31.1.13

Spot Elettorali Italiani 2015 satira video Partito Sinceri Italiani

Storie e Notizie N. 855

Ho deciso di scendere... salire... beh, fate voi, in politica: alle prossime elezioni votate per il P ESSE I, Partito Sinceri Italiani.
Ecco lo spot ufficiale...



 
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30.1.13

Surfista cavalca onda più alta di sempre video

Storie e Notizie N. 854

Siamo a Nazaré, Portogallo, in quei secondi.
In quei secondi, Garrett McNamara può fidarsi ciecamente di una sola amica, la propria tavola.
La propria tavola da surf non lo ha mai tradito, è sempre stata lì, a sorreggerlo, ovunque la marea della vita avesse deciso di ostacolare la sua corsa.
La sua corsa, dopo tutto, lo ha sempre condotto incontro a lei, l’onda.
L’onda ideale, il cavallone perfetto, la forza della natura che dura pochi secondi, quei secondi.
Quei secondi in cui puoi essere ammirato e applaudito per coraggio e abilità, ovvero deriso e schernito per goffaggine e presunzione.
Presunzione di poter fare quel che gli altri non fanno, gli eterni spettatori sdraiati sulla sabbia a prendere il sole, mentre quelli come Garrett sono sempre alla ricerca di lei, l’inafferrabile cresta.
Cresta dell’onda, presumo ormai sia chiaro, ma non di onda comune.
Onda comune sarebbe un’offesa per la gigantesca ala di drago che schiaffeggia le rive del Portogallo, quel giorno, in un viaggio di una manciata di secondi.
Una manciata di secondi che non sono mai abbastanza, poiché la vita per gli uomini come Garrett è tutta lì, come durante l’orgasmo perfetto.
Orgasmo perfetto oltre i cento piedi, stavolta, a più di trentacinque metri se preferite.
Se preferite rimanere asciutti e lottare per un’abbronzatura a puntino o al massimo per fare una nuotata sino alla boa non sentitevi abbattuti, non arrendetevi.
Non arrendetevi mai, perché il mare è pieno di onde, di ogni forma e grandezza e le dona gratuitamente a tutti.
A tutti, senza alcuna distinzione, neppure tra coraggio e goffaggine, abilità o solo presunzione, questo dice il mare in quei magici secondi.
In quei magici secondi il mare è con te, come un’amante innamorata, con te e per te…



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Sabato 9 Febbraio 2013 ore 18 
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28.1.13

Australia video salvataggio bambino alluvione: la borsa benedetta

Storie e Notizie N. 853

Tra una ventina d’anni, Melbourne, Australia

Ma cosa c’era dentro di così importante?
Questo ha chiesto la mia fidanzata, che ha accompagnato i miei genitori in questura, dove adesso mi trovo.
In manette, ma con un sorriso beato sul volto. Anzi, diciamola tutta: felice.
“Niente”, ho risposto senza togliere quell’espressione estasiata dal viso, “la divisa del calcio, i calzini sporchi e gli scarpini…”
“E c’era bisogno di farsi arrestare per riaverla?” ha esclamato giustamente lei, dal suo punto di vista, è chiaro.
La capisco.
Chiunque non avrebbe sentito il cuore fermarsi all’istante rendendosi conto di aver lasciato la suddetta borsa sul pullman, mentre quest’ultimo ripartiva nella sua corsa.
Nessuno avrebbe rubato lo scooter alla propria fidanzata lasciandola sul posto per andare più veloce e si sarebbe lanciato all’inseguimento del bus, non prima di aver quasi investito un pedone.
Capisco che pochi, tra voi, si sarebbero voltati notando che il pedone in questione fosse una corpulenta signora e che nonostante costei rovinasse in terra fragorosamente, avrebbero continuato imperterriti la rincorsa.
Con la sirena della polizia urlante nelle orecchie, testimone a pochi metri dal tentato omicidio del donnone, peraltro consumato sulle strisce pedonali, immagino che la maggior parte di voi si sarebbe arreso.
Non io.
E non perché sia un folle incosciente incline alla violazione della legge.
Tutt’altro.
Chi mi conosce, sa che non sono un pesce lesso, ma neppure un James Dean.
Mi fermo ad un semaforo rosso per giunta pedonale anche alle tre di notte, per dirla tutta.
La borsa, quella borsa, poteva cambiare il corso della mia vita in qualsiasi istante.
Per questo, con la forza pubblica ansimante alle mie spalle, ho compiuto quel giorno ogni tipo di infrazione stradale.
Fino al peccato finale, allorché, una volta entrato nel deposito dei pullman e raggiunto il mio, un attimo prima di salire a bordo ho dato una violenta spinta all’agente.
La borsa, la mia borsa, era di nuovo nelle mie mani, tra le mie braccia.
“Sì”, ho risposto alla mia fidanzata, “c’era bisogno di fare tutto questo. Poi ti spiego.”
Quindi alzai gli occhi verso i miei che avevano appena pagato la cauzione.
Sorrisi e loro ricambiarono, perché anche loro non avevano dimenticato che la borsa, la nostra borsa, poteva cambiare il corso della mia vita in qualsiasi istante.
Perché lo aveva già fatto…



