Agenda

Sabato 11 Novembre 2017 ore 19, Spettacolo teatrale e musicale in occasione dell'uscita del romanzo Carla senza di Noi, Graphofeel Edizioni, Libreria Teatro Tlon – Via F. Nansen 14, Roma - Ingresso libero. Per info e prenotazioni: libreriateatro@tlon.it - 06 45653446

Esecuzione sedia elettrica per moglie che vuole divorziare

Storie e Notizie N. 407

La Storia:

Mi chiamo Andrew Castle e sono stato condannato a dieci anni di prigione.
Ma andiamo per ordine.
E il miglior modo, fino a prova contraria, è ancora cominciare dall’inizio.
Ho 61 anni e sono un pensionato.
Sono stato contento di smettere di lavorare.
Provate voi a fare il commesso per tutta la vita e poi riparliamone.
Mi capite, vero?
E poi, la mia felicità io l’ho sempre trovata a casa.
Se ho una bella villa?
No, ma quale villa, intendevo dentro casa…
Sto parlando di mia moglie.
La mia adorata moglie.
Mi capite, giusto?
Un’adorata moglie, che dopo diciotto anni insieme, lo scorso autunno viene da me e mi fa: “Voglio il divorzio.”
Così, senza preamboli, nemmeno dopo essersi schiarita la voce.
Era lì, ferma in piedi sulla soglia del soggiorno, mentre di spalle cercavo di recuperare il telecomando finito sotto il cuscino del divano.
“Perché?” ho chiesto basito.
“Perché sei troppo controllante e prepotente!”
E se n’è andata dalla sua amica, quella Gladys.
Che botta.
Mi capite, non è così?
Mia moglie ed io siamo coetanei e ci conosciamo da molto prima di sposarci.
Eppure, quella strega di Gladys non ha mai smesso di spingerla lontano da me, perfino dopo le nozze.
Chissà come avrà gioito alla notizia, quella vecchia zitella.
Eh sì, perché lei è rimasta sola ed è anche per questo che ha sempre remato contro.
Tuttavia, non era certo lei in cima ai miei pensieri in quel difficile momento.
Mi capite, no?
Da quel giorno, mia moglie ed io abbiamo continuato a vivere insieme nella casa che avevamo preso sulla costa, a Knott End-on-Sea, nel Lancashire.
Conoscete Knott End-on-Sea? E’ una località perfetta per due innamorati sul viale del tramonto.
Per due, sì.
Ma per uno…
Per uno che ha puntato ogni tipo di felicità sulla presenza al proprio fianco di una moglie, solo la dipartita anticipata di quest’ultima può dare un senso all’improvvisa solitudine.
Un senso immensamente tragico, siamo d’accordo, ma è un senso.
L’unico.
Capite ciò che dico, non è vero?
Da quando ho preso la decisione di darglielo io quel senso, in assenza dell’intervento del cielo, non ho fatto altro che pensare a quale fosse il modo migliore per trovare pace.
Per trovarla e darla, soprattutto.
A mia moglie, intendo.
Tanto ormai mi capite, no?
Ed è a natale che mi è venuta in mente la sedia.
La sedia!
Sta sempre seduta, mia moglie.
Anche quando lavorava come impiegata alle poste.
Seduta anche lì.
Quando ci incontravamo a cena, la sera.
Seduta, di fronte a me.
Sul divano davanti alla tv.
Seduta, al mio fianco.
Ci mancava che dormisse pure, seduta.
Solo quando mi disse del divorzio lo fece in piedi.
Forse non fu un caso.
O magari sì.
Tanto ci avrei pensato io a rimettere il suo destino sulla strada maestra.
Erano i primi di marzo.
Avevo pensato a tutto.
La sedia di metallo comprata su ebay.
Il metallo è un ottimo conduttore, soprattutto l’alluminio.
E di cosa era fatta principalmente la mia sedia?
Domanda retorica, lo so.
“Facciamo due chiacchiere in garage?” dissi a mia moglie.
“In garage?” fece lei. “Perché proprio in garage?”
“Perché era l’unico posto dove potevo collegare la sedia alla corrente senza che tu scorgessi il filo…” avrei potuto rispondere, ma in quel caso mi avrebbe scoperto.
Mi capite?
“Perché così posso fumare il sigaro senza lasciare il puzzo in casa…” risposi invece, come previsto dal mio piano.
“Da quando fumi il sigaro?” domandò lei sospettosa.
“Da oggi”, risposi con un largo sorriso.
Finalmente si mosse.
Io la precedetti e la feci accomodare sulla sedia.
“Vado a prendere i sigari…” le dissi muovendomi alle sue spalle.
Quindi agguantai il manganello di gomma che avevo sistemato sullo scaffale degli attrezzi.
Anche quello lo avevo comprato su ebay.
Stesso venditore.
Magari li aveva usati entrambi per lo stesso scopo, chi può dirlo?
Il mio disegno criminale era semplice ma efficace, almeno nelle intenzioni.
Il difficile, dal mio punto di vista, era farla sedere e ci ero riuscito.
Botta in testa con lo sfollagente, inserire la spina e 230 volts nel corpo di mia moglie.
Mia moglie per sempre, da quell’attimo.
Cosa non ha funzionato?
E’ che si è voltata!
Ero lì, pronto a calarle sul capo la mazzata decisiva e quella si è voltata.
Ed è scappata urlando.
A quel punto nel mio personale romanzo dal titolo sposi per la vita vi era un solo possibile capitolo successivo: via lei o via io.
Capite?
No, perché io è in quel momento che ho veramente capito!
La sedia non era per lei, ma per me.
E senza il bisogno del manganello, per giunta.
Mi sono accomodato, ho preso la spina e ho chiuso gli occhi.
E… zot!
Avete presente quando c’è un corto e va via la corrente?
Così mi trovo qui, in cella, condannato per tentato omicidio.
Dieci anni.
Dieci anni e potrò finalmente scrivere la parola fine a questa storia.
La storia con mia moglie.
Mi capite?
Via io.
O via lei…

La Notizia: Dal Daily Mail, Pensionato costruisce sedia elettrica per uccidere la moglie.

Storie e Notizie: storie, frutto della mia fantasia, ispiratemi da notizie dei media.



Condividi questo articolo:
Condividi su FacebookCondividi su OKNotizieCondividi su TwitterCondividi su FriendfeedCondividi su Google

Commenti