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Iran e Italia, dittature a confronto





L’Iran è considerato un paese ponte tra il mondo arabo e quello asiatico, sebbene non appartenga completamente a nessuno dei due.

L’Italia è da sempre la testa di ponte degli Stati Uniti in Europa, sebbene faccia ufficialmente parte di quest’ultimo continente.

L’Iran ha una religione ufficiale che è l’Islam, in particolare quello sciita duodecimano.

Anche l’Italia ha una religione ufficiale, il Cattolicesimo.
Non tutti sanno però che non è obbligatorio averla, una religione ufficiale. Difatti tanti paesi non ce l’hanno eppure sembra che sopravvivano lo stesso…

In Iran c’è una Guida suprema, il massimo leader religioso, il cui parere determina la scelta della candidature alla presidenza e al parlamento.

In Italia, a capo della religione di Stato, c’è il Papa, il cui parere ufficialmente non dovrebbe determinare alcunché nella vita politica, ma nei fatti…

In Iran, ancora oggi, le donne non godono di tutti i diritti che spettano loro. La Guida suprema afferma che non devono accedere alla carriera politica, poiché il senso della loro esistenza è restare in casa a badare ai bambini.

In Italia nessun leader politico o religioso si sognerebbe mai di dire una cosa del genere, tuttavia, secondo il World Economic Forum, nella classifica relativa alla distanza tra i due sessi in fatto di partecipazione alla vita politica ed economica, siamo al 72esimo posto, dopo il Vietnam e subito prima della Tanzania.

In Iran vige la pena di morte e molte organizzazioni internazionali accusano il paese di gravi violazioni dei diritti umani.

In Italia non c’è la pena di morte dal 1947, ciò nonostante quest’anno siamo stati condannati dalla Corte Europea per i diritti dell’uomo per trattamenti inumani e degradanti simili a tortura nei confronti di un detenuto, costretto a vivere in nel carcere romano di Rebibbia in soli 2,7 metri quadri, laddove il Comitato europeo per la prevenzione della Tortura sancisce che lo spazio minimo per un detenuto in una cella singola non può essere inferiore a 7 metri quadrati.

In Iran il capo del governo è il presidente Mahmud Ahmadinejad, un personaggio sempre sotto i riflettori internazionali e di lui si dicono tante cose.
Ad esempio che le sue affermazioni, spesso contraddittorie, mirino ad ottenere contemporaneamente il consenso dei cittadini più religiosi e quello delle classi meno abbienti.
E’ considerato un leader populista e spesso le sue dichiarazioni suscitano scalpore e fanno il giro del mondo.
Non ha un buon rapporto con la stampa internazionale e accusa spesso quest’ultima di travisare le sue parole dando di lui un’immagine fuorviante e lontana dalla realtà.

Molte organizzazioni internazionali puntano il dito sul presidente iraniano e il suo governo, colpevole a loro avviso di limitare la libertà di stampa. In Italia, malgrado il presidente della repubblica sia Giorgio Napolitano, di fatto il capo del governo è il primo ministro Silvio Berlusconi e la descrizione di Ahmadinejad gli calza a pennello.
Iran e Italia, due terre lontane, due paesi diversi e tante somiglianze.
Eppure una differenza enorme c’è: in Iran, il governo ha un’opposizione.
In Italia c’è il Pd

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Loving contro Virginia, 5 Gennaio 2010 a Trieste.

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