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25.1.13

Berlusconi proposta shock per famiglie italiane: mafia in ansia

Storie e Notizie N. 852

Silvio Berlusconi ha annunciato stamani a Canale 5 che sta pensando a una proposta choc per le famiglie nostrane.
Ovviamente, il livello di preoccupazione negli interessati è salito al calor bianco, visto che il loro migliore amico e complice nei palazzi che contano non e più così in voga.
I membri della famiglia dei Ciaramitaro, attivi nello spaccio di stupefacenti, hanno fatto sapere che a loro non interessa più nulla di cosa farà quel buffone, parole esatte.
La famiglia dei Favarotta, leader nei sequestri di persona, coerente con il nome ha pubblicato un pizzino su Facebook manifestando la propria esigua pazienza di fronte alle balle del cavaliere.
I capi della famiglia dei Macaluso, clan emergente nel ramo rifiuti, hanno ancora un po’ di fiducia, ma non abbastanza per esprimersi, quindi, muti stanno.
I Musacchia, famiglia esperta nella vendita di armi, hanno confessato che voteranno Monti, ma se Silvio farà una proposta che non si può rifiutare, sono pronti a cambiare idea.
I componenti della famiglia dei Paternò, appassionati di rapine e scippi, hanno detto che stavolta non gli basta il contratto burla da Vespa, che non sono più babbei che votano a scatola chiusa e che esigono un anticipo.
La famiglia dei Randazzo, artisti dell’estorsione, sono già sotto casa di Silvio per capire meglio questa proposta e se si tratta di un’ennesima presa per i fondelli… ma questa non è una minaccia, solo un consiglio.
Gli Scafidi, famiglia dedita al traffico di immigrati clandestini, hanno invece palesato un’esplicita minaccia: se la proposta è il solito bluff per ottenere voti dai gonzi Silvio verrà messo senza documenti su un gommone e respinto in mare aperto quale indesiderato clandestino.
La famiglia dei Totaro, vecchi mestieranti nel campo delle costruzioni, sono indifferenti alla notizia, perché tanto loro sono già in parlamento con vari fantocci eletti alle scorse elezioni e sono certi che dopo le prossime saranno ancora lì.
Infine, i Vitellaro, famiglia in prima fila nel business dell’acqua, hanno detto anche loro che gli va bene tutto, poiché qualunque governo ci sarà, qualunque referendum passi, troveranno sempre un modo per fare quel che cappero gli gira.
Cosa…? Sono tutte balle?
Ops… dite forse che il leader del PdL non si riferiva alle famiglie mafiose, bensì alle famiglie in generale?
E perché, pensate forse che ci aspetta qualcosa di vero da quell’uomo?

