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Novembre 2017, Spettacolo teatrale e musicale in occasione dell'uscita del romanzo
Carla senza di Noi, Graphofeel Edizioni

Storie sul calcio: il sogno del rosso

Storie e Notizie N. 1064

E’ un sogno, lo so.
Ma io giocatore, sono.
E chi gioca, deve per forza sognarla.
La vittoria.
Ma mica una vittoria qualunque, eh?
Perché se devi proprio sognare, allora punta in alto, cavolo.
Il massimo.
Tanto è un sogno, che hai da perdere?
Ho saputo che la coppa del mondo di calcio è a Roma, ora, nel suo tour mondiale che la porterà in Brasile, dove al fischio finale dell’ultima partita verrà consegnata a lui.
Il capitano dei vincitori.
Sì, d’accordo.
Io non sono neppure capitano, a dirla tutta.
E credetemi, non ho mai capito se ce n’abbiamo mai avuto uno, noi altri.
Nondimeno, chi l’ha detto che per vincere la partita ci voglia uno che comanda?
Basta che tutti facciano la propria parte, non occorre mica tutta questa scienza per mandare una palla in porta.
D’altra parte, si chiama gioco e non fissione nucleare.
Nonostante tutta quella roba, strategia, tattica, pressing alto e basso, zona mista e marcatura ad uomo, sempre gioco è.
Sempre mandare la palla in porta, rimane il senso di tutto.
Ovviamente, so bene quale potrebbe essere l’obiezione.
Uno che comanda c’è, in realtà.
Quello che si diverte con tutti noi, giusto?
Il tizio che muove i fili della nostra danza a due dimensioni.
Avanti e indietro.
Senza esagerare con le rotazioni, è ovvio.
Ma chi è che fa goal, davvero?
Quello che grida fuori dal campo e impazzisce di gioia o quelli come noi, che colpiscono sul serio, il pallone, e che si prendono gli insulti, se le cose non vanno?
Il fatto è che, nella realtà, noi non vinciamo mai, del tutto.
C’è sempre qualcuno che si prende il merito del nostro lavoro.
Ma non sono qui a lamentarmi, tengo a precisarlo.
I miei compagni possono testimoniarlo.
I rossi.
Così come i miei avversari di sempre.
I blu.
Non ho mai protestato per quel che il destino ha deciso per me.
Per noi.
Costretti a questa partita infinita.
Nondimeno, anche i condannati talvolta chiudono gli occhi e viaggiano.
Soprattutto loro.
E’ un sogno, lo so.
Ma io giocatore, sono.
E chi gioca, deve per forza sognarla.
La vittoria.
Della coppa del mondo di calcio…

 


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