La fame è un’arma
Storie e Notizie N. 2313
C’era una volta l’arma più crudele.
La forma di violenza che fa vincere le guerre perché aggredisce letteralmente il nutrimento della vita che si intende conquistare.
Secondo uno studio recente, la fame viene sempre più sfruttata come arma per prevalere nei conflitti. Si contano almeno 20.000 episodi documentati di "violenza legata al cibo" negli ultimi otto anni.
Eppure, nel 2018 le Nazioni Unite erano state chiare, condannando con una risoluzione la morte per fame dei civili come tattica di guerra.
Perché stiamo parlando soprattutto dei civili ed è questo l’aspetto più atroce di tutto ciò.
In questi anni, l'approvvigionamento alimentare a Gaza, in Sudan, in Libano e ad Haiti, tra gli altri Paesi, è stato preso di mira in modo chirurgico e sistematico.
I ricercatori hanno scoperto ben 1.909 attacchi militari contro terreni agricoli e altri 563 contro infrastrutture idriche vitali per le colture, che hanno compromesso la sicurezza alimentare in oltre 42 paesi e territori.
La fame è in pratica una subdola quanto spregevole arma di distruzione di massa.
Secondo i dati, le nazioni con il maggior numero di attacchi subiti sono i Territori palestinesi occupati con 9.013 aggressioni, seguiti dallo Yemen – 1.863 – e dal Sudan, dove il cibo è stato preso di mira in 1.605 occasioni.
Uno degli attacchi più recenti è avvenuto in Sudan in questi giorni, quando un drone ha colpito un mercato affollato, uccidendo 28 persone.
Altri paesi che hanno documentato ripetuti attacchi alle scorte alimentari includono la Siria, molti dei quali attribuiti alle forze governative o militari russe prima della caduta del regime di Assad, e il Mali mentre la giunta al potere lottava per mantenere la sua presa sul paese dell'Africa occidentale.
Ma il dato maggiormente disumano riguarda le aggressioni ai danni dei civili, dilaniati dai morsi della fame, mentre cercavano di procurarsi cibo. Tra l'ottobre del 2023 e la fine del 2025, oltre 10.300 persone sono state uccise o ferite mentre tentavano di accedere agli aiuti.
La fame, ovvero la privazione del cibo, è quindi come una sorta di bomba nucleare che esplode con maggiore lentezza, deflagrando nel corpo e nella mente.
Da cui l’ennesimo grottesco paradosso, che vede quello stesso cibo sprecato in quantità enormi nel resto del mondo. Cifra che è addirittura in aumento.
Secondo l’UNEP – United Nations Environment Programme e la FAO, il problema rappresenta una delle maggiori inefficienze economiche, ambientali e sociali del sistema alimentare mondiale.
Un rapporto del 2024 stima che nel 2022 il mondo ha sprecato circa 1,05 miliardi di tonnellate di cibo. In pratica, ogni persona disperde mediamente circa 79 kg di cibo all’anno a livello domestico, il che vuol dire che vengono buttati oltre 1 miliardo di pasti al giorno...
Tra gli stati più spreconi, oltre all’India, ci sono proprio la Cina e gli Stati Uniti, che tu guarda il caso sono assieme alla Russia le nazioni maggiormente influenti nei paesi vittime del suddetto bombardamento alimentare.
Allora, non posso fare a meno di chiudere gli occhi e figurarmi due monitor, l’uno accanto all’altro, con entrambi gli scenari che vanno in onda nello stesso momento. Trattasi di parti dello stesso lungometraggio dal titolo a cui tutti noi apparteniamo, ovvero La folle storia dell’umanità. E non posso fare a meno di provare smarrimento al pensiero che, nei fatti, non serve nemmeno che chiuda gli occhi.
La storia è tutti i giorni lì sul tavolo, ogni volta che ci sediamo per mangiare.
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