9.11.18

Terrorismo o non terrorismo

Storie e Notizie N. 1615

Terrorismo o non terrorismo.
Questo è il moderno dilemma, altro che esistere o meno.
Se sia più ragionevole nella mente accettare senza dubbio le approssimative sentenze dei mass media, o approfondire i fatti tra un mare di strumentalizzazioni e, smontandole, porre loro fine.
Potrei andare avanti, peccando per l’ennesima volta di ingenua fiducia nel prossimo.
Ovvero, nel rispettoso popolo che si fa pubblico.
Magari, fosse così.
Avremmo innanzi a noi uno scenario infinitamente perfetto, se si potesse risolvere le cose con uno spettacolo teatrale, la cui forza rivelatrice si concentrasse nel monologo principale. Un assolo di parole vibranti che, come la compagnia errante nell’Amleto, fosse capace di far sobbalzare il re impostore, costringendolo a interrompere la messa in scena.

Allora andrei avanti, come mio solito.
Terrorismo o non terrorismo.
Un uomo entra in un locale vestito di nero, con in testa un berretto dello stesso colore.
È un terrorista?
No, forse sì, ma non è sufficiente l’abito per definire il gesto, e con lui il protagonista, rimaniamo in attesa.
Il giorno seguente, un altro uomo fa esplodere un auto.
È un atto terroristico?
Probabile, o no, tuttavia ci vuol ben altro per titolare prime pagine e inquietanti immagini a corredo, occorre pazienza.
Il primo ha con sé dei fumogeni e li accende per creare confusione tra i presenti.
È un terrorista, adesso?
Be’, in effetti, ma non possiamo ancora emettere sentenze definitive, aspettiamo.
Il secondo uccide una persona e ne accoltella gravemente due.
È terrorismo, ora?
Be’, guardando l’ormai virale video, parrebbe evidente, ma bisogna aspettare.
Il primo uccide prima una guardia all’ingresso e poi apre il fuoco su decine di giovani. In tutto ha assassinato dodici persone.
È terrorismo, dai…
No, aspettiamo.
Il secondo è stato colpito dagli agenti ed è poi deceduto in ospedale.
Era un terrorista?
Senza fretta.
Terrorismo o non terrorismo, l’atroce dubbio permane, ad alimentare crociate digitali o riempire l’archivio dei dissennati dal grilletto facile.
Pochi istanti, è il solito verdetto viene emesso.
L’uomo che ha tranciato vite innocenti con la sua Glock 45 legalmente registrata è un ex marine.
È terrorismo, quindi?
No, giacché gli psichiatri sono già stati inviati alla sua abitazione.
Non si sa il motivo del gesto, e in questo caso la follia scrive la parola fine meglio di chiunque.
E l’aggressione del secondo?
Si tratta di un immigrato somalo, fai tu.
È terrorismo?
Aspetta, che poi dicono che discriminiamo.
Allora?
Aspetta…
Quindi?
Ecco, è appena arrivata l’islamica rivendicazione, perciò, scrivi, ricorda, assimila.
Terrorismo e non terrorismo, basta solo aspettare che il solito equilibrio si ricomponga da sé.
A giustificar guerre e muri nel pigro cervello degli spettatori paganti.
Ah, se fosse sufficiente scrivere una storia, per puntare i fari una volta per tutte sulla posticcia sala e far saltare il menzognero palco.
Mi fermerei qui, e tornerei a raccontar di maschere, buio e luce.


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