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Storie sui diritti umani: Il calendario degli umani a rischio

Storie e Notizie N. 1301

Appoggio e diffondo con piacere l’iniziativa del WWF sul calendario che nei suoi 12 mesi scandisce altrettante specie a rischio sul pianeta.
Ovviamente stiamo parlando di animali.
A riguardo, avrei anch’io un calendarietto di umani in serio pericolo di estinzione.

C’era una volta il calendario degli umani a rischio.
Per gennaio ecco a voi i sognatori testardi.
Brutta categoria, questa, sfido a negarlo.
Sono donne e uomini, bambini e ragazzine che non solo sono affetti da cronica fissazione con i castelli rigorosamente sospesi sul vuoto, ma hanno anche l’insopprimibile convinzione di riuscire a colmarlo, quel vuoto. Con tutto quel che trovino, tutto fuorché fragili e sopravvalutati mattoni. Tra i collanti più solidi, cito parole improbabili pronunciate necessariamente nel silenzio dei molti e sentimenti proibiti sventolati con una sfrontatezza di cui non puoi evitare di innamorartene. Al momento ti irrita, d’accordo, ma poi cedi il campo al cuore, ammettilo.
Per febbraio ecco i ricordatori di professione.
Anche in questo caso, trattasi di fastidiosa gatta da pelare.
Perché tali signori e signorine, bimbi e adolescenti che scorgi magari distrattamente, sul bordo della via, il più delle volte fuori dell’inquadratura adorata, sono gli occhi che trascrivono.
Le pance che senza tema e discriminazioni di sorta tutto accolgono.
E che, stai attento a quel che fai o dici, quando servirà, mai prima, presenteranno il conto. Di tutto quel che di sicuro avrai dimenticato.
A marzo celebreremo gli estrosi dissacratori.
Qui siamo in zona pericolosa, lo premetto.
Perché tra queste ragazze e giovani, canuti personaggi e leggiadre vegliarde c’è gente che potrai pure accusare di non avere alcuna remora ad afferrare icone e punti fermi, per sollevarle in alto solo per vedere bene come sbriciolarli come si deve.
Nondimeno, non puoi negare che ci sia del talento anche nel rompere.
Aprile sarà dedicato agli infanti sopravvissuti.
Qui siamo proprio nella nicchia, indubbiamente.
Siffatte creature possiedono il miracolo del tempo, la macchina che vince quest’ultimo senza alcun bisogno di tecnologie sopraffine e scrittori di fantascienza con la fissazione per le dimensioni altre.
Perché la ragione che oltrepassi la pubertà senza perdere la tenerezza nel disegno delle cose, di qualunque valore esse siano per il mondo che al contempo invecchia, è la sola vera pietra filosofale.
In maggio abbiamo i testimoni di novità.
Ecco uno dei maggiori abbagli dell’oggi.
Costoro sono il più delle volte travisati e, addirittura, respinti come identità di serie minore o al peggio nemici del quieto vivere.
Come se il quieto vivere fosse qualcosa di eterno.
Come se il quieto vivere fosse la felicità e non un debole antidoto contro il suo contrario.
Giugno sarà il mese degli ospiti bifronti.
Nome che potrebbe evocare figure mitologiche, ma non sarebbe poi così fuori luogo, visto che spesso vengono trattati allo stesso modo.
Porta della coscienza sempre aperta al diverso e, al contempo, frecce avvelenate di curiosità scoccate a occhi perennemente chiusi sono parole buone, certo, ma è roba di fantasia, da leggere nei libri di favole. Perché noi siamo gente seria, siamo, cribbio.
A luglio sarà il tempo dei resistenti timidi.
Sono a rischio estremo, in ogni istante, soprattutto ora.
E’ la gente che per un banale insieme di parole, che puoi chiamare idea, ossessione, o anche affezione per l’eco che producono nell’anima al solo pronunciarle, la trovi puntuale laggiù, sulle barricate scomode. Ma lo fa con una discrezione che, talvolta, diviene rumorosa perfino per i compagni di trincea.
In agosto ricorderemo i fuori luogo.
Ah, che tipi, questi.
No, dico, qui tiro l’acqua al mio mulino, ma se ci pensate vale per tutti noi.
Come potrebbero trovar luce libri e film, spettacoli teatrali ed esibizioni circensi, racconti suggestivi con cui svoltare una serata e aneddoti emozionanti con i quali far breccia in cuori non più usi agli abbracci spontanei se non ci fossero loro. Le persone sbagliate nell’unico posto dove non dovresti trovarle, eppure è solo così che la perfezione viene sfiorata.
A settembre esalteremo le figure semplici.
Qui ci vorrebbe il classico lumicino per osservarle con la giusta nitidezza e una versione super potenziata per illuminarle in età matura.
Individui talmente invulnerabili alle castronerie travestite da indispensabilità del vivere da sembrare stolti, invece che salvi.
Ottobre verrà concesso agli ascoltatori innati.
Vanno a ruba, lo so, ed è forse per questo che bruciano presto.
Un paio di orecchie che prestino totale attenzione ai monologhi camuffati da dialoghi che di norma chiamiamo comunicazione sono a rischio tortura, ancora prima che estinzione.
A novembre daremo spazio ai collezionisti di cause perse.
Qui abbiamo esemplari davvero pittoreschi.
Nessuno tra loro, al giorno d’oggi, anche grazie a tutti i mezzi di informazione, può sostenere di non avere chiara la gigantesca probabilità di sconfitta all’orizzonte.
E un po’ come degli artisti insensibili alla pecunia, scommettono tutto sull’ultima carta del mazzo per il solo gusto di vederla giocare.
Anche lei, sì, perché anche lei dovrebbe farlo.
Infine, ecco dicembre.
Il mese dell’ultima specie a rischio.
Gli umani.
Di nome e, guarda un po’ che bizzarria, anche di fatto.
Non conta il titolo di studio e tantomeno il conto in banca, le disponibilità di tempo e averi.
Sono quel che sono e la differenza la vedi ogni giorno.
Questa è la storia del calendario degli umani a rischio.
Non serve salvar loro la vita.
E’ sufficiente, ogni tanto, farli sentire meno soli…

Leggi anche il racconto della settimana: Dicono che apriranno la porta
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