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Nato senza gambe e un braccio: ma che braccio

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Storie e Notizie N. 940 E’ nato all’ospedale San Donato, ad Arezzo, ed è stato abbandonato dai genitori due mesi fa. Non ha le gambe e ha un solo braccio. Aggiornamento: questo racconto è contenuto nel libro Roba da bambini, (Tempesta Editore - 2014) Mi chiamo Francesco e sono nato senza genitori. Ovvero, questi ultimi sono privi di me. Diciamo le cose come stanno, serve sempre, credo. Per me loro sarebbero andati bene, mi sarei fidato sulla carta. D’altra parte, cos’altro possiamo fare, noi che siamo all’inizio del viaggio? Ci prendiamo quello che troviamo. Mamma e papà, nazionalità e lingua, religione e soprattutto il corpo. Ecco, il corpo. Già quando dico corpo, sapete dove voglio andare a parare. Basta guardarmi. Anzi, che dico, ammirarmi. Sì, lo so, non è merito mio, è la natura che decide, il caso o le divinità che preferite. Quel che conta è che ciò che ho mi sia stato donato ad occhi chiusi e sta a me fare di tutto per renderlo straordinario. O condannarlo alla banalità più ass...

Bologna morto neonato in strada: 10 domande al governo

Storie e Notizie N. 305 Sarà perché sono padre. O forse perché è un fatto incredibilmente vergognoso per un paese che si definisca civile. Minimamente civile. Tuttavia, non posso che leggere con l’orrore nel cuore che il 4 gennaio a Bologna un bimbo di soli venti giorni è morto in strada , ufficialmente per una crisi respiratoria . Non ufficialmente, di stenti . Ovvero, di freddo e fame . E’ morto in strada perché viveva in strada da giorni, insieme a tutta la sua famiglia. Insieme ai suoi genitori, il fratello gemello e la sorellina, viveva in strada. Una famiglia italiana . Così, in questo caso non si può archiviare il tutto con la solita ignobile frase, che ho realmente sentito: “ Poveri immigrati… però, non è per cattiveria, ma perché non se ne stanno al paese loro ?” Qualcuno probabilmente dirà che sono cose che capitano, che la vita è dura, al giorno d’oggi. Che c’è la crisi . E che se proprio bisogna prendersela con qualcuno, ci sono i genitori del piccolo sfortunato. O m...