Storie d'amore: il sogno della vedova

Storie e Notizie N. 1015

Pare che in Belgio, ad Anderlecht, una signora di 69 anni abbia vissuto per un anno con il cadavere del marito nel letto e il cane, anch’esso defunto, accanto al tavolo dove di solito consumava i pasti.
Una sorta di irrinunciabile prolungamento della vita coniugale, in barba al tempo che passa.
Leggo che la poveretta è stata condotta in un ospedale psichiatrico.
Eppure, come molti sanno, tra le pieghe della follia si nascondono talvolta meravigliosi intenti.
Sentimenti assurdi ed inammissibili emozioni.
Degni solo di piccoli storie…

Dormi, marito mio.
Dormi e riposa.
Sogna tranquillo, ma non troppo.
Si sa come fanno i sogni, lo sappiamo bene, tu ed io.
Sono come gli attori.
Talmente desiderosi d’applausi, sono capaci di tutto pur di mantenere il sipario aperto.

L’ultimo sogno, poi, è il più vanesio tra di essi.
Una trappola sotto forma di paradiso su misura per il protagonista di turno.
C’è tempo, amore mio.
C’è ancora tempo.
Un’eternità, dicono.
Ed io non sono ancora pronta per così tanto.

Sì, so bene quel che vuoi dirmi.
Non prendermi per folle anche tu.
Almeno tu.
So tutto.
E’ per questo che ho messo il mondo in pausa.
Quel che so mi basta.
Ed è così facile amare quel che ti è sufficiente.

Domani arriverà.
Non mi faccio illusioni, credimi.
Il domani arriva sempre.
Anche quando ti volti verso un giorno qualsiasi alle tue spalle.
Una foto rubata con astuzia.
Una lettera fortunata perché scritta senza pensare a come concluderla.
Un perfetto regalo frutto del caso.

Assecondami, compagno.
Amico.
Ovvero, gli occhi che hanno saputo guardare.
Dove non vedevo.
Non potevo.
E forse non volevo.
Proviamo a non morire.

E se non ci riusciamo, ne sarà valsa comunque la pena.
Vivere di follia.
Leggi pure amore senza fine.

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