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24.1.13

Matrimoni omosessuali in Italia: paura e amore

Storie e Notizie N. 851

La paura.
Ammettiamolo, una volta per tutte. E’ la paura la più influente consigliera delle azioni della maggior parte di noi. Altro che fede e ideologie, rigore morale e convinzioni etiche, vincoli legali e ideali.
Prendi il matrimonio tra individui di pari genere.
E’ banale per tanti, ma diciamolo lo stesso, qui, nero su bianco: il vero motivo dell’ostracismo dei baluardi moderato religiosi verso tale sconcia unione non è generato dall’unione stessa, bensì dal timore di ciò a cui quest’ultima potrebbe condurre.
Mi riferisco ad un’insana adozione o, peggio, un’innaturale procreazione.
Ovviamente timore è parola ben poco capace di rendere l’idea.
Paura è più esatto, ovvero tremenda angoscia, panico incontrollabile, al pensiero di quell’indifesa creatura condannata a crescere tra voci effeminate e donne muscolose, papà in gonnella e madri con la barba, vittime innocenti di una quotidiana egoistica confusione sessuale.
Paura al pensiero di
Bentley e Matt Harris con il figlio Connor. 
Jono Searle Fonte: The Courier-Mail
A questa paura al pensiero di vorrei contrapporre l’orrore alla visione di.
Mi rivolgo ora a voi, che aborrite all’idea di una coppia di omosessuali sposati e ancor di più nell’atto di allargare la propria famiglia con una giovane vita.
Immaginate che quella coppia sia composta da due persone per bene, che si amano e che sono pronte a donare i frutti di quell’amore a un bambino, un bambino adottato.
Figuratevi l’ingresso di quest’ultimo nella sua nuova casa, con tanto di cameretta arredata a sua misura, con giocattoli e peluche. E pure la Play, va’.
Ecco, adesso mettete il fermo immagine, anzi, stoppate il tutto e portate via il bambino da quei due insoliti genitori. Anzi, salvatelo da loro e riportatelo ad una prospettiva normale, alla chance di un’adozione canonica, realizzata da una coppia unita secondo natura, uomo e donna, come dice il dio dentro di voi.
Tuttavia, come voi ben sapete, le vie dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni, poiché tra le infinite possibilità di combinazioni ve ne sono altrettante terrificanti per il bimbo.
Un padre che picchia sua moglie, una madre che si ubriaca, uno dei due che tradisce l’altro, una coppia entrambi fedifraghi, un padre che abuserà di lui, una madre che sa ma non fa nulla, due genitori che lo picchieranno, un padre e una madre che lo trascureranno, un padre che non c’è mai, una madre depressa, un padre fuori di testa, una madre pure, e potrei andare avanti sul serio all’infinito.
Disgraziatamente, questo orrore non è un qualcosa di cui temerne l’eventualità. Tutto ciò esiste, ogni giorno, intorno a noi, magari anche nella vita di qualcuno tra voi, che in questo preciso istante legge queste righe.
Ma allora, se la cosa che più vi preme è la felicità di quel bambino, non pensate che avreste fatto meglio a non mettere quel fermo immagine e a lasciarlo dov’era?
Se lì avrebbe trovato amore, non era questo il meglio che sarebbe dovuto accadergli?
Non dovrebbe contare solo l’amore?

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23.1.13

Storie di animali e delfini

Storie e Notizie N. 850

Nel mare capita di tutto.
Ah, se i pesci potessero parlare, quante ne direbbero.
Sugli umani, a bizzeffe, per non parlare dei modi con i quali ci chiamano.
Gambe danzanti, gambe danzanti con trippa oscillante e quello lungo, strana creatura di superficie che si illude di poter nuotare come noi altri. Queste sono solo alcune delle definizioni che ci appioppano, laddove ci immergiamo più o meno seminudi.
Diverso è il caso dei sommozzatori.
Il soprannome in voga, inventato negli anni settanta da un granchio strafatto di polvere di corallo tagliata male, è lungo più o meno quanto il precedente, ma maggiormente elaborato: strana creatura senza branchie, ma respira, come cappero fa.
La storia di oggi riguarda un delfino, uno di quelli che sa ascoltare, ma che sa anche riflettere su ciò che le sue orecchie hanno carpito.
Per esempio aveva imparato che i sommozzatori, ovvero le strane creature senza branchie, ecc., si dividevano in due tipi: quelli con dente affilato volante e senza.
Il primo noto fuori dell’acqua con il nome di fiocina.
Un giorno, il nostro si ritrovò con la pinna pettorale impigliata in una fastidiosa quanto dolorosa alga aliena, alias lenza da pesca.
Per ore si sforzò di liberarsi di tale sgradito dono dei mostri terrestri, allorché vide all’orizzonte marino un gruppo di sub.
“Sono dei senza”, pensò liberando un deciso sospiro di sollievo dalle branchie.
E in quel preciso istante fece una scelta non poco coraggiosa.
Quella di fidarsi.
Quella di fidarsi di uno sconosciuto.
Quella di fidarsi di uno sconosciuto totalmente diverso da sé.
Quella di fidarsi di un uno sconosciuto totalmente diverso da sé che nel tempo gli avevano insegnato a temere.
Chiuse gli occhi, puntò verso i sommozzatori e accese i motori, raggiungendoli in pochi secondi.
Ne trascorsero altrettanti e una delle strane creature senza branchie, ma che respiravano, come cappero facevano, fece un’altra scelta non meno singolare di quella del delfino, perlomeno dal suo punto di vista.
Si avvicinò all’animale e, cercando di essere il più delicato possibile, lo liberò dalla lenza.
“Ma tu guarda”, pensò il delfino allontanandosi contento dopo aver salutato con la pinna il suo nuovo amico, “allora, forse, c’è qualche speranza per il mondo asciutto.”
Se solo ci fosse un po’ più di fiducia anche da quelle parti.
E speranza.

