Crocifisso in classe: la vera storia

English version

Questo racconto lo potete trovare nel libro dal titolo "Il dono della diversità", Tempesta Editore.




Storie e Notizie N. 68

La Storia:

C’era una volta una scuola.
Nella scuola c’era una sola classe.
Nella classe c’era un solo maestro.
Nella scuola non c’erano alunni, la classe era vuota e il maestro era sempre solo.
L’uomo era diventato molto triste poiché un maestro senza alunni è come un poeta senza amore.
Proprio nel momento in cui stava per abbandonare la scuola e cercare un altro lavoro, arrivò in classe il primo alunno.
“Benvenuto”, disse l’insegnante. “Come ti chiami?”
“Il mio nome è Mario”, rispose il bambino.
“Di che religione sei?” domandò il maestro.
“Sono cattolico”, rispose il piccolo.
Allora l’uomo, pensando di fare un piacere a Mario, l’indomani gli fece trovare un crocifisso sulla parete alle proprie spalle:

Il bambino era tutto preso a fare un disegno e non sembrò affatto più felice del giorno precedente, tuttavia il maestro si disse che comunque aveva avuto una buona idea.
Poco tempo dopo arrivò in classe una bambina.
“Come ti chiami?” chiese il maestro.
“Il mio nome è Myriam”, disse la piccola.
“Di che religione sei?” domandò l’insegnante.
“Sono ebrea”, rispose lei.
Allora l’uomo, per non fare un torto a quest’ultima, l’indomani sistemò accanto al crocifisso la Stella di David:


Anche la bambina disegnava assorta e non dimostrò alcun particolare entusiasmo, ma il maestro pensò che aveva fatto una cosa giusta.
Passò qualche giorno e un altro alunno arrivò in classe.
“Come ti chiami?” gli domandò l’insegnante.
“Muhammad”, rispose il bambino.
“Di che religione sei?” chiese il maestro.
“Sono islamico”, rispose il piccolo.
Allora l’uomo, per non far sentire escluso il nuovo arrivato, l’indomani aggiunse al crocifisso e alla stella di David anche la mezzaluna:


Pure Muhammad, intento a colorare un foglio, non sembrò gioire della cosa come il maestro si aspettava, ma questi si disse che magari avrebbe gradito più avanti.
Col tempo arrivarono altri alunni, ognuno di una religione diversa, ma tutti ugualmente amavano disegnare e colorare.
C’era un bambino buddista, uno induista, uno taoista e molti altri ancora.
Ognuno dichiarò di seguire un credo diverso da quello degli altri.
La parete nel frattempo era già piena e il maestro non sapeva come fare per essere equo e rispettare tutti gli alunni.
L’uomo era molto preoccupato e in quel momento si ricordò dei giorni in cui era tanto triste, perché era solo e la classe era vuota.
All’indomani i bambini entrarono in classe e trovarono la parete così:


Il maestro si aspettò che gli alunni se ne accorgessero e gliene chiedessero conto, ma nessuno all’inizio sembrò dare importanza alla cosa.
Dopo qualche minuto uno di loro richiamò l’attenzione dell’uomo con la manina alzata: “Maestro…”
“Sì?” fece quest’ultimo.
“Posso attaccare il mio disegno sul muro dietro di lei?” chiese il piccolo.
“Anch’io!” esclamò una bimba.
“Pure io!” gridò un’altra.
“Anche io voglio attaccare il mio disegno!” strillò un altro ancora e così tutti gli altri.
E fu così che il maestro scoprì che era molto meglio ricoprire la parete con i sogni dei bambini, che con i bisogni dei grandi…

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Commenti

  1. Riccardo Agresti4 novembre 2009 19:34

    Mi è piaciuta la tua storia, solo vorrei sottolineare che la Corte Europea non ha vietato il crocifisso in aula, ma ha vietato l'obbligo ad averlo ... se conosco ancora il francese :-)
    Riccardo

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  2. Caro Alessandro.
    Io non so scrivere bene questa bella lingua. Soltanto devo dirti che il tuo racconto mi ha commosso. Bellísimo!!!.
    Se tu capisci la mia lingua, spagnolo, sarebbe molto più facile per me scriverti.
    Grazie, con afetto
    susy

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  3. Molto bello questo scrito dello crocifisso.- Veramente non dovrebbe essere obbligo avere simboli religiosi nell aula ne anche a nessun altro sitio. Ogniuno deve averlo dove vuole, alla casa, al lavoro o soltanto nello cuore
    Parli spagnolo? Scusi gli errori
    Ti saluto

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  4. giovanni de agazio4 novembre 2009 23:44

    è molto bella la storia ... e la corte europea non può che fare questo, la mia paura è che in questi tempi non vedo regnare la ragione, stiamo tornando indietro di centinaia di anni, spero che la logica un giorno regni su questa terra

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  5. Ciao Alessandro,

    il tuo racconto è molto significativo e racchiude una grande verità, con cui concordo appieno.

