Storie sulla pace: La guerra dei luoghi comuni necessari

Storie e Notizie N. 1348

Due notizie, oggi.
Leggo che, grazie a una lunga ricerca di un’università statunitense, si è scoperto che la sculacciata rende aggressivi e che dopo il bombardamento dell’ospedale di Aleppo, in Siria, con la morte di 27 persone, tra cui bambini e medici, Medici senza Frontiere ha dovuto rammentare a tutti: gli ospedali non sono un bersaglio, Hospitals are #notatarget.
Che guerra sia, allora…


La sculacciata rende aggressivi.
Sì.
E gli ospedali non sono un bersaglio.
D’accordo.
Ascolta, già che ci sei, prendi un foglio più grande e armati di una penna generosa e di una buona dose di pazienza.
Perché anche gli schiaffi rendono aggressivi, guarda un po’.
Pure quelli che dai a qualcun altro che non sia l’imberbe spettatore.
Il dolore può essere lo stesso anche per lui.
Talvolta anche di più.
Già che ci sei, aggiungi che pure le scuole non sono un bersaglio.
E, se proprio dobbiamo dirla tutta, scrivi pure un generico case. Abitazioni, capanne, rifugi, catapecchie o altra miseria architettonica che il mondo non compreso nell’album dei ricordi leggeri chiama come tali.
Case.
Rendono aggressivi financo le parole e qui mi sa che un foglio non basta, t’avverto subito.
Ma non preoccuparti laddove dovessi impelagarti nel blocco dello scrittore, perché potrai trovare fertile ispirazione nella lavagna mediatica che tutti sovrasta, opprime e invade, ormai intasata da insulti travestiti da facezie e feroci fendenti lì dove fa più male, sotto forma di consuete schermaglie elettorali.
Tra gli altri non sono un bersaglio, allorché ti avanzi il tempo e la voglia, tutti i romanzi del mondo che quest’ultimo magari cambieranno, ogni possibile conquista per la scienza che forse mai vedremo, qualsiasi impresa dell’umano esprimere che renderà anche te, in quanto collega di specie, qualcosa di più di quel che eri prima.
Leggi pure, riassumendo, come vittime civili.
Anzi, visto che siamo in tema, solo vittime.
Perché questo dovrebbe bastarti, in questa storia.
Sculacciate, schiaffi e ovviamente pugni, calci e graffi, parole affilate o pesanti, crudeli o indifferenti. Già, l’aggettivo casca a fagiolo, perché rendono aggressivi anche i vuoti, tutti. Le assenze dove la presenza sarebbe stato il minimo e la carezza non data dove anche solo uno sguardo avrebbe virato e spinto la nave nella direzione più serena.
Nel caso desideri avvalerti del supremo dono della sintesi, potresti anche racchiudere ogni auspicio in tal guisa: vita, e dove vita è, bersaglio non sono mai.
Così come: qualsivoglia affronto a quella stessa esistenza, e dove esistenza respiri, li rende aggressivi. O anche peggio.
Ecco, adesso, sapendo questo e se proprio ci tieni, provaci così a farci la guerra.
Hai visto mai che, dopo, sarà più semplice.
Fare pace...

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