Leggi altre storie di animali.



 
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22.1.13

Monti satira video Social Media Facebook e bugie

Storie e Notizie N. 849



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Il dono della diversità: prefazione al libro

Chiedo venia per la parentesi autoreferenziale.
Rubo solo un post per segnalare la prefazione che ha scritto Daniele Barbieri per il mio nuovo libro, Il dono della diversità (Tempesta Editore): Quando a tirare i dadi è Alessandro.
In particolare, vi consiglio caldamente il suo ultimo saggio, Alieno è: le diversità sociali spiegate dalla fantascienza (HP-Accaparlante).

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21.1.13

Biblioteca Ponte di Nona Roma chiude? Protesta dei libri

Storie e Notizie N. 848

Dei libri…
Dei classici, casomai. Diciamo le cose come stanno.
D’altra parte siete voi umani che interpretate, manipolate e il più delle volte vi rimangiate le parole. Per noi esse sono e sempre saranno ad una sola dimensione, ovvero quella scritta.
Ah, non mi sono presentato. Gli amici mi chiamano Moby, ma per voi sono il signor Dick, nonché portavoce del C.C.I. – alias Comitato Classici Incazzati – della Biblioteca Casale Ponte di Nona GIULIO SALIERNO di Roma, ideata, organizzata e gestita dall’Associazione Culturale Papillon per il reinserimento degli ex detenuti.
No, dico, in fede mia non riesco ad immaginare un modo migliore per ri-traghettare nel cosiddetto mondo di fuori, quello rigorosamente al di là delle sbarre, chi ha attraversato l’inferno del carcere.
Non me ne voglia papà Melville, ma i miei compagni di scaffale ed io, una volta iniziata questa missione, ci siamo tutti sentiti proprio come una sorta di Caronte al contrario, con il privilegio di accompagnare i mondati nuovi nati alla luce.
Lo so, può sembrare alquanto ingenua come visione, ciecamente poetica e un tantino demodé, ma che volete farci? Questo facciamo di mestiere. Come dice sempre il mio caro amico barone di Vallon, noto ai più come Porthos, noi vendiamo punti di vista da ammirare con le suole delle scarpe ad almeno un centimetro da terra a salire ed è proprio quel a salire che determina la vostra capacità di cogliere appieno le ragioni della nostra presenza nella vostra vita.
Porthos in realtà è I tre moschettieri, ma ha il vezzo di farsi chiamare con il nome del suo personaggio preferito.
Quando poi la nostra professione si sposa con una attività così lodevole come quella della Biblioteca di Ponte di Nona, quale marrano può avere l’ardire di stroncare questo matrimonio?
Parlate ora, o voi che avete chiacchierato quando ciò non serviva ad alcuno oltre a voi stessi.
Signori miei, parlate ora, politicanti e ciarlieri in campagna elettorale, che avete promesso aiuto e sostegno a noi altri in tempi quanto mai sospetti.
Sindaco, presidente di regione e di provincia, e chiunque altro conservi ancora un minimo di coerenza nel cuore.
Non potete farci morire nella polvere dopo che avete lasciato che la gente credesse in noi e nel sogno che rappresentiamo.
La nostra casa non deve chiudere.
Anzi, ce ne dovrebbero essere centinaia come quest’ultima.
Perché la nostra esistenza, quella dei libri, è come quella delle parole, e financo della politica.
E’ necessaria quanto è nobile l’uso che se ne fa.

