Storie di bambini: ci sono altri mondi

Storie e Notizie N. 963

Rieccomi sulla via, come si dice.
Già, sulla via.
O strada.
Ho letto poco fa di Antiq Hennis, il bambino di un anno morto per uno sparo in testa sull’asfalto di
New York, al presunto riparo del proprio passeggino.
Secondo le autorità il vero bersaglio era suo padre, già arrestato in passato per traffico di sostanze stupefacenti.
Colpa di un proiettile vagante.
Che crudeltà i proiettili vaganti di questo mondo. L’aria ne è piena ma colpiscono sempre le persone innocenti, la creatura ignara al posto sbagliato.
In una saga che ho amato particolarmente, opera di un autore che stimo altrettanto, si sostiene che ci sono altri mondi oltre a questo, ma che solo in uno tra essi, laddove si muoia, ciò accade davvero.
Come in questo mondo.
Allora ciò vorrebbe dire che esiste un mondo in cui Antiq è invulnerabile, tipo i super eroi della Marvel, ha preso al volo la pallottola e l’ha gettata in terra noncurante, come un ninnolo di cui si è stufato ancor prima di cominciare a giocarci. Dal canto suo il padre si è impressionato a tal punto da giurare seduta stante di non delinquere più a vita. Nel suo mondo e in tutti gli altri.
In uno tra questi, il proiettile sfiora i capelli del bambino, attraversa la vetrata di un bar e, raggiunto il bancone, manda in frantumi la tazzina di una giovane studentessa che stava per mandar giù un caffè drogato da un maniaco al suo fianco, con il perfido intento di seguirla sino a casa e approfittarsi di lei.
In un altro mondo, più banale, lo riconosco, la pistola dell’assassino si inceppa, tutto qui.
In un altro ancora, non solo si inceppa ma esplode tra le sue mani, privandolo di quest’ultime e al contempo donandogli un invalido futuro in cui riflettere sul tragico errore che stava per fare.
In un mondo a caso, prima di uscire con il padre, Antiq ha un tremendo attacco di diarrea e costringe il genitore a rimandare la passeggiata di quel tanto da perdere l’appuntamento con la morte.
O con la pallottola vagante, se volete.
In un altro mondo la pallottola si ribella alla cinica madre che l’ha generata, maledetta rivoltella, e se ne va per i fatti suoi. Fa un viaggio lungo, in cerca di un bersaglio meritevole e dopo anni viene illuminata da una travolgente intuizione.
Ma è proprio necessario colpire qualcuno per dare un senso al proprio destino?
E così tutte le pallottole vaganti di questo mondo seguono il suo esempio. In tante, povere anime di passaggio, sopravvivono e ringraziano.
In un altro mondo, con un seppur discutibile senso dell’umorismo, il proiettile colpisce sì la testa di Antiq, ma quest’ultimo non muore. La pallottola attraversa il cranio, atterra nel cervello e incredibilmente non danneggia alcunché di prezioso. Anzi, da quel momento il piccolo mostra un’intelligenza straordinaria, che in futuro lo renderà felice e famoso.
Benedetto sparo, almeno in un caso.
O mondo.
Come vorrei, ora, essere in uno di questi.
Ma poi tornerei a casa.
A finire di scrivere la mia storia.

Leggi altre storie di bambini
 



Altre da leggere:

Nessun commento:

Posta un commento