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Sabato 11 Novembre 2017 ore 19, Spettacolo teatrale e musicale in occasione dell'uscita del romanzo Carla senza di Noi, Graphofeel Edizioni, Libreria Teatro Tlon – Via F. Nansen 14, Roma - Ingresso libero. Per info e prenotazioni: libreriateatro@tlon.it - 06 45653446

Giornata Internazionale della Pace 2016 video Narratori per la Pace

Dopo il racconto della poesia Se, di Rudyard Kipling, ecco il nuovo video degli Storytellers for Peace (Narratori per la Pace).

Ogni anno, il 21 settembre, ricorre la Giornata Internazionale della Pace.

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato questo giorno come un’occasione da dedicare al rafforzamento degli ideali di pace, sia all'interno delle nazioni, che tra queste ultime e i popoli.

Il tema della giornata per il 2016 è "Obiettivi di sviluppo sostenibile: costruire strade di pace."

Questo è il modo in cui immaginiamo di farlo.

Sedici narratori provenienti da quattordici nazioni diverse, esprimendosi nella propria lingua madre, raccontano il loro personale sogno di pace per i rispettivi paesi, dal singolo punto di vista.

Il video collettivo è composto da differenti speranze per un mondo pacifico, riunite insieme come un meraviglioso puzzle, ognuna importante per il bene di tutti.

Come Martin Luther King Jr. ha detto: "L'ingiustizia in qualsiasi luogo è una minaccia alla giustizia ovunque".
Quindi, che la pace sia, ma che sia pace ovunque.

Il video (disponibili, tramite l’apposita funzione di Youtube, sottotitoli in Italiano e Inglese):



I narratori e i brani in ordine di apparizione:

Immagina un mondo con altre leggi. Un mondo senza espulsioni. Dove le persone abbiano lavoro. Riesci a immaginare di camminare sulle "strisce pedonali" altrui?
Beatriz Montero (Spagna)

Immagina un mondo dove nessun essere umano fosse costretto a dormire affamato. Coloro che hanno sete potessero bere acqua pulita. I malati potessero ricevere cure mediche. Tutti dovrebbero avere opportunità di lavorare.
Hamid Barole Abdu (Eritrea)

Io immagino i bambini del Venezuela che giocano tutti in libertà, ascoltando storie sotto un albero Saman, all'ombra, con le loro famiglie, perché un abbraccio di pace non è una storia.
Omira Bellizzio (Venezuela)

Distribuiamo l'amore. Moltiplichiamo l'amore. Aggiungiamo l'amore. Ma non sottraiamo l'amore.
D.M.S. Ariyrathne (Sri Lanka)

Mi piacerebbe vedere il mio paese più inclusivo. Un paese in cui si recuperi la fiducia necessaria per essere calmi e tranquilli. Un paese dove i valori rinascano. Un paese dove la gente possa essere davvero felice.
Sandra Burmeister (Cile)

Immagino un paese dove al primo posto ci siano i diritti umani, al secondo... i diritti umani, e al terzo? Sì, i diritti umani. Se avremo ancora tempo per altro sarà bello, altrimenti, mi piacerà lo stesso.
Alessandro Ghebreigziabiher (Ideatore e coordinatore del progetto, Italia)

Immagino, un giorno, di svegliarmi al mattino, uscire per una passeggiata per le strade e trovare ogni singola persona, bambini, giovani e anziani, sorridere da orecchio a orecchio, affinché possano far sorridere anche te.
Raquel Silvetti (Uruguay)

Immagina che non ci siano estremismi, omicidi e spargimenti di sangue in nome della religione nel Bangladesh; uomini e donne entrambi uguali; e ogni essere umano onorato come essere umano.
Mahfuz Jewel (Bangladesh)

Come Filippina, io sogno le Filippine in pace, piene d'amore, unità e cooperazione.
Storyteller Pet (Filippine)

Io immagino pace attraverso tolleranza - non solo tolleranza delle persone differenti da noi, ma tolleranza dell'ambiguità e dell'incertezza, poiché ci sono così tante cose che non capiamo e non possiamo capire - sull'universo, la scienza, la natura, dio, lo spirito, il cambiamento, il futuro, e la vita interiore di coloro che ci circondano. Quando possiamo accettare ambiguità e incertezza, può esserci empatia... e pace.
Barry Stewart Mann (USA)

Immagino un paese dove tutte le decisioni e le leggi siano sempre fatte a misura di bambino. Questo è l'unico modo con il quale possiamo essere certi che la pace regnerebbe per sempre.
Cecilia Moreschi (Italia)

Immagina un mondo dove si possa immaginare, nel quale si possa sognare, bere, giocare, vestirsi, cantare, disegnare, scrivere, amare. Un mondo dove si possa sognare a occhi aperti.
Enrique Páez (Spagna)

Immagina che non ci sia violenza al mondo, né fisica, né psicologica, né sessuale. Coloro che levassero le proprie mani per fare violenza si tramuterebbero in pietra. Immagina tutte le armi bandite, così come i costruttori di armi. Che facessero crescere ortaggi biologici, invece. Immagina tutti i bambini andare a scuola per imparare la pace e la libertà. Coloro che li trattengono, che li mettono in una scatola, che li classificano si trasformeranno in guano che sarà sparso sul prato della scuola. Immagina che scoppi una guerra, ma che non si presenti nessuno.
Katharina Ritter (Germania)

Immagina il Portogallo. Immagina le onde del mare portoghese vibranti. Come note musicali che suonino sempre per la pace.
Jozé Sabugo (Portogallo)

Immagina un mondo dove i bambini siano bambini e abbiano tempo, tempo per giocare, che è il migliore. Il tempo che hanno perso, libero e non prigioniero in un orologio. E immagina un mondo di storie, cartoni animati e novelle ma che non funzionino con un pulsante. Mi piacerebbe che una nonna mi leggesse e mi raccontasse tutto questo con la camicia da notte.
Lisi Amondarain (Argentina)

Immagino che l'Australia abbracci le diverse culture. Immagino che l'Australia accolga e abbia cura dei rifugiati. Immagino che l'Australia comprenda meglio le culture Aborigene.
Suzanne Sandow (Australia)

Informazioni:
Storytellers for Peace nasce a giugno 2016 ed è una rete internazionale di narratori che creano storie collettive attraverso i video.
Gli artisti e le storie provengono da tutto il mondo e parlano di pace, giustizia, uguaglianza e diritti umani.
Tutti i partecipanti raccontano uno o più versi della storia nella propria lingua madre.
Vedrete così video narrazioni multilingue che mostreranno quanto il mondo possa risultare bello e pacifico laddove si unisca per celebrare se stesso.
Il progetto è stato ideato ed è coordinato da Alessandro Ghebreigziabiher, scrittore, narratore, attore e regista teatrale.


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