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17.1.13

Bandiera della pace colori non si multano

Storie e Notizie N. 847

I colori non si multano.
E’ un assioma, lo capisce anche un bambino. Anzi, un bambino non ha bisogno di capirlo, lo sa e basta. E’ banale, non si discute, come il piacere di giocare con le automobiline con papà in qualsiasi ora del giorno e della notte, dal primo all’ultimo dì dell’anno.
Ovviamente con i colori puoi fare un’infinità di altre cose.
Puoi osservarli e, se hai fortuna di averne il tempo, contemplarli al fine di interpretarne il significato. Sempre però se hai il buon gusto di non venire a rompere le scatole al prossimo con la presunzione di aver scoperto chissà che cosa sul rosso o il blu.
Sono fatti tuoi, magari se ti va ci scambiamo le rispettive sensazioni come con le figurine, ma nulla più, poiché ciascuno di noi ha il sacrosanto diritto di vedere quel che gli aggrada tra le pieghe dell’arcobaleno.
Ecco perché non capisco e mai comprenderò appieno la necessità della guida nei musei, ma questa è un’altra faccenda.
I colori si mescolano, altra attività alquanto gratificante se si ha il dono di trovare assonanze gradevoli allo sguardo dei più.
Le assonanze sono tutto nella vita. Quelle tra amanti, tra partiti politici - anzi, no, questa la taglio in fase di editing… - quella tra le parole che danno vita ad un racconto, soprattutto.
Soprattutto per il sottoscritto, è naturale.
Tuttavia, rimanendo su quelle tra colori, ce n’è una che in questi ultimi anni sta recitando un ruolo infinitamente prezioso. Mi riferisco a quella serie di bande sovrapposte nota come giustappunto bandiera della pace.
Ricordate quando nel 2002 per la prima volta iniziò questo flag mob, se così posso chiamarlo, che consisteva nell’affiggere il suddetto vessillo su balconi e finestre?
A quei tempi ero leggermente più emotivo e provavo un subitaneo senso di tranquillità allorché, prima di entrare in un palazzo a me sconosciuto per un appuntamento o un colloquio, scorgevo un numero non trascurabile di bandiere pacifiste.
“Sono tra amici…” pensavo. “Chi afferma pubblicamente la propria adesione alla pace sul balcone di casa non può essere una cattiva persona.”
Il tempo. Come al solito è stato il tempo a definire le qualità che ci differenziano a prescindere dalla bontà delle intenzioni.
Chi la mise allora probabilmente non poteva essere una così cattiva persona, ma chi l’ha conservata sul proprio balcone, ingrigita ma indenne, o magari l’ha cambiata con una più nuova, senza però smettere di gridare la propria aspirazione alla non violenza anche dopo la scomparsa della moda della bandiera arcobaleno, merita una nota a parte.
E’ scontato, lo so, ma la coerenza con gli ideali che si sbandierano, verbo quanto mai azzeccato, si vede nel momento delle difficoltà.
Foto Corriere.it
La coerenza di Nella Ginatempo, proprietaria della bandiera della pace che potete ammirare sulla facciata del palazzo nel quartiere San Giovanni, a Roma.
Palazzo che ha avuto l’ingenua pensata di poter multare i colori.
I suoi colori, suoi e un tempo del marito Melo Franchina, artista pacifista scomparso due anni addietro.
Cinquanta euro… ma ci pensate?
Ma come si fa ad essere talmente ciechi?
I colori non si possono multare.
Quando poi dietro quel rosso, quel giallo e quel blu, oltre ad un ideale come la pace, vi sono anche amore e affetto incancellabili, bisogna essere proprio privi di intelletto se si crede di poter solo scalfirli.
La bandiera è ancora là e anzi, ne sono arrivate anche altre che prima non c’erano.
Perché i colori non si multano e spesso sono contagiosi.

