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Novembre 2017, Spettacolo teatrale e musicale in occasione dell'uscita del romanzo
Carla senza di Noi, Graphofeel Edizioni

Storie sull'ambiente: Impianto solare più grande del mondo

Storie e Notizie N. 1062

Cosa leggono i miei occhi?
Leggono…
Diciamo vedono, va’.
La centrale solare più grande del mondo, Ivanpah Solar Electric Generating System, è stata inaugurata in California, nel Deserto del Mojave, 64 chilometri a sud ovest di Las Vegas.
Bravi, siete bravi, siete.
Non che la cosa mi dispiaccia, ecco.
Non ho mai fatto di queste scenate, mi siete testimoni.
Chi mi conosce, sa bene che spettatore silente, sono.
Silente con la esse minuscola, da non confondersi con il noto mago defunto causa malattia di malefica natura.
Silente, ovvero silenzioso.
Non del tutto, d’accordo.
E’ normale, no? Uno guarda, osserva, vede e quindi qualcosa risuona, dai.
Come concordano il lago, il fiume e perfino il mare, è esattamente come quando ti tirano sulla schiena un sasso levigato, scopo rimbalzo possibilmente multiplo.
Pima o poi la pietra si ferma e mentre tu conti i suddetti rimbalzi io faccio altrettanto con i cerchi che si allargano intorno.
Dentro di me.
Leggi pure come le conseguenze della fine.
Di un viaggio, di un amore, di una vita.
Di una storia.
E’ questo il mio premio, al tramonto.
Ma allora, direte voi, visto che un premio ce l’hai, che hai da protestare?
Protestare, proprio no.
Non mi sembra affatto di aver esagerato i toni.
E non mi pare che sia mai accaduto prima d’ora.
Ve ne sareste accorti, credetemi.
Diciamo che, data la pomposità della centrale in oggetto, tale da meritarsi il primato di cui sopra, mi sono sentito in diritto di accampare qualche legittima richiesta.
Niente di speciale.
Nulla che non sia nelle vostre possibilità.
Trattasi, peraltro, di bisogno naturale.
No, nulla di prettamente inguinale, state tranquilli.
La volgarità non è mai stata nel mio stile.
E’ una necessità più dello spirito che del corpo.
Va be’, questa l’ho detta così per dire, considerando che non mi riguarda nessuno dei due.
D’altra parte, non v’è n’è una tra le più ataviche diatribe che mi interessino.
Esiste o non esiste, è vero o falso, ha ragione lui o l’altro, i primi o gli ultimi.
Non che non abbia una mia opinione sulle grandi questioni, non fraintendetemi.
E’ solo che a differenza di molti, troppi, non sono così convinto che il mio parere sia così importante.
I miei occhi sì, però.
Tengo particolarmente a quel che vedo.
Ed è qui che punto i piedi per la prima volta da quando esisto.
O esistete, che forse è più esatto.
Prendete quanta vita volete, da me.
E nutrite la vostra con la mia.
Non c’è mai stato baratto più perfetto, sulla terra.
La vostra.
Ma, in cambio, voglio vederla davvero, quella vita.
Sorprendetemi con l’originalità.
La fantasia.
E la libertà.
Che quelli come me, con un tempo e un destino immutabile.
Già scritto.
Non avranno mai.
Dicesi vita.

Il sole

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