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Assassini e alleati

Storie e Notizie N. 2315 Questa storia vorrei raccontartela così. È il 15 novembre del 2025. Immagina di essere madre e di trovarti in strada a un passo dalla tua casa. Al sicuro sulla carta, quindi, ovvero nei pressi del luogo che consideri rifugio e spazio condiviso con affetti unici e preziosa memoria. Con te ci sono i tuoi figli e allora, nonostante le rassicurazioni del caso, i tuoi occhi e ogni senso non sono semplicemente in allerta: vigilano febbrilmente consci delle insidie presenti ovunque a ogni latitudine. Perché sei madre e perché sei donna, e a causa delle storture del mondo fai fatica ad abbassare la guardia. Nondimeno, dopo aver controllato a destra e a manca, rigorosamente alle spalle e innanzi a te, ti ritrovi vulnerabile dinanzi all’unico riferimento al quale di norma ti affidi come ultima spiaggia, se non la prima. Il cielo, già. E quando ti ritrovi a dover temere soprattutto quest’ultimo vuol dire che la vita si è fatta tragicamente difficile. Il mostro aggredisce...

La guerra la forza dei numeri e il gioco giusto

Storie e Notizie N. 2292 Rieccomi a bordo, più agguerrito che mai. Anzi, no, ma che dico? Tutto il contrario, altrimenti sarei davvero incoerente e questa spero sia una delle novità che mi mancava. A proposito di coerenza, leggo che Trump cambierà il nome del dipartimento della Difesa in dipartimento della Guerra . Questo dimostra ciò che penso da un bel po’: quelli , gli altri , hanno una strada più semplice davanti. I capitalisti e i guerrafondai hanno concetti facili in testa, tra tutti: occupare , conquistare , massacrare e rubare tutto ciò che possono, oppure non farlo, il che non è previsto. In un’era dove l’informatica ormai condiziona l’evoluzione del mondo con la sua natura binaria , costoro dimezzano le possibilità agevolandosi ulteriormente il compito. La variabile è una sola e se ci pensate è sempre stata la stessa, quella sopra citata. A parte il nostro governo con tutti gli storici servilismi e giravolte semantiche per restare sempre dalla parte del bullo più bullo nel ...

Guerra e terremoto questione di punti di vista

Storie e Notizie N. 2109 Spesso e volentieri, io per primo, ci si azzuffa a causa delle diverse angolazioni da cui osserviamo le più varie questioni, sia quelle che ci toccano da vicino che le altre, che a loro volta riguardano direttamente persone le cui tragedie non riusciamo o addirittura possiamo immaginare. Per esempio, guerra o pace, unirsi alla pugna o restare a guardare, inviare le armi o solo i medicinali, oppure neanche questi ultimi. Al contempo, resto convinto che allorché proviamo a far nostri i punti di vista di coloro che pagano il prezzo più alto, ma sul serio, fino in fondo, dividerci o perfino scontrarci può risultare assai più difficile. A tal proposito, non posso fare a meno di allargare lo sguardo sugli abitanti di una porzione del mappamondo in questo momento particolarmente funestata da eventi differenti ma quasi ugualmente tragici. Di mezzo, a separare destini di questi tempi passati alla cronaca più che per disgrazie che buona sorte, vi è ancora una volta l’ac...

Il reale significato dell’equidistanza da ogni guerra

Storie e Notizie N. 2014 Guarda e ascolta tramite podcast su Youtube Ascolta tramite podcast su Spotify Malgrado finora abbia trascorso la maggior parte della mia vita tra le parole, non mi dovrebbe sorprendere che siano proprio queste ultime a ricordarmi che paradossalmente all’università ho preso una laurea ricolma di numeri e logica . Indi per cui, quando sento pronunciare termini che in passato ho studiato e utilizzato più volte per superare esami che nulla hanno a che vedere con la scrittura o il teatro, mi ritrovo ancora una volta sdoppiato tra ragione e immaginazione . Consideriamo per esempio un vocabolo divenuto improvvisamente di tendenza a causa della recente invasione in Ucraina da parte della Russia: equidistanza . La ragione, giustappunto, assieme alla Treccani me ne suggerisce il principale significato : la proprietà o condizione di essere equidistante – ovvero ugualmente distante - sia di due o più punti da altro punto di riferimento comune . L’esempio più citato è ...

