giovedì 21 febbraio 2019

Tutto per un bacio

Storie e Notizie N. 1640

Il 18 febbraio scorso George Mendonsa, o Mendonça, è morto. Aveva novantacinque anni. Divenne famoso per una celebre foto, ma soprattutto per un bacio. Un bacio rubato, letteralmente.
Secondo le cronache dell’epoca, il 14 agosto del 1945 George era a New York e stava guardando un film presso il noto Radio City Music Hall. Era in compagnia di Rita, la donna che sarebbe poi diventata sua moglie, quando alcune persone entrarono in sala e iniziarono a gridare parole che tutti nel mondo stavano attendendo con ansia e speranza.
La guerra è finita.
Una frase meravigliosa, sogno proibito per intere generazioni colpite da un amaro destino e sussurrata al massimo a mente quasi ogni giorno da coloro i quali sono obbligati dalla Storia con la esse maiuscola a ritenere la pace solo un agognato orizzonte, invece che il naturale stato delle cose.
Anche perché esistono conflitti e battaglie di ogni tipo, a questo mondo, la cui colonna sonora non è necessariamente composta da colpi di mortaio e raffiche di mitra.
A ogni modo, George corse fuori insieme a Rita, e cominciò a esultare come un pazzo, alla stregua di tutti gli altri.
Si da il caso che il nostro fosse un marinaio, membro dell’equipaggio della nave da guerra, giustappunto, chiamata con precisione USS The Sullivans (DD-537).
Anche per tale ragione, l’eccezionale notizia gli fece perdere ogni traccia di lucidità.
Così, tra le grida e la confusione, vagando per le strade della Grande Mela, si dimenticò di Lisa e a un tratto si imbatté in Greta Zimmer.
Quest’ultima aveva ventun anni. Era nata nel 1924 in Austria, da una famiglia ebrea. Nel 1939, perciò a soli quindici anni, fu costretta a fuggire dal suo paese in quel momento controllato dai Nazisti, in compagnia delle sue due sorelle minori. I genitori non riuscirono mai a salvarsi e morirono in un campo di concentramento.
All’epoca del cosiddetto V-J Day, il giorno in cui il Giappone si arrese - consegnando la vittoria agli Stati Uniti e determinando così la fine del conflitto mondiale - Greta lavorava come assistente di un dentista.
Non appena apprese la grande novità, come tanti scese anche lei in strada per festeggiare, con indosso ancora il camice da lavoro.
Ecco perché George la scambiò per un’infermiera. Ed ecco perché come tale divenne popolare nell’altrettanto famosa istantanea.
Il marinaio si avvicinò, la prese tra le braccia e le diede un bacio.
Così, l’immagine divenne storia.



Sapete? Mi piace figurarmi la nostra comune vita narrata e testimoniata da fotografie che riempiono un gigantesco album, dal quale prima o poi saremo in grado di ricavare il racconto generale. Potrà risultare incompleto, certo, perché molto si perde oltre i limiti dell’obiettivo di una fotocamera, moderna o meno.
Per questa ragione, sono persuaso che in quella preziosa raccolta non ci siano solo le foto effettivamente scattate, ma anche altre immagini, altrettanto importanti, non meno significative e quanto mai indispensabili per capire cosa è accaduto allora e, soprattutto, ciò che sta succedendo oggi.
Indi per cui, guardo la foto del marinaio che bacia la presunta infermiera, ma poi chiudo gli occhi e vedo altro.
Vedo un’altra foto, nella quale la ragazza ferma il giovane e rifiuta il bacio, risolutamente convinta di esser lei a dover decidere con chi condividere le proprie labbra e quando.
In un’altra ancora è lei a prendere tra le braccia il marinaio e a baciarlo, invertendo i pesi di una narrazione che ancora oggi insiste nel mostrarci l’amore da un unico e arrogante lato.
Di seguito, di scene ne vedo ulteriori, di altri giorni e diversi luoghi, ma tutte intorno al tema celebre, che a quelli come il sottoscritto sembra dire: ti sfido a reggere il confronto con la realtà.
Ebbene, vedo proprio ora altre foto suggestive che a mio modesto parere meritano l’occhio dei più.
Tra tutte, l’abbraccio di una volontaria a un migrante bambino, dove la seconda parola dovrebbe far sentire la prima totalmente inutile quanto inopportuna, il quale ha superato il mare e la paura di non farcela.
Nell’immagine la ragazza lo bacia sulla fronte, quindi il copione ufficiale è rispettato.
Più che mai nella frase che fa da didascalia al tutto, attingendo ispirazione da quel che pensa e prova il piccolo esattamente in quell’istante.
La guerra è finita, ovvero, sono in pace, sono salvo, ce l’ho fatta.
E così via, altre foto invisibili si aggiungono nella mia mente, di incontri magici, tra chi celebra un istante felice e chi si sforza di dimenticare tutti quelli che l’hanno preceduto.
Anche questa è vita da ricordare, pure questa è Storia.
Quella di un numero incalcolabile di persone che sono parte fondamentale di essa e che hanno gioito e lo fanno ancora oggi, malgrado per pochi secondi.
Tutto per un bacio...


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