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16.1.13

15.1.13

Svezia ruba treno ragazza video: ecco perché

Storie e Notizie N. 845

Non voglio mentirvi e non ho mai avuto alcuna intenzione di farlo.
E’ solo che quando leggo certe notizie sento nella pancia un incontenibile bisogno di dar loro un senso, una spiegazione che mi aiuti ad accettarle e passare oltre, che mi permetta di immaginare un mondo diverso da quel che vedo ad occhio nudo.
E poi, se i fatti che i media ci offrono mostrano dei vuoti che a mio avviso sono fondamentali, non è solo colpa mia se mi ritrovo a colmarli a mio piacimento.
Perché una ragazza svedese nata nel 1990, quindi di poco più di vent’anni, che fa le pulizie presso la stazione dei treni, si procura le chiavi di uno di questi e lo lancia a folle velocità fino a schiantarsi dentro una casa poco fuori Stoccolma, a Saltsjobaden?
Come vorrei che le ragioni fossero le seguenti…

Mi chiamo Tekla e sono stanca di pulire la polvere delle scarpe altrui.
La polvere…
Se si trattasse solo di polvere non ci sarebbe bisogno di me, lì, con la schiena piegata a raccogliere i segni del cieco transito del mio prossimo. Sarebbe sufficiente un normale aspirapolvere.
La gente non lascia solo polvere.
Io raccatto ogni giorno gli sguardi superbi con cui taluni schiaffeggiano chi rimane indietro nella loro ottusa corsa.
Io libero i marciapiedi dalle pesanti orme che l’obeso ammasso di orpelli che chiamano signore in carriera imprimono ad ogni singolo passo.
Io cancello le impronte digitali sui sedili degli scompartimenti per aiutare i pendolari a credere nell’illusione che il solito quotidiano viaggio al solito posto di lavoro sia ogni volta diverso.

Mi chiamo Tekla e sono quella che non vede mai nessuno, parte dell’arredamento che non conta, come quell’ingenua scritta che tenta inutilmente di spaventare il passeggero intimandogli di non sporgersi.
Sapete qual è la verità? Esisto e sono diversa da molti di costoro perché io non ho scelto di lasciare ad altri il diritto di condurre la mia vita. E’ stata quest’ultima a costringermi ad indossare i guanti e a considerare la scopa, gli stracci e i vari disinfettanti come le sole armi con cui combattere i miei limiti.
Che poi sono quelli di tutti.
I binari, le traversine, il capostazione e il fischio. Abbiamo tutti gli stessi nemici.

Mi chiamo Tekla è sono stanca di pulire la polvere delle scarpe altrui.
Oggi ho guardato le mie per la prima volta con affetto e mi sono tolta i guanti.
Ho gettato la scopa e i disinfettanti alle spalle.
Mi sono liberata del grembiule da lavoro e sciolto i capelli.
Un giovane, forse uno studente, mi ha guardato. Per la prima volta ho sentito gli occhi di qualcuno sfiorarmi, forse anche di desiderio e, sebbene lui non lo saprà mai, ho amato quell’istante a prescindere dall’effettiva volontà di appagarlo.
Così ho trovato il coraggio di rubare la chiave del primo treno incustodito che ho visto e ho acceso il motore. Un treno vuoto, perché questo era il mio viaggio e di nessun altro, finalmente.
E via, veloce, libera, felice e con l’orizzonte oltre il vetro, con i passeggeri a terra ed io a bordo, in testa al treno, il mio treno.



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11.1.13

Berlusconi Santoro Servizio Pubblico: chi ha vinto

Storie e Notizie N. 843

Chi ha vinto il duello tra Silvio Berlusconi e il dream team formato da Michele Santoro, Marco Travaglio e le due agguerrite intervistatrici?
Chi hanno veramente premiato gli 8.6 milioni di telespattori, con un share da record di 33.58 %?
And the winner is... nessuno dei sovra citati contendenti.
Ecco i veri vincitori, ovvero chi ci ha guadagnato di più:

1. Infostrada - Wind: 3 spot
2. McDonald's: 2 spot
3. L'Espresso: 2 spot
4. Aruba.it: 2 spot
5. Vigorsol: 2 spot
6. Zambon: 2 spot
7. Golia Active Plus - Perfetti Van Melle: 2 spot

E a seguire:
8. BMW: 1 spot 
9. Cucciolotti - Pizzardi Editore: 1 spot
10. Poltrone e Sofà: 1 spot
11. TOYOTA: 1 spot
12. Avanzi.com: 1 spot
13. Kayak.it: 1 spot
14. Fabbri Editore: 1 spot
15. Dermovitamina - Pasquali: 1 spot
16. Tempo fazzoletti - SCA: 1 spot
17. Buscopan - Boehringer Ingelheim: 1 spot
18. Ford: 1 spot
19. alVolante.it: 1 spot
20. Enterogermina - Sanofi: 1 spot
21. Farchioni Olio: 1 spot

Ma soprattutto: La7, ovvero Telecom Italia Media, quindi Telecom Italia, MTV e tal Beigua s.r.l. (che questo link dovrebbe farla ricondurre a Mediaset).
Cavolo, alla fine si torna sempre a lui...


