Internet spiegato ai bambini: storia del World Wide Web

Storie e Notizie N. 916

Il World Wide Web è nato il 6 agosto del 1991 per mano di Tim Berners-Lee, ricercatore del CERN, nel giorno in cui il nostro mise online il primo sito della storia.
Tuttavia, il www, la cui definizione, nella traduzione in Italiano, sarebbe Grande Ragnatela Mondiale, diviene pubblico solo due anni più tardi e precisamente il 30 aprile del 1993.
Indi per cui, Internet compie oggi 20 anni, durante i quali il World Wide Web Consortium ne ha garantito gli standard.
Grande ragnatela mondiale.
Ma cosa significa, veramente, questa parola?
Cos’è davvero la rete?
Vi propongo, come al solito, una storia.

C’era una volta un punto.
Sì, un punto, non importa quanto grande.
Ciò che conta è che il punto era solo.
Un piccolo o grande punto nel mezzo di una pagina vuota.
Di che colore era il punto?
Non ve lo dico, per non rischiare che si dica che i punti di colore diverso siano stranieri.

Un giorno come tanti altri, tutti uguali, un altro punto apparve accanto al primo.
Un punto identico.
Perfettamente identico, in grandezza, forma e anche colore, va’.
Così evitiamo fantomatiche difficoltà di integrazione.
Ora, lo sanno tutti, un punto da solo serve a poco, oltre a terminare qualcosa, giammai ad iniziare.
Punto e a capo, e la frase è conclusa.
Fino all’ultimo punto e vissero felici e contenti, salvo imprevisti.
Ecco, il secondo punto fu un imprevisto fondamentale, poiché come potremmo dire e vissero felici e contenti, se non almeno di due si sta parlando?
Difatti, dopo pochi secondi che il nuovo punto era sulla pagina, un timido segmento venne tracciato per unire i due.
Adesso non serve chiarire da chi sia partita l’iniziativa, trattasi di inezia di poco conto.
E adesso che si fa?
D’accordo, se con un punto si sancisce la fine, con due si apre la strada a nuovi scenari.
Come dire, bla bla bla, due punti: e via alla sorpresa.
Quale?
Nel nostro caso l’arrivo di un terzo punto, anch’esso esattamente uguale agli altri.
Ragazzi, con tre punti le cose si fecero interessanti, ed è scontato.
Non a caso il tre è il numero perfetto, ma non per quello che dice, piuttosto per l’infinito che sottintende…
Ovvero sospensione divina dei tre su qualsiasi cosa tu desideri intendere tra quel che leggi o ascolti.
Come per questa storia.
Ovvero completa libertà.
Senza che ve lo dica, altri due segmenti unirono il terzo ai precedenti.
Ma è un triangolo, diranno alcuni o forse tanti, tra voi.
Eh no, ma che devo ricordarvi il cappello de Il Piccolo Principe?
Non è un triangolo, è la testa di Sid dell’Era glaciale vista dall’alto...
Almeno finché non entrò in scena il quarto punto.
Con lui, apparvero altri segmenti.
Altri punti.
E altri segmenti.
Fino a non riuscire a più a contarli.
Una rete?
Una ragnatela?
Come ci ha insegnato Antoine de Saint-Exupéry, la libertà dei disegni non è di chi li realizza, ma di chi li osserva e con essi immagina.
Se poi quella rete siamo noi.
Beh, chi meglio di tutti noi potrà decidere quale forma avrà la rete, domani e ogni giorno che verrà?

 



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