Il Mali per esempio

Storie e Notizie N. 2011 Prendi il Mali per esempio. È una nazione in prevalenza desertica situata in Africa occidentale che non ha sbocchi sul mare e confina a nord con l’Algeria, a est con Niger e Burkina Faso e a ovest con Mauritania e Guinea. Immagina ora di essere sin dagli albori un abitante di siffatta terra arida e dal clima torrido, ovvero dalla preistoria , circa due milioni e mezzo di anni fa , e di avere lo speciale dono – o maledizione – di sconfiggere la morte e il conseguente oblio; di non poter essere frainteso, manipolato o cancellato dal racconto vincitore che si fa Storia e di poter assistere agli umani eventi nei secoli dei secoli come un silente spettatore. Indi per cui eri lì sin dall’inizio e ci sei ancora oggi, allorché il tuo paese si gode l’amara attenzione delle prime pagine per le ragioni peggiori. C’eri nel 10.000 avanti Cristo quando il Sahara era fertile e ricco di fauna selvatica ed eri presente anche quando migliaia di anni dopo i popoli Mande cost...

Promemoria per la prossima Ucraina

Storie e Notizie N. 1995 Guarda e ascolta tramite podcast Putin ha già perso questa guerra , voglio crederti sulla parola, caro Yuval Noah Harari , lo voglio per la stima che provo per la tua autorevolezza in qualità di storico, ma anche perché mi piace l’idea di vedere finalmente sconfitto colui che da tempi non sospetti incarna il ruolo del cattivo della storia. Nondimeno, sappiamo tutti oramai che ciò che viviamo come specie è una sorta di ennesimo sequel o, ahinoi, remake di capitoli altrettanto orribili. E ogni qual volta si ripetono dimostriamo puntualmente – sempre come specie – di non aver compreso a dovere la morale delle puntate precedenti. In una parola, il passato . Forse, capita soprattutto perché tra le altre cose non abbiamo imparato a ragionare come specie , giustappunto, e qualora ci ritroviamo più o meno spettatori , testimoni o addirittura protagonisti della tragedia girata in diretta molti tra noi finiscono per pronunciare le solite frasi, spesso sotto forma di r...

Di mattoni e guerre

Storie e Notizie N. 1664 È guerra . E guerra sia. Ovvero, c’è guerra , ancora. Perché se ne parla di nuovo. Ma questo non vuol dire che non ci fosse anche prima. Perché la pace ha un prezzo. Così il silenzio dei giornali e dei parlamenti di questo mondo. E, mi dispiace, si chiama ancora guerra . Allora, andiamo via, ma solo per tornare, lo prometto. Magari con il cuore più leggero, sebbene colmato sino all’orlo, e gli occhi meno chiusi. C’era una volta, perciò, due bambini. Perché di questo si tratta. Di un eterno e instancabile gioco da ragazzi , ma con regole serissime e conseguenze spesso tragiche. È un passatempo particolare, però, giacché il tempo lo ferma, invece che agevolarne il corso, finendo per intrappolare le lancette dell’umano orologio facendo lo stesso con le ali che avremmo potuto spiegare, se solo avessimo creduto al sogno di Icaro. È un gioco di mattoni . O mattoncini, se preferite. Cemento, argilla o plastica non fa differenza, malgrado quest’ultima po...

Storie di donne e di parole censurate in Spagna

Storie e Notizie N. 1435 In questi giorni la città di Madrid ha deciso di commemorare una generazione perduta di scrittrici, artiste, scienziate e pensatrici messe a tacere dal governo di Franco. Questa è una storia tutta al femminile… Una storia fatta di frasi e parole, come tutte le altre, sia chiaro. Ma dove nulla è lasciato al caso. Perché quando il genere conta sul serio, ovvero laddove sia motivo di odio e repressione, le lettere son tutte maiuscole, le vocali si fanno assordanti e le consonanti mordono a vista. La sintassi brilla di luce propria e il senso del racconto prende vita. Di femminile energia. Dello stesso genere di ogni parola, quindi. Che da sola vale il prezzo della strofa. Giammai il verso. Bensì frammento di canzone priva del solito, inutile ritornello, a sollevare gli animi e far canticchiare le orecchie facili. La musica è conseguenza di una magia ostinata, senza trucco e asso nella manica, che proprio quando sembra morire del tutto, inarca il sopracciglio e ti ...

Storie sui diritti umani: C’è stata un’esplosione

Storie e Notizie N. 1337 C’è stata un’esplosione. Un botto forte, non puoi non averlo ascoltato. Se ne sente tutt’ora l’eco e non ho idea per quanto ancora viaggeranno le onde provocate dall’ennesimo vuoto. Ma non sono come quelle dei sassolini lanciati in acqua o, peggio, degli tsunami che fanno notizia solo laddove il telo da mare era firmato. Sono vibrazioni che cercano, disperatamente cercano casa. Memoria, parole. Al meglio, normale empatia. E’ per questo che le senti ancora, se presti quel sottovalutato tipo di orecchio che sporge dal cuore. Perché casa, memoria, parole, normale empatia, non l’hanno mai trovata. C’è stata un’esplosione, ti dico. E, visto che spesso è ciò che ti interessa di più, ci sono i morti. I feriti. E i dispersi. Tutto l’abituale racconto, ovvero il libro che ne esce fuori allorché lo scrittore si chiami morte e l’editore, be’… l’editore siamo noi. Malgrado convinti di non esser più che impotenti lettori. Ho pure le foto, se desideri. E...

