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Sabato 11 Novembre 2017 ore 19, Spettacolo teatrale e musicale in occasione dell'uscita del romanzo Carla senza di Noi, Graphofeel Edizioni, Libreria Teatro Tlon – Via F. Nansen 14, Roma - Ingresso libero. Per info e prenotazioni: libreriateatro@tlon.it - 06 45653446

Storie di donne: il viaggio dell'ovaio

Storie e Notizie N. 1235

Notizia dal Belgio: primo caso per una paziente talmente giovane, leggo che ad una ragazza tredicenne nativa del Congo a cui avevano espiantato l’ovaio, le è stato reimpiantato oggi che ha 27 anni.
E la donna è diventata madre.
Un viaggio, una storia.
Lunga 14 anni…

C’era una volta te.
Madre, no.
Non allora.
Neanche una speranza, forse un sogno.
Di sicuro una possibilità.
Di quelle che conservi lì, tra le pieghe delle mani, che tutti conoscono e sostengono di saper leggere meglio di te.
Ignorando quel che ancora vorresti scrivere.
E’ lì che sono morto.
E’ lì che sono nata.
Tra quel che il presuntuoso libro scrive.
E quel che tu, mia adorata lettrice, ti auguri.
Ho viaggiato, da allora ho viaggiato.
Con un solo ricordo in testa.
Un’unica pagina.
Racchiusa in una strofa.
Di un solo volto ricolma.
Un’adolescente, con la pelle del viso irrigata da lacrime sbagliate.
Perché è una sceneggiatura tra le più umanamente errate.
Quella che fa crollare ponti verso altre vite.
Che non siano la tua.
E’ lì che sono morta.
E’ lì che sono nato.
Con l’inevitabile convinzione che la storia fosse tutta qui.
Un taglio netto senza ritorno.
Lo sappiamo, tu ed io, che è questo il racconto che va per la maggiore.
Laddove qualcun altro si arroghi il diritto di scriverlo per noi.
Irreversibile.
Tutto è tale, non v’è possibilità di sorta per mutare destino.
Per i piccoli del mondo, sulla scena per caso o per disgrazia.
E per coloro che sono così minuscoli da non rientrare neppure nell’inquadratura.
Il cielo o chi per lui benedica il tempo.
Che talvolta ha il buon gusto di mandare all’aria l’impietoso tabellone.
Dove chi vince non festeggia più per abitudine e chi perde ha smesso di lottare per la medesima ragione.
Giù le torri, signore e signori, disarcioniamo i cavalieri e disarmiamo gli alfieri.
Inchinatevi e applaudite, re e regine.
Perché stavolta il premio va ai pedoni.
E’ lì che siamo morti.
E lì che siamo nati.
C’era una volta me.
E te, mamma.
Coraggio.
Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati…

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