Filippine incendio a Manila: io contro il fuoco

Storie e Notizie N. 1432

A Manila un incendio ha distrutto le case di 15.000 abitanti delle baraccopoli. Le famiglie sono state costrette a setacciare i resti delle loro abitazioni di fortuna in cerca dei propri effetti personali mentre i roghi infuriavano fuori controllo, provocando molti feriti.
Tali vicende sfortunate, tra le vite già nate travagliate, compongono uno sfondo tristemente noto. Tuttavia, la piccola storia di chi solo, nel cuore della notte non si arrende e continua a lottare, è molto meno scontata di quel che sembra…


Io contro il fuoco.
Io, da solo, ricoperto di stracci, in piedi.

A lottare contro il fuoco.
Sembrerò ridicolo, a te, rigorosamente alle mie spalle.
In modo che ascolti le tue parole.
Ma non veda i tuoi occhi.
Soprattutto, evitando che tu scorga i miei.
Solo contro il fuoco, con un solo secchio d’acqua, che in pochi secondi diverrà uno dei tanti contenitori vuoti della mia difficile esistenza.
Le tasche come l’armadio e i cassetti, un fantomatico conto in banca e le pagine che mancano al mio addio al racconto globale, leggi pure come quel che resta da scrivere.
Ti sembrerò un pazzo, in totale balia di una follia inaccettabile, al giorno d’oggi. Perché il matto moderno il fuoco lo appicca, mica cerca di spegnerlo, vero?
Eppure io sono qua, in piedi contro il fuoco.
Mentre tutto quel che avevo brucia.
Mentre tutto quel che ho è la forza delle braccia che reggono il secchio.
E’ malgrado la mia unica arma lo abbandonerà a breve, rimane intatto il consiglio migliore che ho avuto dalla vita, probabilmente l’unico.
Se hai un secchio e puoi riempirlo, il fuoco avrà sempre paura di te.
Ecco perché sono qui, ora.
Solo contro di lui, l’ottuso mostro che si nutre di forme e tempo.
Lo so, mi riterrai un ingenuo, ma credimi, per una volta.
Credimi almeno ora, mentre combatto il mio nemico.
E’ incredibilmente forte e ruggisce con altrettanta veemenza, ma non è in grado di rubarci altro che il modo con le quale le cose sono disegnate e ogni secondo che abbiamo speso per conoscerle e imparare ad amarle.
Qualora non si avventi su noi stessi, è chiaro.
Il fuoco non avrà mai i nostri ricordi.
Il fuoco non potrà mai intaccare quel che ci lega l’uno con l’altro.
Perché il fuoco è addirittura più solo di noi e solo distruggendo trova un senso alla sua esistenza.
Per questo non ho paura di affrontarlo.
Forse sono in grado di capirlo meglio di chiunque altro.
Solo, contro di lui, difficilmente vincerò.
Nondimeno, stanotte sono qui e ancora qui mi troverai, dopo il prossimo tramonto, con le fiamme ovunque.
Finché non potrò scrivere.
Abbiamo vinto.
Perché contro il fuoco.
C’eravamo.
Noi.


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