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Quel maledetto missile Nord Coreano

Storie e Notizie N. 2085 Dico io, ma non bastava l’invasione dell’Ucraina? E non voglio tirare in ballo gli altri conflitti nel resto del mondo, anche perché l’ho già fatto e diventerebbe particolarmente stucchevole. Ma un conto sono le guerre e un altro le pacifiche esercitazioni militari , se così possiamo chiamarle. Questi nord coreani proprio non hanno il senso della misura e del tempismo, ecco. Non è la prima volta, ma rieccoli con un altro missile intercontinentale verso il Giappone, in particolare in mare a ovest dell'isola di Oshima-Oshima nella prefettura di Hokkaido. Le reazioni sono state inevitabili, cribbio, il Giappone ha definito l’azione assolutamente inaccettabile , la Sud Corea ha mandato in volo i suoi caccia e gli Stati Uniti , constatando anche che il razzo avrebbe potuto raggiungere gli USA, condannano fermamente come solo loro sanno. Nord Coreani, allora che vogliamo fare? Uno si sveglia la mattina ed esercita militarmente così a casaccio? C’è una lista ...

Lettera alla rassicurante portaerei

Storie e Notizie N. 2023 Caro Contrammiraglio Curt Renshaw , questa missiva è per lei, voi, non so bene come ci si rivolga a individui ammantati da cotanto grado o relativa divisa. In alternativa, si potrebbe recapitare il messaggio alla direzione dell’ Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere . Magari potranno dirci come hanno fatto a ottenere il servizio, ecco. Quali numeri si tocca chiamare o quale modulo occorra compilare, il solito, insomma. No, perché il cielo o chi per lui sa meglio di tutti di quanto noi altri ne abbiamo bisogno, sa? A ogni buon conto, facciamo con il tu , d’accordo? Poi magari s’aggiusta prima di mettere la lettera nella bottiglia e sperare nel favore del vento e del mare, gli unici di cui possiamo fidarci oggigiorno. Ah, ma non l’ho specificato: qui Africa . E non serve dire altro, eh? Come ti giri, lavoro da fare a riguardo ne trovi assai. Anzi, ne provochi ecco… e poi te ne vai . Ma non sono qui per fare polemica, sia ben chiaro. Noi altri mica possia...

Non so

Storie e Notizie N. 2002 Non so. Credo di non sapere più nulla, oramai, ovvero di capirci poco di ciò che accade attorno a me, oggi. Ci sono momenti gradevoli, come quando leggo che in Messico, ben 500 anni prima di Cristo in una città che sul Monte Albàn ospitava 17mila abitanti , costoro avevano compreso e per giunta dimostrato che l’uguaglianza rappresenta la chiave del successo per tutti , dal singolo individuo all’intera comunità. Perfino allorché privi di acqua e di una terra fertile . Il tutto grazie a processi collettivi che partano unicamente dal basso . Poi però mi rendo conto che non si tratta affatto della norma e che viviamo un’epoca in cui bugie e paradossi hanno assunto una natura talmente sfacciata e grottesca da non fare neppure più notizia. Indi per cui è assolutamente normale che il presidente del Brasile Bolsonaro , tramite il suo governo, premi se stesso e i suoi complici ministri con la Medaglia al merito indigeno , nientedimeno per i suoi presunti sforzi altr...

Teatro di guerra

Storie e Notizie N. 2001 No, non si tratta di un omaggio al seppur bellissimo film di Mario Martone, malgrado qualche assonanza tra l’ assedio di Sarajevo da parte delle forze jugoslave e serbo bosniache e ciò che sta accadendo in Ucraina ci sia. È al contrario il racconto di un teatro ben più vasto e con un cartellone assai più prolungato nel tempo di un film o della sua trama. Per certi versi potremmo definirlo il teatro per eccellenza, ragionando in termini di Storia o anche solo rappresentazione di quest’ultima, in quanto manda in scena da sempre il medesimo spettacolo. È inevitabile poiché la sola alternativa all’oggetto di tale narrazione è il viaggio . E quest'ultimo, da che mondo è mondo, si vive in prima persona oppure vuol dire davvero che non ti sei mai mosso dalla poltrona. Nel nostro caso, invece, non conta se rimani immobile a osservare, giacché è soprattutto in quel caso che stai condizionando maggiormente la pièce e ogni suo personaggio. Sto parlando della Guerr...

