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Sabato 13 Gennaio 2018, Spettacolo teatrale e musicale in occasione dell'uscita del romanzo Carla senza di Noi, Graphofeel Edizioni, Libreria Ubik – Via Adige 2, Monterotondo (RM) - Ingresso libero

Storie di donne ibernate: la lettera

Storie e Notizie N. 1410

Nel Regno Unito, una quattordicenne deceduta a causa del cancro ha ottenuto il diritto di essere congelata criogenicamente. Il giudice ha deciso di dar ragione alla madre di farla ibernare negli Stati Uniti. Nota solo come JS, la giovane aveva scritto alla corte: "Mi è stato chiesto di spiegare perché voglio che sia fatta questa insolita cosa. Ho solo 14 anni e non voglio morire, ma so che sta per accadere. Penso che essere ibernata mi darà la possibilità di essere curata e risvegliata, anche tra centinaia d'anni. Non voglio essere sepolta sotto terra. Voglio vivere e vivere più a lungo, penso che in futuro si potrà trovare una cura per il mio cancro e mi riporteranno in vita. Voglio avere questa opportunità. Questo è il mio desiderio."

Cara JS,
svegliati, fallo ora, ti prego.
Svegliati e sveglia anche me.
Ce l’abbiamo fatta, dimmi che è così.
Dimmi che il cancro è stato sconfitto.
E che tutti i tumori che divorano carne e respiro, lì

dentro, là nascosti, sono stati finalmente scoperti, portati alla luce nel loro immane e congenito orrore.
Ammassi di cellule defunte, certo, ma anche di semplice solitudine travestita da presunte difficoltà con gli estranei e puro odio camuffato a difesa dei propri, ignorati diritti, visioni svuotate di senno e deliri sconclusionati confusi per discorsi accorati, gesti volgari sotto forma di veniali sviste e, soprattutto, imperdonabile indifferenza truccata da senso pratico.
Mia dolce JS, svegliati, coraggio.
Svegliati e svegliaci tutti, perché il futuro che hai sempre sognato è ora.
Esultiamo insieme.
Sicché tutto quel che di fragile e umano che con il tuo tenero corpo hai congelato è sopravvissuto.
Con loro la speranza di vivere sereni, prima che a lungo.
Il desiderio di non soffrire invano, prima dell’assoluta assenza di dolore.
Il diritto di conservare intatta la propria dignità, ancor prima che la stessa vita.
Mostriamo quindi il prezioso bagaglio ai poveri di immaginazione e scarsi di perseveranza.
Vedete che avevamo ragione?
Vedete, adesso, per cosa abbiamo lottato e il più delle volte perso?
JS, amica del presente e di ieri, sorridi.
Perché il domani è oggi.
Ma a dispetto di quel che scrivono i poeti e gli illusi come me, non svegliarti più.
Continua a rimanere così, al riparo del morso della Storia.
Prolunga all’infinito il desiderio di un mondo guidato da capitani saggi verso orizzonti virtuosi.
Dove curare, curare ogni male è il camminare comune.
Dove il tuo risveglio è solo uno dei tanti segreti da proteggere.
Coraggiosa JS, ti prego.
Sorprendimi, fallo adesso, non il dì che verrà.
Dimostraci, come hai fatto prima di salutarci, che tu avevi ragione e noi avevamo torto.
Che siamo destinati.
A preservar vita.
E speranze.


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