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Cecile Kyenge ministro di colore: razzismo comincia dalle parole

Storie e Notizie N. 914

Qual è la notizia?
Davvero, dico sul serio.
Che una donna di origine straniera sia stata eletta ministro?
Che nella fattispecie sia originaria del Congo, ovvero Africa?
E' perché si tratta dell'Africa?
Ditelo, forza. Avete qualcosa contro il Congo?
No, mi pare di no.
La notizia che fa letteralmente il giro della rete, a dire il vero lanciata dai cosiddetti autorevoli media nazionali, è che la donna in questione è di colore.
No... di colore?
Quindi abbronzata?
Cappero!
Quindi, tutti bianchi e lei... di colore?
Così spicca, è indiscutibile.
Aspetta, quale colore?
Ops, che stupido, quel colore.
Il nero...
Che poi mio figlio mi ha detto qualche giorno fa che ho la faccia marrone, non nera.
Solo perché aveva fatto un disegno del papà, a scuola.
Ma si sa, i bambini son fatti così, vedono le cose per quello che sono e gli danno l'importanza che meritano, come un particolare in un disegno in classe e nulla più.
Disegno in cui, tra l'altro, la scena veniva rubata al sottoscritto da un drago che mangiava la pasta in bianco, pietanza gradita dal pargolo in questione.
Per nostra sfortuna, da noi non ci sono draghi, piuttosto una strabordante quantità di occhi miopi.
Già gli occhi, da sempre sottovalutati.
Perché, come dice Bob Marley, finchè il colore della pelle sarà più importante del colore degli occhi, ci sarà sempre guerra.
E razzismo.

 



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