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Novembre 2017, Spettacolo teatrale e musicale in occasione dell'uscita del romanzo
Carla senza di Noi, Graphofeel Edizioni

Storie di animali: La rivoluzione del sorriso



Storie e Notizie N. 14

La Storia:

Aprile 2009

Tutto è cominciato all’inizio del mese scorso.
Una notizia stramba come tante: in Svezia, un innocuo scimpanzè di nome Santino tira i sassi ai visitatori, infastidito dalla loro presenza.
Buffo.
Non altrettanto il fatto che l’animale aveva preparato le sue munizioni prima…
Santino aveva dimostrato di poter realizzare un piano, di poter disegnare una strategia. In altre parole, l’animale dava prova di saper guardare al di là del momento presente ed immaginare una rivincita.
Nessuno di noi aveva considerato che non esiste al mondo nulla di più pericoloso in chi è vittima di un’ingiustizia.
Perché, dal punto di vista degli animali, cos’altro è stare chiusi in una gabbia per il resto della vita, con i propri carcerieri che ti osservano divertiti?
Perciò la nostra attenzione si era concentrata sul lancio dei sassi e non sulle ragioni del lancio stesso, molto più importanti.
Tipico.
Santino era stato solo l’inizio. Santino era stato solo il primo. Santino era stato solo l’esempio.
Un bel giorno l’elefante, non avendo altro, ha iniziato a sollevare le proprie feci con la proboscide e a tirarle addosso ai suoi ospiti e alle loro assordanti macchinette fotografiche.
La tigre, la quale aveva insospettito la sera prima i guardiani ignorando la carne per la cena, l’ha fatta marcire e all’indomani l'ha buttata al di là delle inferriate, proprio in testa ad una famigliola e alla loro inesauribile videocamera.
Il lama, be’, il lama sputava già da prima. Solo che stavolta prese molto meglio la mira, molto meglio.
Quello che accadde poi nella gabbia della giraffa lasciò tutti di sasso. La madre giraffona guardò dritto negli occhi il piccolo. Lui fece lo stesso. Fu indubbiamente uno sguardo di intesa, il loro. Quindi la femmina sollevò con la testa il cucciolo e lo proiettò in alto, oltre la cella, proprio addosso ad un branco di ciccioni gonfi di patatine e bevande gassate.
“Scappa!” sembrò gridare con gli occhi la madre. “Scappa via da qui, tu che puoi…”
Via di seguito, ogni animale diede prova della sua ribellione, del suo desiderio di rivalsa.
Il rinoceronte e lo gnu, l’orso bruno e il canguro, l’antilope e la zebra, tutti i prigionieri dello zoo, nessuno escluso, incrociarono le zampe, come si suol dire.
E ancora una volta, mentre il clamore era sotto gli occhi di tutti, il fatto principale venne ignorato.
Santino, uno scimpanzè che aveva imparato a sognare un futuro in cui pareggiare i conti con il destino, un animale che aveva aperto gli occhi veramente per la prima volta nella sua vita solo un mese addietro, li chiuse per sempre.
Se ne accorse una bambina, la quale cercò di attirare l’attenzione del padre, che la ignorò, troppo preso dal suo cellulare.
“Guarda, papà”, disse lei affascinata, “la scimmia sorride…”
Poter sorridere.
Nessuno seppe mai che era sempre stato quello e solo quello il suo sogno.

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La Notizia:

Ansa, 10 Marzo 2009: SANTINO, SCIMPANZE' CHE LANCIA LE PIETRE.
A Santino, un maschio di scimpanzè del Furuvik Zoo di Gavle, Svezia, i visitatori danno fastidio. Lo innervosiscono molto, e lui, per questo scaglia contro di loro sassi: sassi che si è preparato alla bisogna fin dal mattino. E' dal 1997 - scrive la rivista Science nella sua edizione on line - che Santino ha cominciato a manifestare la sua insofferenza verso il pubblico dello zoo tirando le pietre. In questi casi mostra di essere molto nervoso, salta da una parte all'altra del recinto, batte i piedi in terra e grida. Osservando il suo comportamento, ci si è accorti che lo scimpanzè non tirava sassi che gli capitavano a caso, ma già dalla mattina, quando ancora i cancelli dello zoo erano chiusi, coscienziosamente cominciava a cercare pietre pezzi di cemento e li ammonticchiava in una sorta di deposito munizioni.

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