Giungla di Calais cos’è davvero

Storie e Notizie N. 1395

Secondo Calais Migrant Solidarity sin dal 2009 ci sono stati dai 100 ai 5000 migranti a Calais, giunti con la speranza di arrivare nel Regno Unito.
Persone da tutto il mondo, come Iran, Afghanistan, Pakistan, Somalia, Egitto, Siria, Sudan, Palestina, Ciad, Eritrea, Iraq, Albania, Senegal, Kurdistan, Libia ed Etiopia.
Ma perché giungla? Leggo che il nome è la traduzione di una parola in Pashtu, una lingua iranica parlata in Afghanistan e Pakistan, che significa foresta
.

C’era una volta una giungla.

Che nella nostra lingua significa foresta pluviale tropicale.
Bè, allora potremmo pure dire c’era una volta una foresta.
Ma non rende l’idea, giusto?
Perché se uno ti racconta una storia di foreste,

allora pensi al bosco, agli animali parlanti, le fate e le favole.
No, non c’è posto per tutto ciò, qui.
Perché, malgrado la realtà, la giungla non è o non dovrebbe essere.
Roba per bambini.
Allora, c’era una volta, questa, una giungla.
Ma non una giungla come quelle dei romanzi di Emilio Salgari.
Dove i buoni sono i presunti selvaggi e i cattivi sono i veri invasori, al sicuro al di là del mare.
Qui le regole erano differenti.
Perché, da quando esistono le storie, le regole le decide chi le racconta.
Indi per cui, c’era una volta una giungla diversa.
Sì, diversa, perché laddove in quelle da romanzo d’avventura è difficile entrarvi, e per oltrepassare l’intricata macchia occorre coraggio e avventatezza, qui era esattamente il contrario.
E malgrado tutto il coraggio e l’avventatezza del mondo potevi trascorrervi tutto il tempo di una vita.
Per poi vedere la storia ripetersi.
Ancora.
E ancora.
Perciò, c’era una volta una giungla diversa dov’era difficile uscire.
E dov’era facile restare.
Inoltre, a rinnegare ogni coincidenza con le narrazioni precedenti, qui non c’erano suggestive piante esotiche e scorci fascinosi con cui distrarsi dalle infamie del presente.
E neppure feroci felini e imponenti elefanti da far ghiacciare un sangue già congelato da tempo.
Non v’erano liane robuste con cui sollevarsi da una miseria mai sazia.
E neanche passaggi segreti in antiche rovine per fuggire da qualche parte che non fosse stato laggiù e tanto meno qui.
C’era una volta una giungla diversa, in breve.
Dove per sempre restavi, una volta entrato.
Leggi pure come vivere perennemente insoddisfatti, alla vana ricerca di una via d’uscita.
Sai qual è la storia più assurda? Che la precedente frase sembra la didascalia di uno dei tanti privilegiati a nord del mondo, magari in un pomeriggio di sconforto.
Forse sarà per questo che capire cos'è la giungla e perché ci si arriva, per molti, è addirittura più difficile che uscire da essa...


Vieni ad ascoltarmi a teatro, Elisa e il meraviglioso degli oggetti, Sabato 5 Novembre alle 21 al Teatro Planet, Roma. 

Leggi anche il racconto della settimana: Con un battito di ciglia  
Leggi altre storie di immigrati
Ascolta la mia canzone La libertà 
Compra il mio ultimo libro, Elisa e il meraviglioso mondo degli oggetti, Tempesta Editore
 

Visita le pagine dedicate ai libri:
 

Commenti