Il terrorismo e le vittime del giorno dopo

Storie e Notizie N. 1292 C’erano una volta gli attentati . Il terrorismo e le stragi . C’erano una volta gli assassini , o comunque tu preferisca chiamarli. Per giustificar la paura e l’odio. Bisogni, interessi e tutto quel che non confideresti neanche a tua madre. E poi ci sono loro. Le vedi, non puoi fare a meno di guardarle, le vittime . Soprattutto quelle che devono necessariamente. Esser viste. Finché la notte cali. Potrà capitare domani, il dì seguente, il successivo e alla fine arriva. Il maledetto giorno dopo. Il tempo delle altre . Le nuove vittime, diverse, quasi invisibili a occhio denudato. Di tempo e umanità. Così, a disordinata cascata, ci sono le vittime perché assomigliavano ai cattivi . E le vittime perché cercavamo i cattivi , ma che vuoi farci, abbiamo trovato loro . Ci sono le vittime sopravvissute alle vendette del giorno dopo della strage di prima . Perché no. Non ci eravamo affatto dimenticati di loro . Ci sono le vittime della pace donata...

Bruciato vivo: possiamo ricominciare?

Storie e Notizie N. 1186  La recente vicenda del pilota bruciato vivo e la conseguente impiccagione dei prigionieri del governo giordano mi fa venire voglia di essere altro. Tutto fuorché un umano. E da lì, ascoltare il racconto, guardare la scena, osservare il dramma. Come un semplice spettatore. Silenzioso… Ecco, ora sono l’ossigeno. Che brucia con l’uomo. Ma non muore, perché non era vivo neanche prima. Si può esistere senza per questo vivere. Senza soffrire per una ragione valida. O per inammissibile ottusità. Sono la corda che stringe e ruba il respiro. E sono anche altro ossigeno, stavolta imprigionato all’esterno delle labbra assetate. Uccise. Sono le sbarre delle prigioni, da una parte all’altra degli schieramenti, di equa efficacia, di equa compassione. Di equa incredulità, più di ogni altra cosa. Sono le parole sparse con parsimonia sulle ferite mai sopite del tutto, cucinate ad arte dagli chef meno sospettabili. Indiziati innominati quanto sono ...

Pakistan bambina contro i droni: lettera dal basso

Storie e Notizie N. 1099 La gigantografia di una bambina pakistana, ovvero quel che resta di una delle molte famiglie distrutte dai droni statunitensi. E’ il progetto Notabugsplat , un gruppo di artisti internazionali, per arrestare i messaggeri delle cosiddette bombe intelligenti. Ma non solo… Caro drone, alt a te. Stop, fermati. Fermo dove sei. Ma non tornare indietro. Non ti sto cacciando, non potrei neanche se lo volessi. Perché sono immensamente piccola. Nonostante le apparenze. Ti ho visto arrivare, ti ho sentito da lontano. Non credere che tu sia così invisibile. L’ingenuità andava bene per il primo della fila. Oramai, non v’è alcunché di nuovo. In quell’odioso spostamento d’aria. Quella terribile inaspettata ombra. E quel sibilo, quel doloroso sibilo. Perché è il fischio che fa male, non la bomba. Il primo lo senti, la seconda spegne tutto in una frazione di secondo. E’ l’attesa che uccide davvero, mentre il resto si limita a seppellire tutto. Troppo....

Robocop Google Glass: occhi di Tarana sono meglio

Storie e Notizie N. 1078 Cari soldati, mi chiamo Tarana e ho saputo che ora avrete anche i Q Warrior , gli occhiali smart con la realtà aumentata , i Google Glass militari, che vi renderanno dei Glassoldiers . Non ho compreso perfettamente a cosa serva davvero tutto questo, ma mi pare che grazie a questa portentosa coppia di lenti potrete vedere di più . E meglio . Giusto per sapere, ma spenderete del denaro per costruire questa roba? No, perché se vi interessa, dati i tempi di crisi, potrei farvi risparmiare la spesa. Sempre se quel che vi preme maggiormente sia vedere di più. E soprattutto meglio. Allora, se mi concedete un secondo, posso offrirvi due alternative. Vedere è un valore, è indubbio. Vedere le cose come effettivamente sono lo è oltremodo. Credo rappresenti il massimo laddove si desideri vedere di più. E quindi meglio. Ma allora eccomi, sono qui per voi. Io ho visto. Più di ogni altra persona, visto che sono lì ancora adesso. Anche se spesso il vedere m...

