, sono qui per implorarti.
Ti prego, se veramente ci sei, ascolta la mia supplica.
Hai presente il satellite Uars, quello i cui pezzi - secondo la Protezione Civile – potranno cadere tra le 21.25 e le 22.03 di stasera sul Nord Italia?
Ecco, non ti chiedo tanto. Puoi farlo da seduto, in poltrona, mentre guardi, che so… don Matteo.
Non devi far precipitare qualcosa.
Sta già cadendo!
Devi solo soffiare, un piccolo sbuffo in modo da indirizzare anche solo un frammento, non dico tutti.
Il bersaglio lo sai già. Evita gli innocenti, per una volta.
Bossi? No… non ti chiedo di essere così crudele.
Tremonti? Macché, gli hanno già fatto le scarpe.
Sto parlando di lui e tu lo sai, perché sai tutto, così dicono i tuoi.
Lo devi fare in prima persona, stavolta, con coraggio.
Sì, hai capito benissimo, senza usare intermediari con modellini appuntiti.
Ti prego, Dio… lo vedi che l’ho scritto pure con la D maiuscola?
Ti prego, fammi, anzi… facci svegliare domani mattina con un problema in meno...


La Notizia (Corriere della sera): Satellite che cadrà venerdì sulla Terra, «Pezzi potrebbero precipitare sull'Italia».

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22.9.11

Milanese salvato dalla mafia: le prove

Storie e Notizie N. 428

Io so i nomi dei protettori che hanno salvato l’amico dall’arresto.
Io so i nomi dei complici che hanno difeso un loro pari dalla giustizia.
Io so i nomi di costoro, poiché hanno tutti lo stesso nome: mafiosi.
Perché, come ha detto Giovanni Falcone, la mafia vive in perfetta simbiosi con la miriade di protettori, complici, informatori, debitori di ogni tipo, grandi e piccoli maestri cantori, gente intimidita o ricattata che appartiene a tutti gli strati della società.
Io so. E ne ho le prove...

La Storia:

Ipotizziamo, okay?
Ipotizziamo che esista una banda di mafiosi, diciamo 319.
Una grande e solida famiglia di delinquenti di vario tipo: ladri, truffatori, papponi e chi più ne ha più ne metta.
Ipotizziamo che uno di essi, detto il Milanese, sia il tirapiedi di uno dei boss che possiamo chiamare, che so, Don Giulio.
Ipotizziamo che il Milanese compia delle azioni molto gravi, che mettano a rischio l’intera famiglia.
Uno sgarro, insomma.
Ipotizziamo quindi che la banda si riunisca per decidere le sorti dell’incauto tirapiedi.
Ipotizziamo anche che non poco tempo addietro abbia dovuto pronunciarsi su un altro componente, detto il Papa e che in quell’occasione abbia deciso per il pollice verso.
Verso il basso, intendo.
Ipotizziamo, visto che siamo qui, che la famiglia non viva un momento tranquillo, soprattutto per colpa del padrino, Don Silvio, al punto che un’altra cacciata di un picciotto possa comportare un serio indebolimento della banda.
Che farebbe secondo voi?
Cosa farebbe, in tal caso, un ammasso di gente che vive di raggiri e abusi ai danni delle persone oneste?
Cosa farebbe ciascuno di loro per poter continuare a vivere al di sopra della legge?
Semplice.
A parte una quantità irrisoria di mele marce, diciamo sette, la maggior parte, per esempio in 312 salverebbero il Milanese e come il boss Don Umberto direbbero: “Questo voto è andato. L'avevo detto che noi non avremmo fatto cadere la famiglia. Siamo alleati leali”.
E Don Silvio chioserebbe: “Andiamo avanti, la famiglia tiene… sono sereno e soddisfatto”.
E’ banale, lo capisco. Del resto, sono mafiosi, mica deputati eletti per rappresentare e fare gli interessi dei cittadini…



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21.9.11

Google Plus Facebook offrono soldi a chi abbandona l’altro

Storie e Notizie N. 427

La Storia:

Google plus è finalmente aperto a tutti: la sfida all’ultimo utente contro il rivale Facebook è entrata nel vivo.
Da fonti attendibili, sono qui per rivelarvi quali innovazioni sono pronti a lanciare i due contendenti per superare l’altro nel numero di iscritti.
Vic Gundotra, creatore di Google +, ha annunciato che prossimamente – tenetevi forte – si potrà postare in bacheca un piatto di pasta.
Gli amici delle cerchie, già dopo il primo assaggio, potranno esprimere il proprio parere.
In caso di apprezzamento ci sarà il solito “Mi piace”, altrimenti abbiamo “E’ sciapa”, “E’ scotta” e la stroncatura “Bleah”.
Mark Zuckerberg, padre di FB, non resterà di certo a guardare.
Tenendo conto dei luoghi comuni sulle preferenze maschili, gli iscritti di Facebook avranno la possibilità di condividere sulla bacheca un paio di voluminose tette, rigorosamente consenzienti e maggiorenni.
I visitatori del profilo, dopo una ponderata tastata, dovranno indovinare se trattasi di seni veri o rifatti, con i pulsanti True e False.
Il primo che indovina vincerà un appuntamento con la prosperosa proprietaria.
Tuttavia, Mr. Gundotra ha già pronto il secondo asso: in barba a tutte le regole più elementari della privacy, gli iscritti di g+ avranno in dotazione il servizio Spyme, ovvero Spiami. Gli utenti collegati al profilo che avranno attivato la funzione, attraverso dispositivi dotati di web cam potranno letteralmente spiare l’interessato/a giorno e notte a sua insaputa.
Zuckerberg, venuto a sapere della chicca, ha commentato: “What do they think? That here we are combing the dolls?!”
(Traduzione: Cosa credono? Che qui stiamo a pettinare le bambole?!)
Ed ecco la grande novità di Facebook, la quale dovrebbe rivoluzionare completamente il mondo dei social: "share the orgasm", ovvero condividi l’orgasmo.
Gli utenti che hanno appena goduto potranno postare quest’ultimo sulla propria bacheca e tutti avranno la possibilità di provarlo a loro volta.
Una specie di orgia a catena, in altre parole.
Google plus e Facebook non si fermeranno a questo pur di sottrarre iscrizioni all’altro, tuttavia pare che i rispettivi consulenti abbiano suggerito sia a Gundotra che Zuckerberg che vi è un solo modo per convincere gli utenti ad abbandonare l’uno per l’altro: aprire i cordoni della borsa. In altre parole, offrire una somma in denaro.
Ovviamente, una volta assicuratosi il compenso, sarà un problema impedire all’utente di incassarlo pure dal rivale, per poi iscriversi con altro nome e ricevere nuovamente la tangente.
Ancora, ancora e ancora…
Conosco molti capaci di questo ed altro.

La Notizia (La Repubblica): Google Plus apre al pubblico. E punta tutto sui canali video.

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