Elezioni 2013 chi votare: mia nonna

Storie e Notizie N. 860

Mia nonna si candida, ma non mi va di votarla. Primo, sarebbe un chiaro conflitto di interessi. Eh, una volta eletta, vuoi che non darà un aiutino al nipote? Che so, una raccomandazione, una spintarella qui, una buona parola là.
E poi, diciamola tutta: ma con l’Alzheimer che si ritrova come farà a gestire la cosiddetta cosa pubblica con la giusta precisione?
Mio cugino ha detto che non è d’accordo sulla storia del conflitto, perché tanto in Italia lo fanno tutti e che se lo fanno tutti non è una cosa sbagliata.
Gli ho chiesto di spiegarsi meglio e lui mi ha detto che un’azione è da definirsi scorretta se la maggior parte della società la ritenga tale, ma visto che il conflitto di interessi, soprattutto familiare, è all’ordine del giorno e praticato quasi da tutti allora l’aggettivo scorretta diviene relativo.
E quando un aggettivo diviene relativo vuol dire che non conta più un emerito cappero.
Solo che c’è quel quasi del quasi tutti.
Questo vuol dire che nel nostro paese c’è ancora qualcuno, sebbene un’esigua minoranza, che non si adegua al mal costume. Ecco, gli ho risposto, allora mi sa che faccio parte di quell’esigua minoranza.
Di fessi, ha aggiunto lui.
Tuttavia, devo essere onesto, perché non si tratta proprio di onestà, la mia, se mi perdonate la ripetizione.
In realtà, oltre ai due precedenti, c’è un altro motivo che mi spinge a non votare mia nonna.
E se la vegliarda viene eletta e poi si dimostra non solo abile e funzionale, ma perfino capace di aiutare finalmente il sottoscritto a trovare un lavoro?
Un lavoro raccomandato, s’intende, ma pur sempre un impiego, cioè qualcosa da fare obbligatoriamente ogni giorno, sempre nello stesso posto, magari con la ventiquattrore.
Sì, lo so che in molti pagherebbero per poter avere questa che dal loro punto di vista chiamano fortuna, ma… c’è un fondamentale ma.
Mettetevi al mio posto. Da quando i miei mi hanno cacciato di casa, ovvero dal divano, sono finito su quello di mia nonna, sì, proprio lei.
Da un sofà all’altro, in sintesi. Il fatto è che mia nonna cucina molto meglio di mamma e la paghetta settimanale è almeno il doppio di quella di papà, con la significativa differenza che la vecchina non rompe.
Anzi, è pure contenta di avermi a casa tutte le sere.
Capirete, a quarant’anni suonati, dove volete che me ne vada? In discoteca? No, lì è pieno di pischelli che mi fanno sentire vecchio.
No, io sto qui, tutto il giorno tra cuscini e telecomando, nonna c’ha pure la pay tv, non dico quale per non fare pubblicità, ma è quella che si vede meglio, quindi avete capito.
Insomma, mi sa che non voto.
Però… e se poi non la eleggono e lei ci rimane male che non l’ho votata?
E se invece viene eletta e lei ci rimane male lo stesso, perché non ho creduto in lei?
Capite adesso il mio dilemma?
Ah, aspettate. Potrei fare così… vado con lei alle urne e quando entro lascio in bianco.
Anzi, no, annullo la scheda. Hai visto mai che la bianca la assegnano proprio a lei?
Sì, la annullo, scrivo qualche parolaccia e incrocio le dita.
Gufo la vecchia, mi sembra che non abbia alternative.
Sì, non ho proprio altra scelta.
Anche perché se mi guardo in giro, credo che ci sia roba molto, ma molto peggiore di mia nonna…

Vieni ad ascoltarmi dal vivo:
Spettacolo di presentazione del libro 
Sabato 9 Febbraio 2013 ore 18 
Teatro Planet
Via Crema, 14, Roma
 

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