Storie sui libri: Giornata mondiale del libro solo un libro

Storie e Notizie N. 1346

Il 23 aprile è la Giornata mondiale del libro

Tutto.
Sì, lo so, compatiscimi pure, ma spesso è stato tutto.
Una moglie e un marito, entrambi i genitori e un figlio, o anche solo qualcuno che ti aspetterà sempre.
Che non ti chiederà nulla che occhi.
Dita curiose e voglia.
Di camminare insieme.
C’è tempo, c’è sempre tempo, non ascoltare quelli che ti dicono che non hanno neppure un minuto.
Basta un secondo, guarda.
Anzi, leggi.
Perché è tutto, può essere tutto.
Capisco, disprezzami, giudicami quanto vuoi.
Ma con lui sono stato pure donna, alta e vecchia, giovane e bella, o anche solo convinta di esserlo.
Di poterlo diventare un giorno.
O di non esserlo più.
Sono stato la persona peggiore del mondo, la morte l’ho vista con i miei occhi, ho ucciso e messo al mondo, disintegrato pianeti e, più di ogni altra cosa, dimenticato il dolore.
Perché leggere vuol dire vivere la vita che manca.
Che mancherà sempre.
I vuoti che nessuno cancellerà, perché non potrebbe neanche se lo volesse.
Nel mondo reale è come gettare acqua sulla sabbia infuocata con la delirante speranza che diventi un lago da sogno.
Ma tra una copertina e l’altra non ci pensi.
Oppure ci pensi con l’animo giusto.
Ciò che conta è che stai volando, davvero, credimi, si vola, là dentro.
Tutto, può lenire tutto.
La prima volta, vuoi che ti dica della prima?
Della primissima volta, una delle rare, certo, che davvero mi sono sentito orgoglioso di far parte della specie umana?
Ascolta, è storia vera, leggi almeno questo, perché qui di vaneggiamenti ce ne trovi a iosa, ma su questa riga no.
Come non citare quella sera, sul tardi, quando tutti dormivano in casa, con un caldo opprimente, con quel bambino che si avventura timoroso nel buio oltre il rifugio chiamato cameretta per bere un bicchiere d’acqua.
Fu anche la primissima volta che il cuore alzò la testa e sfidò sul suo stesso terreno la temibile pancia tremante.
E vinse, già, vinse, perché quel piccoletto non raggiunse mai la cucina, quella notte.
Il cuore, è chiaro, ma anche i piedi, le braccia e soprattutto le mani seguirono il richiamo della libreria in salotto, quella ricolma di volumi ingialliti e infestati da pesciolini d’argento, con la rosa stritolata all’interno e che in cambio di poche lire erano tutto.
La tv, il cellulare, il pc e tutto il resto.
Perfino l’amore e la compagnia migliore.
Un istante più tardi luce improvvisa irradiò quella stanza rimasta indietro, nel secolo scorso, quando incontrai il primo miracolo di carta.
Da allora la magia si ripete ogni volta.
Ma cosa vuoi di più?
Io nulla.
Perdonami, perché per me un libro, solo un libro, è ancora capace di essere.
Tutto…

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