Berlusconi vs toghe rosse e l'Istat...



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Da un lato Berlusconi e i suoi ministri straparlano di terribili toghe rosse, geniali riforme dell’università, preziosi mediatori civili e prioritari rifinanziamenti delle missioni all’estero e dall’altro l’Istat pubblica dati a dir poco preoccupanti.

Le chiacchiere del governo:
Il Ministro dell'economia Tremonti elogia la geniale riforma dell'Università della Gelmini, la quale raggiante annuncia il suo imminente matrimonio.
Quest'ultima è una notizia fondamentale che aspettavamo tutti con ansia.

Il ministro della giustizia Alfano presenta con orgoglio l'introduzione del prezioso mediatore civile per risolvere questioni su contratti bancari assicurativi ma anche quelle inaccettabili liti condominiali.
Un grido di sincero giubilo viene esclamato all'unisono dagli amministratori di tutta Italia.

Il ministro Ignazio La Russa annuncia fiero l'approvazione dell'ultimo decreto legge sul prioritario finanziamento delle nostre indispensabili missioni di pace.
Da oggi dormiamo tutti più sicuri.

Dulcis in fundo Silvio Berlusconi trova il tempo di telefonare a Ballarò perché, a suo dire, è a letto malato, altrimenti avrebbe lavorato e denuncia per l'ennesima volta la situazione italiana, unica in tutto il mondo occidentale, tra giudici e pm comunisti, e la tv pubblica con una prevalenza assoluta di giornalisti e di programmi di sinistra.

E intanto l’Istat presenta il conto:
Nel secondo trimestre di quest'anno il reddito lordo disponibile delle famiglie è diminuito dell'1% in valori correnti rispetto al trimestre precedente, con una perdita in termini assoluti di 11 miliardi. Nel periodo luglio 2008-giugno 2009, il potere di acquisto delle famiglie (cioè il reddito disponibile delle famiglie in termini reali) è diminuito dell'1% rispetto al trimestre precedente (aprile 2008-marzo 2009) e dell'1,2% rispetto a quello corrispondente (luglio 2007-giugno 2008) (dati).

Nel mese di agosto 2009, sulla base degli elementi finora disponibili, l’indice del valore del totale delle vendite al dettaglio ha segnato una variazione negativa dello 0,1 per cento rispetto al precedente mese di luglio (dati).

Per quanto riguarda il commercio estero, a settembre ci sono stati -513 milioni di euro per il saldo con i paesi extra europei (dati).

Sull’industria, ad agosto il fatturato è stato -18,5% e la percentuale degli ordini in un anno è stata -27,5% (dati).

Il vero problema è che questo conto lo paghiamo noi, non loro…

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