Storie sui diritti umani: C’è stata un’esplosione

Storie e Notizie N. 1337


C’è stata un’esplosione.
Un botto forte, non puoi non averlo ascoltato.
Se ne sente tutt’ora l’eco e non ho idea per quanto ancora viaggeranno le onde provocate dall’ennesimo vuoto.
Ma non sono come quelle dei sassolini lanciati in acqua o, peggio, degli tsunami che fanno notizia solo laddove il telo da mare era firmato.
Sono vibrazioni che cercano, disperatamente cercano casa.
Memoria, parole.
Al meglio, normale empatia.
E’ per questo che le senti ancora, se presti quel sottovalutato tipo di orecchio che sporge dal cuore.
Perché casa, memoria, parole, normale empatia, non l’hanno mai trovata.

C’è stata un’esplosione, ti dico.
E, visto che spesso è ciò che ti interessa di più, ci sono i morti.
I feriti.
E i dispersi.
Tutto l’abituale racconto, ovvero il libro che ne esce fuori allorché lo scrittore si chiami morte e l’editore, be’… l’editore siamo noi. Malgrado convinti di non esser più che impotenti lettori.
Ho pure le foto, se desideri. E lo so che le vuoi, perché l’occhio comune cerca la pace del rosso che scorre necessariamente lontano e le tranquillizzanti forme del nero che cattivo dev’esserlo per forza. E’ un cliché irrinunciabile, sedare le paure da poltrona con le sventure altrui e diluire le coscienze con soluzioni purificanti, additando i colpevoli a misura di monitor.

Nondimeno, c’è stata un’esplosione ed è giusto che se ne parli.
Perché terra è stata cancellata.
E vita è stata azzannata lì dove è più indifesa.
La gente comune.
Il passante ignaro.
Le esistenze innocenti che in un punto qualunque del mappamondo vengono scelte dal dito sciagurato.
Non è evento fortuito, c’è sempre un disegno, dove respiri si fermino per riempire d’aria e privilegi i ventri nati con la camicia e tutto il corredo.
Ma è solo un caso che tu sia nato qui e loro lì.
Ricorda, parti sempre da questo prezioso incipit.

Perché c’è stata un’esplosione.
E quel che solitamente ti aspetti è accaduto.
Ma non tutto quel che credi.
Ecco perché non ti dirò dove la bomba ha ucciso, di che nazionalità sono i defunti e a quale divinità affidino le loro preghiere.
Così non potrai affermare che non ti tocchi particolarmente perché è gente lontana da te.
Perché tutti possiamo essere lontani e vicini.
Sei tu che lo decidi.
A te la scelta di quanto essere vicino o lontano.
Agli esseri umani

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