12.2.19

Il muro più folle

Storie e Notizie N. 1637

C’è un inferno.
È qui, sulla terra.
Talvolta nella mente di alcuni.
Spesso nel vuoto di quest’ultima al riparo del cranio di pochi, i quali si prodigano nel rendere la vita difficile ai molti.
In questo inferno, posto in bella vista sulla superficie del più maltrattato pianeta del sistema solare, c’è un girone particolare, a dir poco eccentrico.
Anzi, letteralmente.
Difatti, in esso vi soggiorna a tempo indefinito uno strano tipo di dannati.
Trattasi di creature talmente prive di senno che il poco cervello rimasto si è vendicato col cuore per la propria solitudine, ferendolo a morte lì dove proverbialmente duole.
Ovvero, dove l’occhio guarda ossessivamente ciò che non esiste se non nel delirio di un folle, giustappunto.
Nel girone suddetto vi sono difatti riuniti i pazzi che hanno dedicato la loro stessa esistenza alla costruzione di muri ancor più dissennati di loro.
Allora seguitemi, assecondatemi quale improvvisato Virgilio, e come novelli Dante discendete con me sino all’anello più incosciente di questa immonda spirale.
Gli ospiti di quest’ultima costruiscono ciascuno un muro, ogni giorno. Si addormentano al tramonto convinti di aver terminato il proprio schizofrenico compito, ma all’indomani la parete è in pezzi e sono costretti a ricominciare da capo. E via così, per l’eternità.
Partendo dall’alto, nel cerchio più grande ci sono coloro che con il loro muro pretendono di impedire alla luce delle stelle cadenti di raggiungere lo sguardo dei sognatori più indomiti, a cui basta il lampo di un secondo per dedicare una vita intera alle proprie utopie.
Più sotto ci sono quelli che con il loro muro sono convinti di impedire a una madre di abbracciare suo figlio ogni volta che entrambi non desiderino altro dal comune destino.
Ancora più giù ci sono coloro i quali si illudono di porre un muro tra la coscienza civile e l’azione solidale delle persone di buona volontà, come se per costoro non fossero la stessa identica cosa.
Di seguito, subito in basso, vi sono quelli che credono che il proprio muro sia capace di arrestare la corsa dei cercatori di verità verso l’orizzonte che si son prefissati, ignorando che chi non si accontenta delle bugie, andrà avanti a oltranza, perché ama e rispetta tutte le domande giuste, anche se non avranno mai risposta.
In taluni casi, soprattutto per quello.
Poi c’è l’anello abitato da coloro i quali sono persuasi che il proprio muro renda cieco chi vede solo umanità, dove i loro sensi non sono più grado di distinguere ciò che è vivo da ciò che sta per nascere.
Quindi c’è l’anello dove alcuni si ergono con i loro stessi corpi per farsi muro tra le speranze degli ultimi del mondo e le seppur esigue possibilità che esse si realizzino.
Come se tali invisibili eppur insopprimibili aspirazioni fossero qualcosa di tangibile o addirittura imprigionabile.
E così via, anzi, giù, e ancora giù.
Da anello ad anello, sempre più piccolo, con la follia che cresce al diminuir della circonferenza, che stritola la ragione dei matti di turno sino al più dissennato di tutti.
Eccolo, guardatelo con me e compatitelo.



Il mentecatto che concentra ogni suo sforzo per costruire il muro più folle.
Quello che dovrebbe ostacolare il cammino delle genti che desiderano sopravvivere, o permettere ai propri stessi figli di avere una vita migliore della loro.
E sapete, tra le altre cose, perché è il muro più pazzo di tutti?
Perché da quando è apparso il primo uomo sulla terra, è quello che è stato abbattuto più volte e con maggior fragore...


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