Le vittime della guerra e le armi della pace

Storie e Notizie N. 1998 C’era una volta una storia semplice che è come una fiaba d’altri tempi, la quale probabilmente risale all’inizio di questi ultimi. Anche un bambino la capirebbe. Anzi, forse ne coglierebbe il senso meglio di tutti gli altri, più vecchi e maggiormente saggi, più adulti e orgogliosi della propria superiore istruzione. Eppure ciascuno di noi, sin dal giorno in cui il primo degli umani ha visto la luce del mondo, l’ha ascoltata , osservata e vissuta con le stesse parole, le identiche note e le medesime immagini. O disegni , che in una fiaba non guastano mai, tutt’altro. La trama è a dir poco elementare: prima c’è la pace , poi arriva la guerra e alla fine – si spera - per il sollievo dei lettori di ogni età, luogo e tempo, si ritorna all’inizio. Di nuovo pace , evviva, perché è ciò che tutti ci auguriamo, chi legge e chi scrive, e perfino chi  aggredisce e chi si difende e contrattacca, anche se nell’idiozia, più che la furia, del combattimento a volte ce ne ...

Promemoria per la prossima Ucraina

Storie e Notizie N. 1995 Guarda e ascolta tramite podcast Putin ha già perso questa guerra , voglio crederti sulla parola, caro Yuval Noah Harari , lo voglio per la stima che provo per la tua autorevolezza in qualità di storico, ma anche perché mi piace l’idea di vedere finalmente sconfitto colui che da tempi non sospetti incarna il ruolo del cattivo della storia. Nondimeno, sappiamo tutti oramai che ciò che viviamo come specie è una sorta di ennesimo sequel o, ahinoi, remake di capitoli altrettanto orribili. E ogni qual volta si ripetono dimostriamo puntualmente – sempre come specie – di non aver compreso a dovere la morale delle puntate precedenti. In una parola, il passato . Forse, capita soprattutto perché tra le altre cose non abbiamo imparato a ragionare come specie , giustappunto, e qualora ci ritroviamo più o meno spettatori , testimoni o addirittura protagonisti della tragedia girata in diretta molti tra noi finiscono per pronunciare le solite frasi, spesso sotto forma di r...

Di mattoni e guerre

Storie e Notizie N. 1664 È guerra . E guerra sia. Ovvero, c’è guerra , ancora. Perché se ne parla di nuovo. Ma questo non vuol dire che non ci fosse anche prima. Perché la pace ha un prezzo. Così il silenzio dei giornali e dei parlamenti di questo mondo. E, mi dispiace, si chiama ancora guerra . Allora, andiamo via, ma solo per tornare, lo prometto. Magari con il cuore più leggero, sebbene colmato sino all’orlo, e gli occhi meno chiusi. C’era una volta, perciò, due bambini. Perché di questo si tratta. Di un eterno e instancabile gioco da ragazzi , ma con regole serissime e conseguenze spesso tragiche. È un passatempo particolare, però, giacché il tempo lo ferma, invece che agevolarne il corso, finendo per intrappolare le lancette dell’umano orologio facendo lo stesso con le ali che avremmo potuto spiegare, se solo avessimo creduto al sogno di Icaro. È un gioco di mattoni . O mattoncini, se preferite. Cemento, argilla o plastica non fa differenza, malgrado quest’ultima po...

Storie sulla pace: colpevoli del futuro

Storie e Notizie N. 1490 In questi giorni è stata ascoltata dall’Alto tribunale presieduto da Sir John Chilcot la conclusione dell’ inchiesta sulla guerra in Iraq (2003-2011), la quale accusa l’allora primo ministro Tony Blair . In particolare, in una concomitante intervista, Chilcot ha affermato di ritenere che lo stesso Blair – proprio in quanto avvocato e abile nel convincere il prossimo – riguardo alla partecipazione del suo paese al conflitto non sia stato del tutto onesto. Non sappiamo ancora come proseguirà l’indagine, quali saranno le conseguenze, tuttavia, ci sono già fondati elementi per giudicare come disastrosa quella missione, come del resto molte altre. Se sarà bollata anche come criminale , lo dirà il tempo. Già, il tempo e il presunto, autorevole narratore di quest’ultimo nel pieno della diretta, che muta giudizi e aggettivi con la non chalance di un frettoloso, superficiale cronista. Colpevole … C’era una volta l’ innocente fino a prova contraria . Ignaro...

