Storie di bambini: le prove di Sarin

Storie e Notizie N. 972

A contraddire il rapporto Onu sulle armi chimiche in Siria, ovvero che siano state le forze di Assad a farne uso tramite il lancio di razzi, ecco che oggi la Russia fa sapere che secondo la relazione del leader siriano il gas nervino è stato utilizzato dai ribelli.
Ma allora, chi ha davvero lanciato il gas Sarin contro i civili, tra i quali anche bambini, il 21 agosto del 2012?
L’esercito di Assad o i suoi oppositori?
Entrambi?

La rivelazione di Sarin

Ho le prove.
Sì, avete letto e udito alla perfezione.
Io ho le prove.
Ma andiamo per ordine.
Mi chiamo Sarin e sono un gas nervino.
Per la cronaca provengo dalla famiglia degli Organofosfati, tuttavia, mi rendo conto che codesto sia un particolare alquanto irrilevante, per voi.
L’informazione primaria sul sottoscritto, forse l’unica che vi interessa, è che sono una cosiddetta arma di distruzione di massa.
Già, sono letale.
Non è un fatto personale, credetemi.
La realtà è che laddove mi si definisca un’arma si dimentica di aggiungere che lo divengo per volontà altrui.
Maledetto invisibile altrui che non risponde e forse mai risponderà davvero per i propri crimini.
Ad ogni modo, a soddisfare la diffusa quanto morbosa curiosità per la natura, come dire, orrifica della mia personalità, eccovi la mia rivelazione.
Eccovi le prove.
Una volta entrato in scena, aggredisco il sistema nervoso, provocando difficoltà nella respirazione e contrazione delle pupille. Segue una repentina perdita del controllo sulle funzioni del corpo, con vomito e involontaria dispersione di feci e urina. Di solito il tremendo spettacolo si conclude con il coma e la morte per soffocamento, intramezzati da terribili spasmi convulsivi.
Nella fortunata eventualità di sopravvivenza, la vittima contaminata potrà conservare irreparabili danni neurologici.
Io regalo morte, signori miei.
Questa è la rivelazione.
Con stile glaciale e inerte equità, stermino con la suddetta sadica violenza chiunque incontri sulla mia strada.
E, soprattutto, chiunque sia quell’altrui di cui sopra.
In altre parole, la mano che mi rende un’arma.
Un’arma di distruzione di massa.
Queste sono le prove, le vere prove che contano per quella stessa sacrificabile massa che le ha assaggiate con la propria vita.
O credete forse che per quei bambini faccia veramente la differenza chi o come mi ha lanciato su di loro?

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