Storie di animali e inquinamento: gli occhi imparano

Storie e Notizie N. 1012

11 anni fa.
Un incidente.
Sì, chiamiamolo così.
Una nave petroliera si spezza in due.
E una nera marea ricopre millesettecento chilometri di costa, tra il Portogallo e la Francia meridionale.
Settantasette mila tonnellate di greggio in acqua.
Coltivazioni distrutte e più di quattro miliardi di euro di danni.
Ma soprattutto 17.000 uccelli morti.
Dipende dai punti di vista, il soprattutto.
Me ne rendo conto.
Amico mio, guarda e impara.
Questo mi dicesti mentre incredulo affondavi nel fango alieno.
Vedrai, risposi.
E’ tragedia di tutti.
Flora e fauna.
Ci sono i soldi di mezzo.
Tanti.
Rimedieranno.
Puliranno.
E i colpevoli…
Oh, non voglio essere nei panni loro.
Così replicai.
Guarda, ripetesti. Guarda e impara.
Ho guardato e ti ho visto morire.
E con te in tanti se ne sono andati.
Nessuna lacrima e particolari sceneggiate da funerale accorato.
Siamo dignitosi, noi altri, e più che mai consapevoli.
Si arriva e si va via.
Punto.
Ciò che conta, obiettasti prima di spirare, è trarne insegnamento.
Osserva e impara, aggiungesti sfruttando il poco fiato rimasto.
Ho osservato.
Sono anni che osservo.
Ti ho odiato, per questo.
Per aver seguito il tuo consiglio.
Forse sarebbe stato meglio non vedere.
Questo è quel che provo.
Ma so che è stato giusto.
Questo è quel che so.
Undici anni sono molti, magari troppi, per capire.
Si fa quel che si può, da questa parte del cosiddetto creato.
Ma alla fine ci sono arrivato anch’io.
Nessun colpevole è scritto sui titoli di coda.
E’ stato un caso?
Bene.
Ne parleremo tra noi.
Siamo tanti, ancora tanti.
E faremo pure noi il nostro film.
Perché gli occhi imparano.
La prossima volta qualcuno pagherà.
E non saremo noi.
E’ una promessa.





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