    Detto da uno che ha fatto 7 anni di scuola dalla suore (tra asilo ed elementari) vale ancora di più :)

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  6. Bellissima storia

    e incredibile coincidenza :)

    ho appena finito un piccolo botta e risposta con uno dei partecipanti di un gruppo a "difesa" del crocefisso in aula, che riassumo brevemente nell'inizio e nella fine dello scambio di opinioni:

    "togli il crocefisso dal muro e questo restera` vuoto, lo stesso vuoto che ha chi l'ha voluto togliere"

    "dai una scatola di colori ad un bambino e ti riempira` quel muro di emozioni, gioie, paure, sogni, aspettative"

    :)

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  7. Grazie a tutti per i bei commenti. :)
    Per Susy e Mimita, ahimè non parlo spagnolo... ma grazie comunque!
    Buon week end

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  8. sogni dei bambini e sogni dei grandi, splendida sintesi, suggerisce un mondo intero(bellissima la storia, ma soprattutto mi ha sorpreso di trovare una chiusa non moralistica e così efficace)
    paolo

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  9. parlo inglese quindi perdona i miei errori.
    i nostri figli sono pieni di fantasie, di belezze, di idea, di tante cose.
    ma i nostri figli della nostra società hanno sempre avuto e avrano sempre per tutto la loro vita un bisogno di amore e di essempi del amore vero. non l'amore superficiale che dura talmente poco che si dimentica in un secrondo, hanno bisogno di esempi di Amore vero con il MAISCOLO. questo amore non scompare mai. questo amore si chiama sacrificio totale. chi è educatore nella nostra società ha il dovere di essere essempio di questo amore. e se un simbolo che è rapresentà questa amore. avete solo dato un schiaffo alla parola amore. che il nostro mondo ha così tanto bisogno. un simbolo che rapresentà la pace, perdono, e sacrificio totale per quello che ama. spero che voi italiani capiscono di più il significato di questo simbolo che e dono per tutti e per tutti religioni. perchè ha proclamato di morire per tutti non solo i cristiani. quindi è un simbolo universale.
    pace pace pace nel mondo. amore amore amore tra religione, perdono perdono per tutti noi

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  10. La storia è veramente esemplare e chiarisce senza alcun estremismo perchè, avendo tutte le altre religioni presenti in Italia e dovunque ci sia una società multietnica,come è oggi quella italiana, il naturale desiderio ad avere il simbolo della propria appartenenza culturale e religiosa, senza porsi in conflitto con gli altri si debbano trovare sempre difronte alla onnipresenza del Cristo che fa sentire le altre religioni, religioni di serie B . Non è assolutame accettabile minimamente quanto dice l'anonimo che vede in questo simbolo qualcosa di significativo anche per le altre religioni.Questa morte non ha alcun significato per le altre religioni tranne per alcune persone aperte ad un sincretismo religiosi che i più ancora non hanno, e che colgono la parte buona di questo messaggio senza dare un valore totalizzante; Gandhi nella sua campagna non violenta per la liberazione dell'India dagli oppressori inglesi aveva più volte parlato di Gesù ma aveva solamente il valore di un sacrificio contro la violenza del mondo.E Gandhi è morto a causa di questa violenza non in croce ma per un colpo di pistola.Quando si vuole invece dare un valore religios assoluto si è nella pure farneticazione, come succede quì in da noi.
    Fra l'altro questa imposizione che deriva da una legge del 1930,credo, che imponeva l'esposizione nei luoghi pubblici del Re e di Gesù è del tutto anticostituzionale o perlomeno dovrebbe essere.Ma indipendentemente da questo lede il diritto alla fede ed alla cultura altrui.
    Questo in un paese democratico non deve esistere.Ma il nostro è veramente un paese democratico?

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  11. @Albione: grazie della tua bella osservazione, che condivido. Siamo un paese democratico? Be', penso che abbiamo ancora molto da fare per renderlo tale pienamente...

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