E’ questo il costo della democrazia?


Karzai vicino al trionfo
, titola oggi l’Ansa. Il lento spoglio dei voti delle elezioni presidenziali afghane del mese scorso ha spinto il capo di Stato uscente Hamid Karzai ormai ad un passo (48,6%) dalla vittoria già al primo turno.
L’ormai scontata notizia sarà sicuramente celebrata sui media come il segno dell’inizio della democrazia, finalmente benedetto da moderne e legali elezioni.
Una vittoria della società occidentale contro il barbaro terrorismo che ci minaccia tutti.
Mettiamo pure che sia così, che tale ingenua quanto ipocrita interpretazione sia la più vicina alla verità.
Qual è il prezzo pagato dagli afgani per questo impagabile dono?
Solo la settimana scorsa, secondo un organizzazione non governativa nel paese, un attacco della Nato ha provocato la morte di ben 60 persone (Reuters).
Dall’inizio dell’attuale conflitto, ovvero dal 2001 ad oggi, sono decedute migliaia di civili, il cui numero non possiede ancora una stima ufficiale. Unendo però i dati forniti dalle varie organizzazioni umanitarie che lavorano nel paese, si parla di una cifra che oscilla tra gli 11.000 e i 31.000 morti circa.
Senza aggiungere gli scomparsi tra le forze armate, è questo il costo della democrazia?


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