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Storie di animali: 300 balene uccise in Giappone

Storie e Notizie N. 1455

In Giappone sono state uccise più di trecento balene durante l’annuale caccia Antartica.
La flotta di baleniere è rientrata venerdì in porto dopo lo sterminio dei mammiferi, mettendo in atto il proprio programma malgrado le critiche da gran parte del mondo.


C’era una volta il coraggio.
Quello di mettersi in trecento contro uno.
In una sfida inevitabilmente impari.

Dove il più imponente, nonché degno di timore e reverenza, è tra i molti.
E il più fragile e incompleto è solo.
E’ inguaribilmente tale, il meschino, sebbene scelga di esserlo in mezzo a un universo di colori e forme.
Eppure l’inaspettato accade e costui ha la meglio.
Sui molti, in genere su tutti.
Di solito vince e stravince, umiliando l’avversario.
Estinguendone respiro e prospettive.
Tuttavia, l’errore si cela dove meno te l’aspetti.
L’incipit è bugiardo.
Perché malgrado le apparenze, non v’è traccia di ardimento in questa storia.
Allora, c’era una volta la forza.
Quella di ergersi e tuffarsi nella lotta.
Uno contro trecento.
Dove i muscoli e il favore delle dimensioni sono tutte nei tanti.
E il più esile e vulnerabile è proprio quell’uno.
Che ciò nonostante digrigna i denti e allarga lo sguardo sprezzante degli avversari.
Certo della vittoria.
Sicuro della fine dei contendenti.
Difatti, è proprio questo l’esito della faida.
Ciascuna creatura della parte in sovrannumero non può sottrarsi a esso.
Cadono, una dopo l’altra, cadono e si spengono.
Nondimeno, l’inganno è addirittura più sottile dell’errore.
Si cela in un orgoglio di cartapesta.
Tra le pieghe di sorrisi agghiaccianti, sui volti di presunti guerrieri con armature di fumo e delirio, mentre posano tronfi sulla sanguinolenta preda.
Poiché per quanto i vincitori saranno celebrati al ritorno, la forza non è mai stata il loro decisivo vantaggio.
Perciò, c’era una volta l’onore.
Che spinge l’uno a sfidarne trecento.
Dove la consapevolezza dello stesso è privilegio solo del primo.
E i limiti di una cervice semplice e pragmatica sono tutti nel branco.
Ecco perché quest’ultimo non comprende la logica dello scontro.
Ecco, forse, perché soccombe senza protestare.
Come se fosse normale.
Ciò nonostante, a dispetto dei numeri e delle manipolazioni di fattura prettamente umana, non c’è onore, in questa vicenda.
Non v’è coraggio e tantomeno forza.
Altrimenti, quei trecento e molti altri spazzerebbero via quell’uno.
Come il più folle e pericoloso tra i refusi di madre natura.


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