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10.1.13

Berlusconi da Santoro Servizio Pubblico video satira parodia

Storie e Notizie N. 842




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Elezioni politiche 2013 candidati coalizioni confronto 2008

Storie e Notizie N. 841

Non so voi ma, pensando se e, nel caso, come votare alla prossime elezioni politiche, provo un deciso senso di frustrazione, condito da altrettanta irritazione.
Così, con lo scopo di dare un senso a tale fastidiosa miscela emotiva, ho confrontato i principali schieramenti candidati alle scorse consultazioni, quelle del 2008, con le forze in campo ad oggi, escludendo la sola novità Movimento Cinque Stelle.

Alle elezioni politiche del 2008, i principali concorrenti in gara erano i seguenti:

Coalizione centro-destra: Il Popolo della Libertà (PdL), Lega Nord, Movimento per l'Autonomia - Alleanza per il Sud
Coalizione centro-sinistra: Partito Democratico (PD), Italia dei Valori (IdV)
Unione di Centro (UDC)
La Sinistra - L'Arcobaleno (cartello elettorale): Rifondazione Comunista (PRC), Partito dei Comunisti Italiani (PdCI), Federazione dei Verdi (Verdi), Sinistra Democratica (SD)
La Destra-Fiamma Tricolore
Partito Socialista

Immagine aggiornata ad oggi, ecco chi ci chiederà il voto tra poco più di un mese:

Coalizione centro-destra: Il Popolo della Libertà (PdL), Lega Nord, Fratelli d’Italia
Coalizione centro-sinistra: Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà, Partito Socialista Italiano
Scelta civica - Con Monti per l'Italia (Mario Monti): Unione di Centro (UDC), Futuro e Libertà per l'Italia (FLI)
Rivoluzione Civile (Antonio Ingroia): Italia dei Valori (IdV), Movimento Arancione, Verdi, Cambiare si può, Federazione della Sinistra (Partito della Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Socialismo 2000, Associazione 23 marzo “Lavoro-Solidarietà”)
La Destra-Fiamma Tricolore

Ah, adesso capisco. Ora tutto si spiega alla perfezione.
In cinque anni, dopo aver lasciato che la disoccupazione crescesse in maniera esponenziale, il debito pubblico salisse alle stelle e la povertà nel paese raggiungesse livelli inaccettabili, a fronte di un insostenibile tasso di corruzione nelle istituzioni e nelle amministrazioni, questi signori hanno solo rifatto le squadre…



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9.1.13

Stato Mafia trattativa? Intesa tra le parti: stupro giustificato

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Ecco cosa afferma il presidente dell’Antimafia Pisanu sui legami Stato-Mafia: "Non fu una trattativa ma una parziale intesa tra le parti”.
Così disse lo stupratore per giusticarsi con la propria vittima.


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Berlusconi Giudici Milano comuniste: notizia fondamentale

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PD se vinciamo Monti per Bersani: se vincessi io...

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PD: Se vinciamo chiediamo a Monti di sostenere Bersani.

E continua così...
Lista Monti: Se vinciamo chiediamo a Bersani di sostenere Monti.
PdL: Se vinciamo chiediamo alla mafia di sostenere Berlusconi.
La Mafia: Chiunque vinca noi ci siamo.
La Chiesa cattolica: Noi pure.
UE: Basta che ci ridate i soldi e pure gli interessi, anzi, soprattutto quelli.
Stati Uniti: Se non toccate le basi militari e partecipate a tutte le guerre per noi va bene tutto.

Se vincessi io… vi manderei a fare in culo, nessuno escluso.




