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Ballarò via per Porta a Porta? Tanto Vespa e Floris sono uguali



Sono stanco di farmi prendere in giro da questa gente.
E quando dico questa gente non sto parlando solo di centro destra, Berlusconi e compagnia cantante.
Sono stufo di essere preso per i fondelli da tutti i signori che fanno parte di questo spettacolo.
Perché di questo si tratta, di una messa in scena, di una farsa costruita ad hoc per i gonzi, per i tifosi che decidono di schierarsi a destra o a sinistra.
E pure al centro, che adesso sta tornando di moda.
Adesso dite pure che sono un qualunquista, è storia vecchia, ho i capelli grigi e mi sono abituato anche a questo.
Vogliamo proprio dirla tutta?
Vogliamo parlare della polemica tra Brunetta che attacca il cinema italiano a Venezia e Placido, presente al Festival, che si offende e lo querela?
Chi ha ragione? Il “ministro di destra” o “l’artista intellettuale di sinistra”?
Con chi mi schiero?
Con nessuno dei due, perché sono stanco di essere preso per il culo.
Sono entrambi attori dello stesso spettacolo.
Il palcoscenico non cambia, è sempre lo stesso, quello italiano di oggi.
Quello dove chi non ha amici in alto, chi non vuole fare compromessi con i propri principi, chi è disposto anche a rimanere nell’anonimato se ciò significa difendere la propria integrità non arriva.
La produzione, chi caccia i soldi, colui che stipendia questi personaggi è sempre lui, tanto per Brunetta quanto per il film (Medusa) con cui Placido è andato al Festival.
Si è pure arrabbiato perché una giornalista gliene ha chiesto il conto…
Il colmo è quando l’artista intellettuale di sinistra del terzo millennio si permette di contraddire Pasolini per ciò che scrisse in questa poesia.
Parole profetiche, parole di un uomo che è morto per le sue idee, probabilmente assassinato.
Ma secondo voi, se Pasolini fosse vivo oggi, si farebbe produrre i film da Berlusconi?!
Perdonate questa lunga e accalorata premessa, vengo al punto di questo post.
Come tanti ho letto anch’io la notizia dello spostamento di Ballarò per "valorizzare un momento importante per il Paese", come ha spiegato il vicedirettore generale Antonio Marano.
Non ci vuole un genio, un esperto di politica, un intellettuale per comprendere che questo non è altro che un abuso di potere, uno schiaffo alla libertà di stampa e d’espressione allo stesso tempo.
Non è il primo e non sarà l’ultimo.
Tanti, troppi ne sono accaduti in Italia in questi anni, ancora prima della vicenda dell’editto bulgaro.
Eppure lo spettacolo va avanti.
L’eroico conduttore, Giovanni Floris, commenta impavido: "E' un atto immotivato ai miei occhi, non riesco a comprenderne le ragioni. Avremmo potuto trattare gli stessi temi dello speciale di Raiuno, non vedo il motivo di sostituirci".
Il prode direttore di rete, Paolo Ruffini, si lancia in una feroce invettiva: "Si tratta di una decisione presa contro il nostro parere".
Ma questo è solo l’inizio della riscossa: Pier Luigi Bersani ricorda l'appuntamento del 19 settembre per la libertà di informazione: "Meglio andare a discuterne in piazza del Popolo sabato prossimo".

Basta!
Basta con questa pagliacciata!
Se Floris e Ruffini fossero persone credibili e non parte integrante di questa vergognosa carnevalata si dimetterebbero.
Questo farebbe un uomo perbene, un intellettuale vero, di sinistra o di destra, non conta nulla.
Questo farebbe qualcuno che è veramente alternativo allo schifo che opprime il mio paese.
Altrimenti, è come accettare che vada così, vuol dire essere complici, ovvero attori recitanti battute del medesimo copione.
Questa è, a mio modesto parere, la realtà e lo scrivo qui.
Perché sono stanco di essere preso in giro da questi individui.
Da tutti.

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