Storie di animali: il cane cosa ha imparato

Storie e Notizie N. 1056

Mi chiamo Colonel e sono uno di quelli che di solito vengono chiamati cani da guerra.
Ora sono un ostaggio, prigioniero dei miei nemici.
Miei nemici...
Giusto per chiarezza, i Talebani, qui in Afghanistan, non sono miei nemici.
Sono i nemici dei miei padroni.
Ex padroni, sempre per la precisione.
Quindi, ad onor del vero, mi trovo nelle mani dei nemici dei miei ex padroni.
Perciò, fino ad un attimo prima della mia cattura, io ero un cane da guerra che combatteva contro i nemici dei miei padroni di allora.
Mentre, adesso, i miei attuali padroni mi tengono prigioniero e ci tengono particolarmente a mostrarmi con orgoglio ai loro nemici, che poi sono i miei ex padroni.
Col senno di poi, allora, torno indietro nel tempo.
Eccomi lì, all’addestramento, agli inizi della mia carriera.
No, ancora prima.
Un cane, solo un cane.
Niente di più, d’accordo.
Non un cane poliziotto o un cane da salotto, neanche un cane da tartufi o un cane da riporto, neppure un cane per ciechi o un cane da caccia.
Un cane, un cane e basta.
Niente di meno, sia ben chiaro.
E all’improvviso, ecco che arriva la benedizione, ovvero la funzione aggiuntiva, il merito di servire gli umani, un’eccezionale elevazione al rango superiore di animale utile a più evoluti scopi.
Umani.
Un cane da guerra.
Vuoi mettere?
Saper scovare bombe e ordigni vari, salvare vite, proteggere i buoni dai cattivi, lottare per la democrazia e la pace.
Umana.
No, perché la pace canina è un dato di fatto, è una condizione dell’esistere, diciamola tutta.
Non la chiamiamo neanche pace, ecco.
Siamo qui, abbaiamo, ci annusiamo, si mangia e si fa all’amore, qualche pulce e poco altro.
Che volete farci, bestie siamo.
Non umani.
Neppure disumani, che vuol dire altro, lo so.
Eppure come ero contento, allora, quando finalmente mi ero guadagnato sul campo la comprovante aggettivazione.
Da guerra.
Finalmente anch’io ero un cane da qualcosa.
Sempre col senno di poi, chissà se esistono anche i cani da pace.
Ho come l’impressione che abbiano vita più agevole, ma forse mi sbaglio.
Non ho mica tutto questo cervello.
Umano.
Tuttavia, una cosa l’ho capita e mi rivolgo a voi, ora, chiunque voi siate, cani o quant’altro.
Cercate di far di tutto per rimanere quello che siete.
Umani o bestie.
Non fatevi ingannare dalle parole.
Soprattutto per ritrovarvi un giorno a pagarne le conseguenze scoprendo di non aver capito nulla di quel che è stata la vostra vita sino a quel momento.

Leggi altre storie di animali.
 


Altre da leggere:

Nessun commento:

Posta un commento