Spettacolo narrazione a Roma stasera

C’erano una volta.
Tutte iniziano allo stesso modo e forse è questo che ti spaventa, giusto?
Quanti viaggi in treno, quanti film al cinema, quante ultime pagine e quanti titoli di giornale, quante amorevoli storie nell’artificiale firmamento dei noti.
A quanti e mai abbastanza troppi finali hai assistito dipinti sempre con quei due odiosi colori.
Amarezza e disincanto.
Perché tali sono le due uniche dimensioni della realtà.
Il 3D è roba da bambini.
Eppure ecco immancabile il no, noi no.
In quanti l’hanno pensato e non detto.
Noi no.
Ebbene, ti giuro che per noi sarà diverso.
Chiudi gli occhi e cammina.
Solleva con prudenza la carta del regalo e sbircia solo un attimo.
Guarda.
Guarda e non dimenticare.
Quella è una donna che sorride a tal punto da arrendersi.
E ridere.
Nelle mattine che tutto promettono fuorché sollievo.
Nei pomeriggi inutili perché privi di senso, fatto salvo del preludio a sere ancor più banali.
Più che mai in quell’attimo prima di mettere in pausa la vita e abbandonarsi al buio di una notte troppo breve.
Ovunque si trovi tra tali imbarazzi dell’esistere, ella riderà.
Con me.
Osserva, osserva ancora quella donna.
Emozioni, sì.
Tutto il pentagramma, le eccezioni e i contrappunti, le chiavi del sol e di ogni altra via per toccare entrambe, pancia e cuore.
Toccare è ovviamente un esitante eufemismo.
Non sia mai che la paura se ne approfitti, il peggior compagno per la suddetta compagnia danzante.
Perché di questo si tratta e lo sai bene.
Gioia dritta sulle punte, dolore volteggiante in un balzo e rabbia roteando le braccia, questa è la coreografia che attende.
Lei che ballerà.
Ancora un occhio, coraggio.
E ammira la donna che questo mostrerà più di ogni altra cosa.
Il coraggio di camminare a testa alta nel giorno dell’orgoglio.
E il coraggio di farlo altrettanto in quello della vergogna.
Il coraggio di dirla tutta a costo di bruciarsi la lingua.
E il coraggio di ascoltarla al costo di bruciarsi tutto il resto.
Il coraggio di andare lì dove non è permesso andare.
E il coraggio di tornarci quando ormai non ci va più nessuno.
Il coraggio di guardare quella donna.
E il coraggio di accettarla come si fa con lo specchio al mattino.
Sì, sono io.
Questo è quel che ho.
E quel che avrò...

Tratto da Gli asini volano di nuovo, oggi alle 21 al Teatro Planet, Via Crema 14, La diversità delle favole, VIII Edizione Rassegna di teatro narrazione

NOTA: Il blog e anche il canale video vanno in pausa, tra il riflessivo e il riposante.
A presto, spero.

E a chi ci sarà, a stasera!
 


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