Pena di morte spiegata ai bambini

Storie e Notizie N. 1338

Secondo Amnesty International nel 2015 c’è stato il più alto numero di esecuzioni da più di venticinque anni…

“Cos’è la pena di morte?” chiede la bambina al padre.
Un attimo prima.
“Cos’è la pena di morte?” chiede il bimbo alla madre.
Nello stesso tempo, da un'altra parte, per tutt’altri motivi.
Il padre non si aspetta la domanda, non vorrebbe rispondere, non avrebbe voluto ascoltarla. Ma il tempo è quello, il solo, e niente può essere tralasciato per amore di chi sopravvivrà al solco tranciato.
“E’ quando viene spenta una vita che ne ha cancellata un’altra dalla terra”, dice misurando con distacco le parole, come se non lo riguardassero personalmente.
Anche la madre è sorpresa, non vorrebbe parlare e non avrebbe voluto essere proprio lei, la donna più indicata a rispondere. Ma l’occasione è quella, la sola, e nulla può essere ignorato per amore di chi camminerà nel solco tranciato.
“E’ quando viene spenta una vita che ne ha cancellata un’altra dalla terra.”
Stesse parole e medesima apparente noncuranza, come se non la toccassero personalmente.
La bimba riflette.
Un attimo dopo, lontano, con dissimili motivazioni.

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Pure il bambino fa lo stesso, di seguito, in altro luogo, per differenti ragioni.
Quindi entrambi, divisi da cuore, spazio e soprattutto destini pronunciano la medesima magica parolina.
“Perché?”
Il padre non vorrebbe sprecare secondi preziosi proprio su quella via, ma non è lui a decidere la destinazione, ormai, e forse è così da sempre.
Quindi accetta il viaggio.
Per la prima volta accetta tutto.
“Perché così le vite cancellate saranno due”, risponde con la voce che a fatica resiste al pianto in agguato, “perché così saremo pari, perché è giusto così. Per riportare la pace tra noi.”
L’ordine del discorso muta, ma non il senso, nelle parole della madre, così come la commozione e la conclusione.
“Perché così saremo pari, perché è giusto così, perché così le vite cancellate saranno due. Per riportare la pace tra noi.”
I bambini sono loro a essere perplessi, ora.
Forse anche leggermente arrabbiati.
E tra la confusione e la collera scintillano germogli di dolore che non dovrebbero mai vedere luce su terreni così fragili.
“Non è vero, papà, stai mentendo”, esclama la piccola.
Un attimo prima, sotto l’altra metà del cielo, con diverse percezioni del tutto.
“Non è vero, mamma, è falso”, protesta il piccolo.
Nel medesimo istante, sopra l’altra metà della terra, con differente ricordo del tutto.
Stavolta tocca al padre della bambina a cui sta per dire addio, in quanto tra poche ore verrà ucciso dall’iniezione letale, pronunciare la portentosa parola. Lo stesso accade alla madre del bambino, orfano dell’uomo ucciso proprio dal padre della bimba.
“Perché?”
Le parole non raggiungono le labbra, l’affanno nel cuore è troppo, ma gli occhi dei figli rispondono eccome.
“Perché così saremo entrambi soli, non pari, perché non c’è nulla di giusto in questa storia, perché le vite cancellate saranno molte di più. E perché se uccidere qualcuno portasse pace, da tempo vivremmo tutti in paradiso…”

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