Amnesty droni USA crimini di guerra: morte ingorda

Storie e Notizie N. 996 Nel rapporto “Sarò io il prossimo?” ( Will I be the next ), Amnesty International accusa gli Stati Uniti di compiere, durante i propri raid con i droni in paesi come il Pakistan, degli atti equiparabili a crimini di guerra, illegali e ingiustificati. Le ultime due vittime civili pare siano un ragazzo di 14 anni e una donna di 68. Da qualche parte, probabilmente solo nella mia immaginazione, i due commentano la notizia. “Crimine di guerra”, osserva il giovane, “hai sentito? Siamo morti per un crimine di guerra.” “Davvero”, fa la donna, “ero convinta che fosse stato quell’aereo invisibile…” “Il drone?” “Sì, il drone.” “Ma il drone mica parte da solo, eh? Qualcuno l’ha mandato.” “Lo so, gli americani. E loro che dicono?” “Che non è un crimine di guerra, perché le morti civili sono… come le chiamano in inglese? Civilian Casualties .” “Traduci.” “Morti civili. Dicevo, gli Usa, dato che secondo loro i droni sono un’ottima arma per scovare i terrorist...

Muro del pianto guardia uccide ebreo: se Dio non esistesse

Storie e Notizie N. 953 A Gerusalemme, presso il Muro del pianto, un agente di sicurezza ha sparato a un israeliano e lo ha ucciso, dopo averlo probabilmente scambiato per un possibile attentatore palestinese. La causa dell’errore? La vittima, prima di essere colpito a morte, aveva gridato Allah akbar , ovvero Dio è il più grande . Se Dio non esistesse. Se Dio non esistesse, ora non ci sarebbe un cadavere reo di aver gridato le parole sbagliate nel luogo giusto. Sì, giusto, infinitamente giusto, perché se non puoi gridare Dio è il più grande dove da tempo immemore la gente arriva da ogni parte del mondo per pregare, ditemi voi in quale altro luogo è più adatto. Giusto. D’altra parte, se Dio non esistesse non ci sarebbe alcun luogo in cui pregare. Di certo non per pregare Dio. Ma allora a chi invieremmo le nostre suppliche? Quale entità superiore invocheremmo nei momenti difficili? E contro chi imprecheremmo nei medesimi attimi bui? Probabilmente potremo affidarci so...

Afghanistan ritiro truppe Italiane 2013: eroi e vittime

Storie e Notizie N. 946 In pochi giorni, siamo passati dalla notizia di un possibile ritiro del nostro esercito dalla guerra in Afghanistan a quella della conferma ufficiale dell’impegno bellico nostrano nel discorso del Ministro della Difesa Mario Mauro alla Camera: “L’intendimento del Governo è di proseguire la partecipazione alla missione Isaf in Afghanistan, concludendola secondo i tempi stabiliti nel 2014”. Sarò di parte, ma ho l’impressione che il problema sia sempre nelle parole. Ministro della Difesa , è questo che non va, è la parola difesa che condiziona, limita, chiude ogni possibilità ad un’alternativa, una reale alternativa. Perché l’azione di chi difende è, o almeno dovrebbe essere, sempre una risposta al suo oppositore naturale, colui che offende. Costui, poi, si ribella perché afferma di non aver iniziato per primo a colpire. Sono io che mi difendo da voi, sostiene il più delle volte e in alcuni casi perfino con argomenti più che validi. E intanto la guerra ...

Genocidio significato parola: storia un milione di ossa

Storie e Notizie N. 944 Dal sito ufficiale del progetto: Un milione di ossa è un’iniziativa a larga scala di arti sociali, che unisce istruzione, attività manuali e installazioni pubbliche per aumentare la consapevolezza sui continui genocidi e sulle atrocità di massa che hanno luogo in posti come il Sudan, la zona meridionale di quest’ultimo, la Repubblica Democratica del Congo, la Somalia e la Birmania. Negli ultimi tre anni abbiamo raccolto un milione di ossa fatte a mano per una mostra evento di tre giorni sul prato del National Mall a Washington, DC, dall’8 al 10 Giugno del 2013. L'installazione sarà presente come uno spazio di coscienza collettiva, allo scopo onorare le vittime e i sopravvissuti, e servirà anche come una petizione visiva contro i conflitti in corso. Ed ecco la mia storia... Siamo uguali, noi e voi. Tutto ci accomuna e tutto ci differenzia. Nel mezzo la storia. Siamo lo scheletro del mondo che fu. Non di tutto quel che è stato, solo una parte, ma...