Storie di bambini: il primo fucile

Storie e Notizie N. 917

Siamo negli Stati Uniti d’America.
Non il più grande paese del mondo, non più, come dice Will McAvoy, il giornalista interpretato magistralmente da Jeff Daniels nella serie The Newsroom.
In un’abitazione di Burkesville, nella contea del Cumberland, nel Kentucky, tutto sembra calmo.
La mamma è in veranda, ignara della tragedia che sta per precipitare su quel che resta della sua esistenza.
Suo figlio, cinque anni, guarda il Crickett calibro 22, il fucile per bambini che gli è stato regalato dai genitori.
Ma non si limita solo a guardarlo, perché è un regalo e i regali i bimbi adorano osservarli, perfino scartarli, ma poi vogliono usarli.
Come gli aggrada.
Il nostro prende il fucile e lo punta sulla sorellina.
Un’altra bambina, precisamente di due anni.
Ma non si limita solo a puntarlo, perché quando dai un fucile a un bambino non puoi pretendere che non lo faccia esplodere.
Blam, suonare un poderoso blam è dopo tutto il suo più grande desiderio.
La bambina crolla in terra.
Ma non si limita a questo, poiché laddove a due anni una creatura esile come una bimba riceva una fucilata, che sia un’arma per ragazzi o meno poco importa.
Morte, disperazione e solita amara eco sulla stampa.
Chi risponderà per questa morte? Il fratellino che ha sparato? I genitori che gli hanno donato il fucile? Il fucile stesso? Chi l’ha fabbricato?
Domande scomode intessute da una frase, che campeggia sul sito dell’azienda produttrice dell’arma, sotto marca della casa madre, la Keystone Sporting Arms: Crickett, my first rifle, il mio primo fucile.
Il mio primo, ecco cosa contraddistingue la storia di un bambino, di una famiglia e forse di una generazione. Dice tanto, proprio perché è il primo e se il buongiorno si vede dal mattino…
Il vostro primo libro spiega tutt’altro, è ovvio, ma questa è troppo facile.
Il vostro primo pallone, lo ricordate? Di sicuro, come è possibile dimenticarlo.
Il vostro primo triciclo e il primo zaino per la scuola.
Il primo diario e il primo letto.
Già il primo lettino, quello da grande, dopo la culla, come fa a non restare in mente per l’eternità?
Il primo costume di carnevale, il primo uovo di pasqua, il primo fumetto letto per intero, il primo paio di scarpini da calcio o di pattini a rotelle, il primo video gioco, il primo, il primo e ancora il primo, in un’infinita serie di esordi che segnano il cammino che verrà di tutti noi.
Il mio primo omicidio.
Perché questo è il nome del secondo debutto per l’altra vittima di quella casa.
Il mio primo fucile e il mio primo assassinio in un solo regalo.
Il mio primo…
Forse si dovrebbe valutare con maggior cura gli inizi, tutti gli inizi, di una storia a cui si dovrebbe tenere più di ogni altra.
La storia del mio primo bambino.

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