Storie sul papà: Festa del papà 2017

Storie e Notizie N. 1203 

Leggo che ogni anno in Cina vengono rapiti ventimila bambini.
Il figlio di Xiao Chaohua è scomparso nel 2007 e da allora l’uomo non ha mai smesso di girare il paese con un camper ricoperto di foto del piccolo, nutrendo la speranza di ritrovarlo.
Anche a costo di scoprirsi, al contrario, ad alimentare un’illusione.
Ovvero, un’evidente sconfitta…

E va bene.
Facciamo che abbia perso, figlio mio.
Facciamo che non vincerò mai.
Che il massimo che otterrò sarà la compassione per un altro pazzo nel mondo.
Infettato da un’ossessione folle come tante altre.
Quella di riabbracciare te.
Ago adorato confuso nel più triste pagliaio.
Con ventimila sogni infranti intrecciato.
Facciamo che sia davvero così, che vada la vita.
Che i pazzi siano davvero tali e che esistere a lungo voglia dire terra ferma sotto i piedi, tasche piene e mani abili.
Nell’afferrare l’afferrabile, altro che meravigliosi fantasmi.
Allora vorrà dire che non potrà che andar peggio.
Lo so che così funziona.
Perché a forza di frequentare le sicure frustrazioni dell’immaginazione si finisce per assuefarsi alle cadute e arriva il giorno in cui i lividi non fanno più alcun male.
Il fuoco non brucia.
E il gelo non ti tocca.
Perché dentro non c’è più alcunché da gelare.
Facciamo che avessi già perso tutto all’inizio.
Ancor prima della tua partenza per l’oblio.
Addirittura in una delle molte vigilie della tua venuta al mondo.
Mettiamo che sia tutto già scritto.
Vincitori e perdenti.
Vivi e pazzi.
E tutti dall’altra parte del fiume, i morti.
Ovvero, i pazzi che hanno al fin compreso di aver smesso da tempo.
Di vivere.
Sì, facciamo che senza alcuna chance di vittoria io ci sia nato.
Che ci siano alcuni, anzi, molti, che certamente perderanno.
Per sempre perderanno.
Ultimi.
Superabili.
Inevitabilmente vulnerabili.
E che tuo padre sia uno di essi.
Facciamo pure che sia il più battibile tra tutti.
Colui che verrà sbaragliato perfino se ogni avversario facesse di tutto per concedergli il gol della bandiera.
Facciamo sì che si avveri ciò che il più sadico dei destini avrà deciso per noi.
Con te che mi passi accanto ed io incapace di riconoscerti.
Tu guardami lo stesso.
Guardami come io ora sogno te.
E ruba anche solo un millesimo di secondo all’infelicità di un matto di genitore.
Per sussurrarmi che nonostante la natura del mondo.
A dispetto della disumanità di quest’ultimo.
Malgrado me.
Starai bene.
E sarai felice.


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