Russia Catalogo Ikea coppia gay: una ragione

Storie e Notizie N. 1017

Leggo che Ikea ha deciso di auto censurare la versione russa del proprio catalogo promozionale togliendo la foto con la coppia di due donne, Clara e Kirsty, e Isaac, il bambino che vive con loro a Londra.
La ragione ufficiale da parte dell’azienda è che hanno come linea inderogabile il rispetto delle leggi dei paesi in cui vendono i loro prodotti.
Potrei far osservare a lor signori che se in altri tempi Ikea avesse esportato mobili, che so, nella Germania nazista o l’America schiavista, come si sarebbe regolata?
Avrebbe venduto funzionali letti a castello per lager super affollati e pali super accessoriati per bruciare i neri più ribelli?
Ad ogni modo, come diceva mio nonno, la storia ha i suoi tempi ma prima o poi le ragioni le mette a posto lei.
Nel frattempo…

Una ragione.
Ce ne faremo un ragione, sì.
Non è ancora il nostro tempo.
Perché la dittatura degli uguali è alla fine dei suoi giorni.
Sì che lo è.
Ma non è ancora spirata del tutto.
E allora scalcia, strilla e strepita.
Come un infante restio alla crescita.

Niente di grave.
Nulla di più doloroso di quel che si è già patito fin qui.
I russi non avranno la chance di ammirarci raffigurate tra un tavolino e un armadio?
Be’, potrà sembrare un palliativo, ma siete sicuri che sia stata nostra, la sconfitta?
In ultima analisi, chi sta veramente perdendo in questa ridicola contesa?
L’elefante che danza sospeso sulla corda o l’invidiosa formica che non sa più chi pregare di farlo cadere?
Se alla fine precipiterà, chi credete spiaccicherà sul pavimento?
E chi verrà applaudito?

Non è nuova, questa storia, già.
Quante volte gli spettatori silenti di questo paradossale pianeta hanno assistito a questo spettacolo.
Leggi pure stelle.
Come alberi e montagne.
Paziente platea di una farsa a tratti meravigliosa.
Perché ogni volta che il sipario chiude, riesce sempre ad emozionarsi.
Ce l’hanno fatta, finalmente ce l’hanno fatta ad ottenere giustizia.
Libertà.
E rispetto.
E’ sempre bello addormentarsi così.
Con tali finali.

Nel frattempo, una ragione.
Una ragione, sì.
Ce ne faremo una ragione.
Perché, prima o poi, saranno i nostri nemici a fare i conti con essa.
La meritata ragione.

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