Tsunami Samoa e Tifone Ketsana: morti di serie A e di serie B



D’accordo, è una banalità, lo ammetto.
E’ evidente che mentre per la morte i defunti sono tutti uguali, per la società degli uomini non è affatto così.
Tuttavia, può risultare interessante verificare come tali ovvietà si confermino nonostante l’evoluzione tecnologica avanzi.
Due notizie, riguardanti altrettante calamità atmosferiche, sono diffuse in questo momento dalle agenzie di stampa.
In ordine casuale, la prima riguarda lo Tsunami che ha colpito le isole Samoa statunitensi.
Si parla di 130 morti.
Obama ha dichiarato lo stato di disastro e ha ordinato subito l’invio di soccorsi nell'area che, come già detto, è territorio Usa.
La seconda notizia è relativa al dramma che il tifone Ketsana sta provocando nelle Filippine. La violenta tempesta tropicale e la tremenda alluvione che ad essa è seguita – si parla della più terribile degli ultimi 40 anni – ha portato finora conseguenze devastanti: 240 morti e mezzo milione di sfollati.
Adesso è il Vietnam a tremare e già 100 mila persone sono state evacuate.
Sono entrambi delle tristi tragedie che meritano il nostro rispetto, considerazione e – nella misura che decidiamo – umana solidarietà.
Nondimeno, qualsiasi evento, a prescindere della sua gravità, ottiene attenzione in base alla qualità e alla quantità di riflettori che lo illuminano.
Provate ora a cercare su Google, con restrizione all’ultima settimana, le parole chiave Tifone Ketsana e Tsunami Samoa.
In questo istante, alle 9.21, il primo non raggiunge i 350 mila risultati, mentre il secondo supera facilmente i 25 milioni.
Sempre in questo momento, lo Tsunami è in cima alle notizie più lette su Google News, dove non c’è alcuna traccia del tifone nelle Filippine.
Andate sul sito dell’Ansa e in tutte le maggiori agenzie di stampa, controllate le prime pagine sul web dei quotidiani nostrani, come il Corriere della sera, La Stampa o Repubblica.
In alcuni, la notizia del tifone è addirittura scomparsa…

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1 commento:

  1. Credo che questa non sia assolutamente una novità. Sfortunatamente, i riflettori vengono accesi laddove l'america punta il dito ormai da decenni. Per questo credo siano fondamentali gli strumenti alternativi (per citarne alcuni, blogs ,facebook, twitter) a quelli che utilizzano le grandi agenzie di stampa, mezzi attraverso i quali, ognuno di noi può diffondere le notizie che riguardano tutto il resto del mondo che l'America decide di snobbare.

    Vanessa

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