Storie di guerra in Siria: prima che la storia finisca

Storie e Notizie N. 1408

Un ospedale pediatrico ad Aleppo, in Siria, è stato colpito durante gli ultimi attacchi aerei.
Tra gli altri, un’autista di ambulanze e almeno due bambini sono deceduti dopo una notte di bombardamenti.
Subito prima che la storia diventi reale…


"Andiamo ragazzi", fa l’uomo dal camice stranamente ancora bianco. "Si va."
"Dove?" Chiede uno dei piccoli, quello meno diffidente.
"Scusatemi.
"Volevo dire, si torna."
"Dove?" Ripete l’altro, quello più riflessivo.
"Nell’unico luogo rimasto."
"Quale?" Fa il primo, quello più ciarliero.
"Perdonatemi.
"Intendevo quello che avrebbe potuto essere."

"Quale?" Chiede anche l’altro, quello solo in apparenza privo di originalità.
"Il regno dei condizionali sgrammaticati, nella terra di lato al possibile, oltre i confini delle illusioni disilluse, al di là del mare dipinto sul quadro privo di tela."
"Adesso?" Domanda il solito, quello più speranzoso.
"Ops, che sbadato… non ho detto quando? Ora e in tutti i prima dimenticati, in ogni istante, breve o nei giorni prolungato, più che mai in ciascuna parentesi ancora fondamentale che preceda l’ottuso finale."
"Adesso?" Fa eco immancabile l’altro, più lento di immaginazione, ma non meno desideroso di credere.
"Perché altrimenti avrei preparato il vascello, mio piccolo amico?
"Perché le vele sarebbero pronte a spiegarsi?
"Perché? Abbiamo forse qualche alternativa a un presente già cancellato, ancor prima di essere scritto?"
"Eccomi", fa il primo seguendo l’improbabile capitano.
"Hai detto capitano? Ebbene qui lo siamo tutti, perché la fantasia retroattiva non ha padroni.
"Il gioco non ha vincitori.
"E l’importante non è partecipare, bensì sopravvivere."
"Eccomi", si aggiunge l’altro alla ciurma.
Fragile come l’illusione che i racconti più crudeli si possano davvero cambiare semplicemente riscrivendoli.
"Ma è solo l’ambulanza", fa il primo scorgendo quest’ultima, oltre le macerie che pian piano tentano con arroganza di riportare il tutto alla feroce normalità.
"Ma è solo l’ambulanza", non può che osservare ugualmente l’altro, proprio ora che si era convinto di esser sveglio.
"Vi chiedo umilmente scusa", mormora l’evanescente riverbero del martire maltrattato anche da morto.
"Salite comunque a bordo della pagina ingenua.
E stretti insieme fuggiamo via dal grande fuoco che brucia solo i piccoli.
Se non reale, prima che questa storia sia finita..."



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