Storie di donne: 48 violentate in un’ora...

Storie e Notizie N. 373

Secondo un recente studio, in Congo ogni giorno 1152 vengono violentate, 48 ogni ora.
Questo brano è contenuto nel libro Il dono della diversità, Tempesta Editore.

La Storia:

Sono le 15 del 12 maggio 2011.
E’ l’attimo in cui comincio a scrivere il post di oggi.
E’ anche il momento in cui inizia a scorrere l’ora che porterà le lancette dell’orologio o – se preferite – la sabbia della clessidra alle 16.
In un’ora possono accadere cose meravigliose.
In un’ora si può fare all’amore.
In un’ora si può fare all’amore con la persona che si ama.
In quell’ora si può fare all’amore con la persona che si ama, contraccambiati.
Sfortunatamente, nelle storie come nella vita vissuta, l’aggettivo meraviglioso è solo un aggettivo.
E gli aggettivi si sa come sono fatti.
Sono come i nostri politici quando muta il vento.
Cambiano.
Cambiano sino a trasformarsi nel loro esatto opposto.
E così può accadere che in un’ora, esattamente in quest’ora, per molte anime entri in scena l’inferno…
Sono donne di ogni età, vittime della violenza di ignobili esseri, che umani non lo sono neanche di nome.
E così, mentre da questa parte del mondo siamo qui, seduti sulle nostre poltrone, in quarantotto affrontano il dolore, ognuna a modo suo.
Jessica chiude gli occhi e fa di tutto per cercare nella sua memoria l’immagine più bella del suo seppure breve passato.
Nicia non ce la fa ad abbassare le palpebre e i suoi occhi si sgranano osservando il mostro che la divora.
Brunelle prova a difendersi e graffia e scalcia, senza però cambiare l’esito della lotta.
Deborah piange, sperando inutilmente di impietosire l’aggressore.
Djany vorrebbe piangere, ma ha paura che quest’ultimo si arrabbi ancora di più.
Patrique strilla, strilla a squarciagola, nostante le percosse della truce fiera, grida ancora, perché non riesce a smettere.
Jannie implora inutilmente il suo aggressore di risparmiarla perché una terza vita parteciperà alla tortura, nascosta nel suo ventre.
Nardelie lancia lo sguardo oltre le spalle dell'orco e fissa invidiosa un ragno che dorme nel bel mezzo della sua tela.
Fernande è svenuta, ma ciò non dissuade il bruto dal soddisfare la sua immonda sete.
Michelle ha perso i sensi per sempre, ma anche ciò non arresta il malefico boia.
Docile promette di vendicarsi e prega iddio di offrirgliene forza e occasione.
Marion prega e basta.
Medine vorrebbe pregare ma ha ormai dimenticato a chi rivolgersi.
Sophie non è al suo primo abuso e si lascia andare come carne morta.
Gloria odia il barbaro, lo odia come non ha mai fatto prima.
Gladys odia se stessa per aver preso quella strada.
Johane odia sua sorella per averla lasciata sola.
Mireille non odia nessuno in particolare, ma tutto il mondo per ruotare indiferrente sotto di lei.
Juvarelle, pensando al compagno che non la sposerà più, tenta invano di uccidersi con un coltello.
Nancy è sopraffatta dai conati durante l'amplesso rubato e si guadagna ulteriore violenza.
Diquene riconosce nell'immonda belva un amico di infanzia, il quale finge di non ricordarsi di lei.
Dorcas è veloce, lo è sempre stata, è corre, corre, ma inciampa in un ramo.
Che siano maledetti tutti i rami di questo mondo.
Dode, sotto lo sguardo confuso dell'invasore della sua tenerezza, perde la testa e inizia a cantare.
Elodie trova il fiato per dire solo due parole che non dimenticherà mai: "Fai piano..."
Maria tenta di darsi un po' di sollievo togliendo un sasso da sotto la schiena.
Trecie si preoccupa al pensiero della madre che la sgriderà per l'abito strappato.
Standaert vorrebbe non essere mai nata.
Clemence vorrebbe rinascere altrove, ovunque altrove.
Jesnelle cerca di convincersi che avrebbe potuto accaderle di peggio ma non riesce a capire cosa.
Kellyna spera che i suoi bambini non entrino in casa finché il loro padre non avrà terminato.
Jolilienne spera che suo marito non entri in casa finché il fratello di quest'ultimo non avrà terminato.
Muriel spera di poter un giorno dimenticare quell'ora.
Quest'ora.
Georjenie inizia già a vergognarsi del suo corpo profanato.
Nysse accetta in silenzio il proprio destino infame.
Eurydice immagina di essere una principessa tra le braccia del suo amante, invece che nel lato oscuro dello specchio.
Sincere ha deciso di non rivelare a nessuno il danno, almeno finché le sarà possibile.
Reine conta i secondi, soffiando su di loro per accelerarne il passo fino alla conclusione di quel film da incubo.
Leslie ormai non prova più dolore ma non è capace di considerarlo un bene.
Grace si rivede nel racconto di sua madre, alla quale era accaduta la stessa sciagura.
Brihanna ha il volto tumefatto e si ricorda che quella mattina il padre le aveva detto che era bella.
Célia bella non lo è mai stata, ma ciò non l'ha salvata da quell'ora.
Precisamente ora.
Aude si domanda il perché di tanto odio.
Rudelle è spaventata e si rifugia nella sua testa, nel cassetto più segreto, quello senza chiave.
Sagely non capisce quel che sta accadendo.
Privel lo capisce, ma pensa che sia cosa normale.
Patience crede che sia addirittura suo dovere, essere lì, senza fare resistenza.
Polly è convinta anche lei che in quel terrificante rito ci sia qualcosa di giusto, eppure non può fermare la rabbia che le monta nel cuore.
Carole si agrappa a quella rabbia e giura a stessa che farà di tutto, nel resto dei suoi giorni, per combattere quel rito.
Ora sono le 16 del 12 maggio 2011.
E se Carole non vincerà la sua battaglia, un'altra ora arriverà, e un'altra ancora, finché...
Finché non sarà più sola a lottare.







1 commento:

  1. Da rimanere senza parole ...
    Non si può restare indifferenti con queste "cose".

    Almeno due voci fuori dal coro dell'indifferenza.
    Oltre al tuo post, in rete ho letto solo quello di Stop the war italia ...

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