Violenza femminile sulle donne…

Fu istituita esattamente dieci anni fa, nel dicembre del 1999 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, esortando governi e organizzazioni a promuovere iniziative a riguardo.
La scelta della data fu suggerita all’Onu nel 1981 da alcune attiviste, in seguito all’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi di Bogotà, in ricordo del giorno in cui furono uccise le tre sorelle Mirabal (1960), le quali erano impegnate contro il regime di Rafael Leónidas Trujillo, allora dittatore nella Repubblica Dominicana.
In Italia tale importante ricorrenza viene celebrata solo dal 2005.
Non è mai stato facile essere donna, nel nostro paese.
Nessuno meglio di una donna può raccontarlo, spiegarlo, motivarlo.
Ciò era vero nel 1999 come dieci anni dopo, ovvero oggi.
Ho letto in rete che qui da noi le iniziative per ricordare la suddetta giornata confluiranno in una manifestazione che avrà luogo questo sabato 28 novembre.
Sono andato sul sito ufficiale dell’evento e ho trovato uno slogan che mi ha fatto pensare:
Giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne.
Ripeto, solo una donna può parlare con autorevolezza di ciò che la riguarda personalmente, tuttavia, se secondo il World Economic Forum, nella classifica relativa alla distanza tra i due sessi in fatto di partecipazione alla vita politica ed economica, siamo al 72esimo posto, dopo il Vietnam e subito prima della Tanzania, a mio modesto parere credo che le cose siano piuttosto complesse, per non dire altro.
Primo, credo che qui da noi – probabilmente ovunque – non ci sia solo un problema di violenza fisica, ma anche psicologica, che va a colpire i sentimenti e le emozioni, la dignità e l’orgoglio.
Secondo, penso che nessuna donna dovrebbe sottovalutare la violenza femminile.
Quel tipo di violenza che molte donne fanno a se stesse.
Come quando sposano degli uomini perché credono ciecamente alle loro parole…



Come quando si illudono che manterranno le loro promesse…



Come quando non si accorgono di essere le uniche a meritare il podio…



E come quando dimenticano che alla fine sono sempre loro a pagare il prezzo più alto…



Se qui in Italia le donne iniziassero per prime a volersi bene sul serio, forse alcuni uomini capirebbero finalmente i propri enormi limiti.
Forse...

Storie e Notizie, lo spettacolo: domani, 26 Novembre 2009 a Roma.

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2 commenti:

  1. ALessandro, jamás pensé que en un país del primer mundo, aún se postergase a la mujer y no se la reconociese como corresponde. Nosotros tenemos serios problemas con la violencia familiar. Muchísimas mujeres son golpeadas o maltratadas psicológicamente y disminuídas en su valoración y es verdad que aún, en algunos sitios, perciben menos sueldo que los hombres a pesar de hacer el mismo trabajo. Nos consuela el tener una presidente mujer, lo que hace suponer que vamos por el camino de igualdad entre hombres y mujeres. No domino el idioma italiano, lo escribo con dificultad, pero no quería dejar de hacer este comentario, sabiendo que a través del traductor se puede comprender lo que he escrito.
    Saludo con todo afecto
    susy

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  2. Gracias por tu comentario, Susy. Véase, usted tiene una mujer presidenta. Este post se basa en mi convicción de que si esto sucedió en su país no es sólo para la concesión de los hombres...

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