Berlusconi e l’Arcivescovo de L’Aquila: politica dell’odio e dell’amore libero…



Ieri sera, mentre su Rai uno andava in scena lo spettacolino di Porta a Porta, mi sono rivisto un bel film di Totò, Il coraggio. Se non lo conoscete vi consiglio di rimediarlo.
Stamani, spulciando tra i giornali, leggo che durante la farsa di Vespa, a supporto del suo lavoro Berlusconi ha letto un messaggio a lui rivolto dall’Arcivescovo de L’Aquila, Giuseppe Molinari.
Eccone uno stralcio:
"Il Vangelo condanna chi chiacchiera e non fa fatti ma premia chi agisce concretamente. Io prego per lei e le auguro di poter continuare a fare del bene come sta facendo non solo a noi ma all'intera nazione. Gli aquilani sono stanchi della politica fatta di discussioni e di odio, che nulla ha a che fare con la democrazia".
Si potrebbero scrivere migliaia di post per obiettare a questa farneticante osservazione, tuttavia preferisco metterla a confronto con un’altra perla del vescovo.
Risale al 2007, quando si schierò apertamente contro i Dico:
"Se un comportamento contrario al Vangelo è risaputo, se tutti conoscono l'azione di un parlamentare contro la sacralità della famiglia, dargli la comunione diventa un vero scandalo", afferma l'arcivescovo in un'intervista a La Stampa. "Se io sacerdote so che quel parlamentare si dice cattolico, ma nella sua azione politica si comporta in un modo che è del tutto opposto al Vangelo, allora faccio bene a non dargli la comunione. Se non gliela negassi, l'eucarestia verrebbe tramutata in ostentazione e avallo dell'errore".
Io non sono credente, lo ripeto.
Ho una fottuta paura di morire e non esserci più.
Diciamo che sono uno speranzoso.
Ecco, io spero ci sia qualcosa dopo. Non mi interessa cosa, basta che si continui perché esistere mi piace.
Nonostante tutto, mi piace.
Tuttavia, mettiamo caso che dietro tutto questo casino ci sia veramente il dio dei cattolici, l’unico supremo principale di questo Molinari.
Probabilmente neanche lui ha visto Vespa ieri, ma immaginiamo che si sia seduto in poltrona per seguire il teatrino.
Secondo voi, cosa ha provato ascoltando le parole del vescovo dedicate al premier? E cosa si sarà detto ricordandosi il monito ai cattolici dello stesso sacerdote nel 2007, lui che avrà una memoria formidabile?
Non ne ho idea, ma so quello che ho pensato io.
Vescovo…
Il Vangelo condanna chi chiacchiera e non fa fatti ma premia chi agisce concretamente?
Tutto questo per 94 villette?
Vescovo, sto parlando con lei: secondo i dati della Protezione civile di agosto in Abruzzo ci sono ancora circa 49.000 sfollati, di cui quasi 20.000 ancora sotto una tenda.
Vergogna, Molinari!
Io prego per lei e le auguro di poter continuare a fare del bene come sta facendo non solo a noi ma all'intera nazione?
All’intera nazione?!
Vescovo, grazie al suo protetto siamo lo zimbello dell’intero pianeta!
Gli aquilani sono stanchi della politica fatta di discussioni e di odio, che nulla ha a che fare con la democrazia?
Caro Molinari, non solo gli aquilani ma tanti italiani (spero…) sono stanchi di essere presi per il culo dal premier e da gente come lei che persevera nel fargli da scendiletto.
D’altro canto, cosa mi sarei dovuto aspettare da uno che si erge a baluardo della sacralità della famiglia…
 


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Commenti

  1. Penso che quella specie di vescovo, quando creperà, potrà andare a trovare il suo amico PAPY nel girone in cui sono collocati i FARISEI, I LECCACULO e coloro che hanno sacrificato la propria DIGNITA' e RELIGIONE per qualche privilegio personale.
    D'altronde: PARES CUM PARIBUS FACILLIME CONGREGANTUR. come CERTI VESCOVI predicano la SACRALITA' della FAMIGLIA e poi violentano i RAGAZZINI, così il NANO predica la stessa SACRALITA' e poi, nella sua dimora ISTITUZIONALE, pagata da noi contribuenti, và a MIGNOTTE.

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