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Cella carcere Busto Arsizio Piacenza: immagini tortura

Storie e Notizie N. 835

La Corte Europea dei diritti umani ha condannato il nostro paese a pagare 100 mila euro a sette detenuti delle prigioni di Busto Arsizio e di Piacenza, a titolo di risarcimento per i danni morali.
Ciascuno di loro ha protestato presso la Corte segnalando, oltre a scarsità d’acqua e di luce, l’esiguo spazio di 9 metri quadrati per 3 persone in cui trascorrere l’intera giornata, meno quattro ore d’aria, come spiegato da questo rapporto dell’Associazione Antigone sul carcere di Busto Arsizio. Grazie al suddetto rapporto, ho realizzato un’immagine in scala della cella tipo, dotata di un letto a castello per tre, bagno alla turca, bidet e lavandino:


A prescindere dal reato commesso, ho provato ad immaginare di trascorrervi 20 ore al giorno. Sarà per questo che non mi ha sorpreso leggere che da gennaio all’ottobre dello scorso anno nella sola Casa circondariale di Busto Arsizio ci sono stati:
1 suicidio per impiccagione
1 suicidio da accertare (inalazione gas, 21.06.2012), preceduto da analogo caso di inalazione mortale il 14.12.2011.
16 tentati suicidi: erano stati 2 nel 2010 e 7 nel 2011
44 casi di autolesionismo (tagli e ingestioni)
59 manifestazioni di protesta di cui 3 collettive…


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7.1.13

Calamaro gigante video Giappone originale

Storie e Notizie N. 834 

Altro che Discovery Channel e 900 metri di profondità nel Pacifico, ecco le prime vere immagini di un calamaro gigante mai diffuse prima d'ora e sono sulla terraferma, non in mare:




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PdL Lega Alleanza Berlusconi Maroni Hitler nozze gay

Storie e Notizie N. 833

Ritorno a bordo con questa storia bizzarra. Anzi, non è una storia, bensì una farsa, ovvero un racconto che oltrepassa in maniera significativa i consueti canoni del grottesco e i limiti del buffonesco.
Insomma, è roba a cui dovrebbe essere difficile dare credito nella realtà di tutti i giorni.
Nella notte tra il 6 e il 7 gennaio 2013 Silvio Berlusconi trova l’accordo con la Lega Nord durante una cena con Maroni. Tu-sai-che-ti-inchiappetta sarà il leader dei moderati e ministro dell’economia, al ramazzatore padano andrà in dote la Lombardia e l’eventuale premier si deciderà ad elezioni vinte, tutto per far credere ad Alfano che il presidente del consiglio sarà lui.
Allora, se tutto ciò è verosimile, vi informo che Hitler redivivo ha deciso di ricandidarsi alle prossime elezioni in Germania, al seguente motto: basta con l’antisemitismo e via libera alle nozze gay.
Ma non solo, perché tale paradossale elenco è solo al principio.
Nerone sarà il testimonial della nuova pubblicità progresso contro i roghi estivi dei piromani.
Belen ha convocato una conferenza stampa e ha confessato di non saper fare un cazzo e di usare letteralmente il suo deretano per lucrare sul becero maschilismo dell’italiano medio.
Andreotti ha fatto outing, anzi, coming out sui suoi legami con la mafia, ma ha detto che si pente e che non lo farà più.
Cosa? Solo un demente potrebbe considerare ammissibili tali notizie? Sentite il resto.
Al prossimo Festival di Sanremo i cosiddetti Big saranno decisi dal pubblico da una votazione in rete e non dalle raccomandazioni di discografici i cui dischi non li compra più nessuno, nemmeno loro.
Il Papa ha deciso di vendere tutte le proprietà della chiesa nel mondo e con il ricavato sfamare i bambini che in questo preciso secondo stanno morendo in quello stesso mondo.
Maroni, sì, proprio lui, il giorno dopo la notizia dell’accordo data da Berlusconi lo ha smentito, affermando di non essere un ridicolo voltagabbana, facendo l’unica cosa degna di un politico altrettanto meritevole di questo nome nella sua carriera.
E Berlusconi ha sorpreso ancora una volta tutti prendendo il primo aereo per chissà dove, per non tornare più perché neanche lui sa dove sta andando.
Anzi, non l’aereo, bensì uno space shuttle omaggio della Nasa, con il carburante solo per l’andata.

Immagino che tutto questo vi appaia come solo un cumulo di puerili e utopiche assurdità che offendono la vostra intelligenza, dico bene?
No? Riuscite a ritenere sensata anche solo una di tali buffonate?
E magari è la prima?
Be’, adesso capisco meglio perché questa gente ha la faccia di ripresentarsi ancora a chiedere voti.


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