Storie sulla pace: Haiti colera portato da Onu

Storie e Notizie N. 1416 “La preponderanza delle prove consentono di giungere alla conclusione che il personale addetto alla struttura (gestita dai funzionari delle Nazioni Unite ) è stato la fonte più probabile.” Con queste inequivocabili parole il segretario generale dell’ ONU , Ban Ki-moon , ha ammesso che sono stati gli impiegati delle Nazioni Unite stesse a portare il colera ad Haiti , a causa del quale sono morte fino 30mila persone … E’ la storia degli equivoci. Che prima o poi verranno svelati, si spera. Si spera prima, tra i direttamente. Interessati. Così capita di leggere che il colera nella poverissima e sporchissima Haiti ce lo hanno portato loro. I peacekeepers , i conservatori di pace. E, aggiungi ora, donatori di malattie. Equivoco trascritto subito, già, insieme agli altri, sebbene trascurati e il più delle volte, magari quando ti volti per rispondere all’ennesimo richiamo all’ordine di sua maestà il cellulare, addirittura cancellati. Eppure, da qualch...

Storie sulla pace: In quale universo vivi?

Storie e Notizie N. 1361 In soli due giorni la Turchia è stata teatro di terribili attentati che hanno causato morti e feriti. Immaginate se fossero accaduti in qualsiasi città europea o negli Stati Uniti… Ci sono molti universi , sostengono alcuni. Altri le chiamano dimensioni parallele . Punti di vista differenti eppur conviventi. Nel comune esistere. Allora, se questo è il vero, c’è un universo in cui un attentato è un attentato . I morti sono morti . I cattivi son cattivi e i buoni sono tali. Ma se non ne parliamo è perché quell ’attentato lo sentiamo più vicino dell’ altro . Quei morti li percepiamo più vicini degli altri . Quei cattivi li vediamo più cattivi degli altri . Anche se sono gli stessi. E quei buoni sono tali. Mai buoni quanto i nostri , però. Al contempo, c’è anche un universo in cui un attentato è solo un altro attentato. Sempre che sia davvero avvenuto. I morti sono morti , perché curarsene, quindi. I cattivi sono cattivi ? E allora mort...

Storie sulla pace: La guerra dei luoghi comuni necessari

Storie e Notizie N. 1348 Due notizie, oggi. Leggo che, grazie a una lunga ricerca di un’università statunitense, si è scoperto che la sculacciata rende aggressivi e che dopo il bombardamento dell’ospedale di Aleppo, in Siria, con la morte di 27 persone, tra cui bambini e medici, Medici senza Frontiere ha dovuto rammentare a tutti: gli ospedali non sono un bersaglio , Hospitals are #notatarget. Che guerra sia, allora… La sculacciata rende aggressivi. Sì. E gli ospedali non sono un bersaglio. D’accordo. Ascolta, già che ci sei, prendi un foglio più grande e armati di una penna generosa e di una buona dose di pazienza. Perché anche gli schiaffi rendono aggressivi, guarda un po’. Pure quelli che dai a qualcun altro che non sia l’imberbe spettatore. Il dolore può essere lo stesso anche per lui. Talvolta anche di più. Già che ci sei, aggiungi che pure le scuole non sono un bersaglio. E, se proprio dobbiamo dirla tutta, scrivi pure un generico case . Abitazioni, capann...

Storie sulla pace: No alla guerra in Libia

Storie e Notizie N. 1326 Si legge un po’ ovunque che l’Italia sarà a guida della colazione che si imbarcherà nell’ennesimo intervento militare. No alla guerra. Senza se, senza ma e per un’infinità di ragioni. Perché l’abbiamo già fatta e abbiamo visto come è andata. Dato che anche per questo c’è qualcuno che sostiene che ne dobbiamo fare un’altra. Perché la stiamo già facendo, e allora chi vogliamo prendere in giro? Dobbiamo ancora finire quella prima, con quale faccia ne iniziamo un’altra? Perché ne stiamo già facendo altre. E cosa facciamo, poi? Ci comportiamo come al solito? Fingiamo che non ci siano per raccontare solo quella che ci interessa al momento? Perché sappiamo già cosa sia, la guerra. Perché un racconto di soldati e bombe oramai lo conoscono anche i bambini. Non è più, poveri loro, solo roba per grandi. Come noi altri, sanno che la favola degli eroi è una menzogna. Che il film dei buoni è un imbroglio. Che il fuoco amico e solo fuoco, ovvero un immenso falò in cui brucia...