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Sabato 11 Novembre 2017 ore 19, Spettacolo teatrale e musicale in occasione dell'uscita del romanzo Carla senza di Noi, Graphofeel Edizioni, Libreria Teatro Tlon – Via F. Nansen 14, Roma - Ingresso libero. Per info e prenotazioni: libreriateatro@tlon.it - 06 45653446

Uganda gay video risposta del paese civile

Storie e Notizie N. 1068

http://www.youtube.com/watch?v=an0bumap2tc
Guarda il video
No, noi non siamo come l’Uganda, dove su una rivista pubblicano la lista dei 200 principali omosessuali.
Noi siamo un paese civile.
No, noi queste cose non le facciamo.
A dir la verità, anche noi abbiamo le nostre classifiche.
E che male c’è?
Non c’è alcunché di sbagliato nel classificare.
Il peccato, laddove sussista, riguarda l’oggetto del contendere, ecco.
Le ragioni del primato dell’uno sull’altro.
E’ tutto lì, fateci caso.
Se ad esempio, veramente un esempio a caso, si tiri in ballo la classifica della libertà di stampa mi sembra naturale che essa sia di vanto per i primi quanto vergogna e gogna per gli ultimi.
Ma queste sono le classifiche che dividono.
I primi dagli ultimi.
I ricchi dai poveri.
Il nord dal sud del mondo.
Noi no, noi del paese civile ci chiamiamo fuori da tali contese.
Perché da noi la libertà di stampa non è mai stata in discussione.
Così come la libertà di culto e la libertà d’espressione e d’opinione.
Figuriamoci la libertà sessuale.
Indi per cui, siamo qui a ribadire con vigore che noi non siamo come loro.
Nondimeno, ci indigniamo e replichiamo al governo ugandese con la nostra classifica gay.
Eccovi, in esclusiva, la top ten.
Al decimo posto c’è uno che è talmente gay che non va mai a dormire per la contentezza.
Alla nona posizione c’è n'è un altro che è così gay che in molti sono convinti che abbia avuto un ictus, dato il sempiterno sorriso che porta in giro stampato sulle labbra.
Il tizio all’ottavo posto è talmente gay che piange dalla felicità, poi ride perché ha pianto, e poi piange perché incapace di smettere di ridere e tutti non possono fare a mano di notarlo.
Al settimo posto c’è uno che è così gay, ma così gay che non riesce a rimanere da solo poiché tira su il morale all’istante a tutti.
Leggi come uno stupefacente umano.
Al sesto posto c’è uno gayssimo, davvero, visto che ha il carnet tutto pieno fino al 2030 come claque negli spettacoli comici.
Alla quinta posizione c’è uno che è così gay da cantare a squarciagola ad ogni ora del giorno e della notte e allora lo hanno mandato su un’isola deserta perché nessuno dormiva, ma poi ha messo un video su Youtube che è diventato virale, e allora adesso sulla riva c’è un’immensa folla di barche gravide di fans adoranti.
Al quarto posto c’è uno che è invece talmente gay da vincere la forza di gravità ogni secondo, quindi tocca terra quello successivo, e poi la vince di nuovo, e va avanti così, senza sosta, su e giù, e provoca terremoti, ma sono terremoti di felicità, quindi graditi, estremamente graditi.
Quello che si trova al terzo posto è così gay da amare tutti e tutto, quindi si pente, perché per quanto sia ebbro di cuore si rende conto che non tutti meritano il suo amore, poi però ci ricasca, perché è troppo gay.
Alla seconda posizione c’è uno talmente gay da scoppiare, ma poi non esplode perché si rammenta della ragione perché si trova lì, al secondo posto.
Perché sa di avere l’amore della sua vita.
Ovvero, il più gay di tutti, quello in testa alla classifica.
Che spettacolo, eh?
Questa è una classifica di cui andare orgogliosi, cari ugandesi.
Questo è un primato che vale la competizione.
La gioia.
Sì, lo so, in quella loro gay vuol dire omosessuale, non gaio, ovvero allegro.
Ma anche i nostri sono omosessuali.
Per questo sono così felici.
Perché sanno di vivere in un paese civile.
Come vorrei sapere di vivere in un paese così...

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