Corea famiglie riunite dopo 60 anni: foto di una magia

Storie e Notizie N. 1066

Lontani dalla fine della guerra di Corea del 1953, più di ottanta anziani separati da quell’assurdo muro a due facce chiamate nord e sud si sono finalmente ritrovati.

E’ un abbraccio.
No, così è banale.
Allora è una danza, con la musica o senza.
No, anche questo è un già detto, troppe volte, peraltro.
Ecco, ci sono: è un gesto umano.
Eccessivamente generico, concordo.
E se invece ti dicessi che si tratta di un’immagine intima?
Va bene, può essere fuorviante.
Di questi tempi, confusi e contraddittori, meglio essere più precisi.
E’ uno scambio di aspirazioni, mancate per caso o per delitto.
No, proprio no, anche qui.
Lo scambio presuppone un interesse pregresso e questo svaluterebbe la qualità principale dell’atto in sé.
Spontaneità.
Indicibile spontaneità.
Potrebbe essere una reciproca gratificazione?
No, eh?
Già, la temperatura della frase è scesa ai limiti.
L’asticella del termometro va tenuta in alto, senza esagerare, ma, come la naturalezza del movimento, anche il calore risulta essenziale.
Requisito fondamentale, prima e dopo, figuriamoci durante.
Nondimeno, a pensarci bene, se c’è un prima e un dopo, questo vorrà pur dire qualcosa.
Prima e dopo presuppongono un cammino, un viaggio, un salto in avanti.
O indietro.
Come in una storia.
Perché chi l’ha detto che i racconti vanno letti in un unico senso?
Quelli sono i registri contabili.
Nulla a che vedere con i diritti dell’immaginazione.
Della vita.
Tenendo conto di ciò, con un po’ di coraggio, osare non sarebbe affatto un illecito.
E’ qualcosa che va al di là della logica, giusto?
Ci sono vicino?
E’ una manifestazione straordinaria che sconfigge la fisica?
Quantistica e meccanica?
E’ così, vero?
Be’, adesso tutto quadra, insomma.
Il prima è il dopo.
E viceversa.
Perché il durante scompare.
E tutto ritorna.
Meraviglioso come la prima volta.
Perché l’abbraccio, talvolta, è una magia…

 


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